Trasferimento
Maggio 22, 2008Ci siamo trasferiti su http://iojuventino.blogspot.com!
Tutto l’amore possibile al servizio della Vecchia Signora
Tre immagini stupende, assolutamente stupende, di quelle che quando le vedi ti vien voglia da tifare di più, ancora più forte:
Non c’è altro modo per raccontare questa giornata. Assolutamente non c’è altro modo. La Juve è ufficialmente in vacanza già da tre settimane (a Champions matematicamente conquistata). Non si corre più, non si lotta più. Gambe molli, contrasti leggeri. Idee di mare e di spiaggia, di ombrelloni e di cenette, di viaggi e vacanze. Perciò Camoranesi accese la luce ogni tanto. Ranieri non si arrabbia più di tanto. Sissoko rincorre meno. Gli unici a voler dire ancora qualcosa sono Trezeguet e Del Piero: stupendamente in lotta per una classifica marcatori. E poi Palladino: sta cercando in tutti i modi di mettere in difficoltà Ranieri e per poco non ci riesce definitivamente. Il ruolo di esterno sinistro (o destro) è comunque difficile. Ma a ben vedere, ieri è stato l’unico a puntare l’uomo saltandolo quasi sempre. A metter dentro qualche palla interessante. A tentare il colpo ad effetto. Io credo vada premiato e confermato come prima alternativa a Camo e Nedved per il prossimo anno. Inutile spendere tanti soldi per un esterno quando si ha Aladino in rosa.
Sabato prossimo si chiude il rientro in A della Juve. Rientro scoppiettante. Senza lo zampino di minimo-moratti la Juve poteva essere ancora più in alto (su tutti i ricordi che più bruciano si chiamano Napoli, Parma, Reggio Calabria). Ed è inevitabile che tutta l’attenzione sia concentrata sui bianconeri, a cominciare dai tifosi più veri. Che mosse? Quali acquisti?
Su questo blog, da domenica prossima, non si farà che parlare delle cento notizie giornaliere che vogliono questo o quel giocatore prossimi alla Juve. Si sognerà. E sognare non fa mai male. Per esempio, da ieri sera, più che Juve, non so perchè mi è venuta voglia di tifare Parma e Roma. Ma non ne capisco il motivo: il torneo aziendale non è di proprietà esclusiva di chi lo organizza da due anni? O si sono sbagliati pure loro?
E’ notizia di oggi (ma si sapeva già, potremmo dire): i procuratori di Amauri incontrano i dirigenti rossoneri (gli stessi condannati e poi salvati da un misterioso uomo di nome silvio - scritto minuscolo). Uno sgarbo? Ma figuriamoci: dopo aver fatto il grande salto dal quinto posto al quarto, con relativo furto ai danni dei viola (se giustizia esiste, è Prandelli che dovrebbe disputare la Champions), e dopo aver mandato insieme al cugino minimo-moratti in Serie B la Juve, il milan cerca rinforzi.
Le parole di Zamparini (è più pazzo lui o Rino Foschi?) sembrano lasciare pochi dubbi: “Al 98% Amauri sarà della Juve!”, ma con il mitico Maurizio non c’è da star tranquilli. Vogliono Nocerino, Palladino, Giovinco e Lanzafame, e c’è pure chi giura che Foschi abbia richiesto Alena Seredova. E Secco e Blanc hanno risposto cortesemente: ma vaff…..o. Soldi, Nocerino e può andar bene così. Altrimenti non se ne fa nulla.
Altra spina: Amauri sembra volere 3,75 milioni di euri di ingaggio. Ripeto: 3,75 mln di euro di ingaggio. Ripeto ancora: 3,75 mln di euro di ingaggio. Cioè, qualche spicciolo in meno di Camoranesi e Trezeguet e Nedved. Capito il nesso? Certo che no, perchè nesso non c’è. Amauri se vuole vestire bianco e nero dovrebbe prendere a esempio Vincenzone Iaquinta: uno che quest’anno ha fatto tantissimo parlando poco. O almeno, parlando sul campo. Anzi: correndo sul campo, e segnando pure un pò di reti. Ecco allora la strategia: buono buonino vieni alla Juve, signor Amauri, segni e giochi bene, dimostri il tuo vero valore (un conto è quello con la casacca rosanero, un altro conto è quello con la casacca più prestigiosa al mondo) e poi il prossimo anno si vedrà. La Juve è ferma a 3mln di euro, che già mi sembrano tanti. Insomma: d’accordissimo con Blanc e Secco. Nessuno ci prende per la gola. Abbiamo bisogno di Amauri, ma non estremo bisogno di Amauri.
Anche perchè l’intromissione del milan apre un nuovo scenario. Anzi: rispolvera un vecchio scenario. Riportare all’ovile la pecorella smarrita, di nome Alberto Gilardino. Il più contento sarebbe il ragazzo. E molto più contento il papà: juventino da tre generazioni. Albertone da bambino e in cuor suo (lo ha ammesso al primo anno rossonero) tifa Juve. E allora potrebbe essere una bella idea portarlo a casa. Per due ragioni:
Insomma: negli schemi bianconeri Albertone si integrerebbe a meraviglia. Inoltre aggiungeremmo alla rosa un autentico gioiellino: italiano, giovane, juventino. Ad un costo minore rispetto a quello di Amauri. Con Gilardino in rosa Iaquinta potrebbe trovare più spazio, che non con Amauri.
Amauri sì, Amauri no. Gilardino sì, Gilardino no. Voi che ne dite?
Ci sono gli Europei e quindi i tempi si dilateranno un pò. Qualcuno vorrà aspettare, qualcun altro vorrà osservare meglio, altri semplicemente si godranno il torneo continentale. Qualcuno dovrà confermarsi, qualcuno dovrà confermare (due concetti differenti).
E la Juve che farà? Si parla di Flamini e la possibilità che la Juve se lo sia fatto scappare: vedremo. Si parla già di Amauri con addosso la casacca bianconera: più che vedremo, mi sento di dire che “lo vedremo”. Si parla di un’altra decina di campioni e nomi vari e sparsi.
O ragioniamo sui nomi, e il discorso si fa difficile. O ragioniamo sui fatti, e allora la logica prende il sopravvento.
La Juve deve prima vendere, o forse svendere. Almiron e Tiago non rimarranno a Torino. Nocerino cambierà aria per motivi fisiologici: rientra Marchisio per giocare, Sissoko è intoccabile, Zanetti sarà beatificato, un altro centrale di grande livello verrà acquistato. Caso difesa: Legrottaglie si merita altri due anni di contratto, Chiellini da lì non si muoverà di certo. Da lì intendo la posizione di centrale difensivo, forse il più forte di questo campionato, considerando molti fattori. A Molinaro serve rifiatare: o scommettiamo su De Ceglie o si acquista Grosso (esperienza e continuità di rendimento). O si cerca un terzino forte, forte, forte: Philipp Lahm, del Bayern Monaco. Se con Zebina non ci sono problemi di spogliatoio (in particolare mi mette paura il fatto che non giochi quando in forma, come ieri e l’altra domenica, sarà successo qualcosa?), lui e Grygera garantiscono una buona accoppiata per la Champions e il campionato. L’uomo in più di quest’anno porta il nome di Salihamidzic: lo metti dove vuoi e gioca in modo splendido comunque. Esterno di destra o di sinistra, terzino, addirittura interno di centrocampo (in emergenza, può stare anche lì). Dubbio Marchionni: verrà sacrificato per Amauri? E le condizioni fisiche? Se sta bene potrebbe essere una pedina importante per far rifiatare Camoranesi, altrimenti meglio cercare un altro obiettivo. Palladino dovrebbe far l’erede di Nedved, e quindi col ceco una staffetta lunga lunga, con Pavel che probabilmente sarà inamovibile solo in Champions (ma chi ci crede?). Se Giovinco rientra, ecco che la rosa della Juve è completa, considerando l’acquisto di Mellberg in difesa, e il rientro (forse, chissà, come, su quali basi) di Andrade. Capitolo Criscito: altra chance? Io sarei tentato per il sì, accanto a Chiellini o Mellberg, ma Ranieri credo abbia bocciato il giovane virgulto. Manca di personalità? Certo che no: manca, fortissimamente manca di esperienza. E allora un altro anno al Genoa potrebbe fargli bene.
Quali acquisti dunque? Amauri è certo. Probabilmente c’è da prendere un forte, fortissimo centrale ma in giro c’è penuria. Chi ce li ha se li tiene stretti. Il sogno Lampard è sempre più acceso. Difficile realizzarlo. Flamini sarebbe un buon colpo: si integra alla grande sia con Sissoko sia con Zanetti. Come esterni i nomi più gettonati sono Capel e Mancini della Roma, ma io rischierei di non comprare nessuno in quella zona per far crescere Giovinco e Palladino. E poi c’è il nodo Iaquinta: che sia in discussione mi fa ridere. Che sia sul mercato è impensabile. Se però un pò di voci lo vogliono lontano da Torino qualche verità dovrà pur esserci. Iaquinta è prezioso: non rompe le scatole, entra, segna, è duttile sul piano tattico.
Ultima considerazione: che Juve ci dobbiamo aspettare? Tutta avanti, magari col tridente impiegato sempre più spesso? (Amauri, Del Piero, Trezeguet, Giovinco, Iaquinta: 3 in campo e due in panchina). O il solito 4-4-2 con la variante dell’esterno sinistro che potrebbe essere Palladino o Giovinco?
Chiariamo subito un punto: questa Juve è diversa da quella di tre settimane fa per almeno due motivi concreti:
Archiviato il ritorno in A (su cui un pò di paure erano affiorate), la Juve archivia pure la Champions League, o meglio il ritorno, ma a noi il solo qualificarci… è già una mezza vittoria.
La cosa più interessante è come questa Juve si è cambiata, già “si è cambiata”, da sola, dall’interno, aiutata da Mister Claudio Ranieri (la cui foto dovrebbe giacere nei portafogli di ogni Juventino), aiutata da uomini simboli come Del Piero Trezeguet Nedved Camoranesi e Buffon, in ordine sparso magari (e senza virgola perchè questi cinque sono una cosa sola).
E’ così la partita inizia già vinta: con Del Piero che rincorre tutti, con Trezeguet che scende giù fino alla propria metà campo, con Sissoko che è padrone assoluto di 50 metri quadri di campo, con Chiellini che al centro sembra un nuovo Ferrara, con Camoranesi che inventa le cose più incredibili, con Pavel Nedved che ha dimenticato l’età e corre e lotta come un ragazzino di 18 anni. Poi c’è Cristiano Zanetti, lo scarto dell’intertriste che alla Juve sta facendo cose meravigliose (contenti di averlo scambiato col superpacco Vieira). Poi c’è un Legrottaglie in forma strepitosa: anticipi, chiusure, ripartenze, e un pò di gol pesanti segnati in 29 partite di campionato, come ai bei vecchi tempi. Quindi Molinaro, l’autentica sorpresa di questa stagione. Quindi Grygera, con le sue difficoltà di ambientamento. E’ questa la Juve che ha strapazzato la Lazio già nei primi 32 minuti. E Ranieri non la cambierà più. Tutti in panca a riposarsi, magari dando il cambio già domenica contro il Siena, per la passerella delle tre giornate conclusive. Tutti protagonisti, nessuno escluso. Tutti, nessuno escluso. E tutti splendidamente confermati (non vorrete certo rovinare la festa al povero Tiago, che Dio lo svegli prima o poi).
Il match vede la Juve in vantaggio al 32° per quattro reti a zero, a firma di Chiellini, Camoranesi, Del Piero e Trezeguet. Tutti a casa. Lo pensano molti tifosi laziali che abbandonano davvero lo stadio. Lo avrà pure pensato Lotito, seduto accanto al Presidente Bianconero che con difficoltà smorza la gioia per vedere una Juve così forte, anche nel primo tempo. Poi è buoi totale. La Juve controlla, non ha più voglia di affondare i colpi. La Lazio riemerge un pò nel secondo tempo, trova due gol strani e belli allo stesso tempo. Chiellini prova a mettere la firma su un altro evento: dopo aver segnato una doppietta contro l’Arezzo appena un anno fa decretando il ritorno in A della Juve, domenica firma la doppietta che vale la Champions. Chissà il prossimo anno dove piazzerà il tris!
Conclusioni: miglior attacco del campionato, seconda miglior difesa. Secondo posto molto difficile da raggiungere, un terzo posto in cassaforte. A leggere la classifica bomber c’è da aver paura: Trezeguet a quota 19 (con Borriello), Del Piero a quota 18. Giù c’è Vincenzo Iaquinta con 9 centri. E se proprio vogliamo fare i bambini: a 16 reti c’è Mutu e un gradino sotto Ibrahimovic. Come a voler dire: che Juve era quella di due anni fa? Ah già… truccavamo anche i giocatori, dimenticavo!
Che partita, che Del Piero, che Juve! Tutto qui, semplicemente qui!
Che la Juve mentalmente fosse in crescita lo si sapeva e lo si era visto, ma a tratti. Il repentino cambio di rotta è proprio questo: Juve padrona anche dei primi tempi. Non solo sprint finale, rabbia agonistica che distrugge gli avversari solo nel finale. Anche nel primo tempo. Manovra impeccabile. Ispirazione massima per Del Piero e Camoranesi. Il ritorno di Pavel Nedved. Nocerino ritrovato. Uno Stendardo sorprendente, sicuro e padrone di tutti i palloni alti.
E’ una Juve pazzesca, fisicamente brillante per tutti i novanta minuti. Le vittorie contro le cosidette grandi hanno portato morale e consapevolezza: quella di avere uomini seri prima che dei professionisti. Un organico che adesso deve essere ritoccato, rinforzato nei numeri di una rosa che manca di alternative (tipo terzino-sinistro, centrale-difensivo di alto livello, esterno-sinistro, punta). Il merito, anzi i meriti di questa stagione fuori dal comune sono tutti di Claudio Ranieri, che già mercoledì sera a Parma aveva raccolto e risposto ai cori e agli applausi dei tifosi, di tutti i tifosi. E’ l’uomo nuovo, è l’uomo che potrebbe davvero riportare la Juve ai suoi livelli, peraltro già sfiorati quest’anno.
La partita non ha storia: dopo 48 secondi Legrottaglie mette la firma più pesante sulla stagione. E’ stato lui l’uomo della Provvidenza, a coprire i buchi, a dare al reparto arretrato una solidità difficilmente ipotizzabile ad agosto. Di testa, con rabbia, con classe. Nicola si è guadagnato l’affetto di tutti i tifosi dopo averlo clamorosamente perso in più occasioni nel passato. I 30 anni sembrano aver giovato al difensore ex-Chievo. Guida insieme a Chiellini la seconda difesa del campionato. Il resto della partita ha un protagonista, forse il vero protagonista di tutta la stagione, e se volete anche della scorsa Serie B. Si chiama Alex Del Piero. Forse è la sua migliore annata in maglia bianconera per continuità, per prestazioni, per voti e per media realizzativa. Corre come se avesse 20 anni, combatte, commette e riceve tanti falli. Nasconde il pallone quando c’è bisogno di far rifiatare i compagni, accelera e fa male, serve assist, conclude con una cattiveria figlia di un Calciopoli mai digerito. A suggellare e a confermare - semmai ce ne fosse bisogno - che tutte le vittorie da 13 anni a questa parte sono sue, soprattutto sue, anche sue. E sono meritate, strameritate. Adesso per Donadoni la scelta è ardua: non lo convoca e mezza Italia lo fischierà, compresa una Europa calcistica che implora la presenza di Alex, la sua immagine di campione vero e pulito. Oppure lo convoca e lo utilizza così come Ranieri lo sta utilizzando: a tutto campo là davanti, senza limiti nè confini. Insieme magari a Toni. Del Piero porta in dote una condizione psicofisica incredibile, un bottino da 17 reti (per adesso) con un solo calcio di rigore all’attivo (per intenderci ibrahimovic dei perdazzurri ne ha tirati 9 segnandone 8). Intanto Alex lo coccola il popolo bianconero, e se lo coccola pure Ranieri. All’uscita, standing ovation da parte di tutto lo stadio: niente maglia a fare differenza, niente colori. Un monumento vivente e Claudio, avvicinandosi all’uomo gli sussurra: “Grazie Capita’!”.
Grazie Capita’, che Dio ti conservi integro!
Prova d’orgoglio. I bianconeri applicano la Juve-Rule a tutte le grandi, o presunte tali. Tre reti a due, un pò di palle gol sciupate. Buon gioco, tanta tanta personalità.
La nota più positiva si chiama Del Piero: all’età di 33 anni è il miglior attaccante e giocatore attuale. Stato psico-fisico brillante, tecnica deliziosa. L’altra chiave bianconera si chiama Momò Sissoko: imprescindibile. Nemmeno uno dei più brutti falli riesce a stenderlo: si rialza, a fatica, ma si rialza e ricomincia a correre.
E dire che la partita era iniziata bene, poi malissimo: gol di Alex, poi 1-2 del Milan col solito Inzaghi. Il solito scialbo e opaco primo tempo dei bianconeri, va a capire perchè! Sul finale si scatena Brazzo, il migliore in campo per quantità e qualità.
C’è un Trezeguet fuori forma, soprattutto di testa: non è a posto, sbaglia gol semplicissimi, un pò nervoso. C’è un Grygera entusiasmante. C’è un Camoranesi incredibile.
La classifica meglio non guardarla. Però c’è da mettere qualcosa ben fissa in mente: battute in sequenza Udinese, Roma, Inter e Milan. Tutte con partite convincenti. La differenza principale è stata la solita, a dimostrazione che nulla è cambiato: la testa, la forza mentale, l’agonismo esasperato di chi indossa quella maglia. Con in più, secondi tempi schiaccianti.
Adesso Parma, poi Atalanta e quindi Lazio. Domani sera i merdazzurri giocano contro la Fiorentina: qualsiasi risultato ci va bene. Con una Roma totalmente in bambola. Siamo tornati, finalmente!
Stupore? Un pò sì, mi aspettavo il tridente e fino a questo pomeriggio era la soluzione più accreditata. Invece, tutto cambiato ancora.
4-4-2 classico, con Camoranesi e Brazzo sulle fasce e Sissoko e Tiago in mezzo. Serve la qualità del portoghese, serve la sagacia tattica di Brazzo e la sua personalità.
Si va verso il tridente. Le sensazioni sono positive in casa bianconera: tridente puro, con Alex a fare un passo indietro rispetto a Iaquinta e Trezeguet. A centrocampo, sicuri del posto solo Camoranesi e Sissoko. Il terzo è un ballottaggio tra Brazzo (il favorito per equilibri tattici), Nocerino, Tiago e Palladino. Ma col tridente schierato, proprio Palladino sarà costretto a sedersi in panca (utile per entrare nella ripresa al posto di uno fra Iaquinta e Trezeguet). La sorpresa potrebbe essere Tiago: schierato a fianco di Sissoko in qualcosa che assomiglierebbe ad un 4-2-2-2 (cioè con Tiago e Sissoko in posizione bassa, Camo e Del Piero dietro le due punte).
Claudio Ranieri esordisce con “Se vinciamo ci portiamo molto avanti col lavoro!”. Verità che più vera non si può. Però… però questa Juve deve dimostrarsi forte e grande sin dal primo tempo. Sprechiamo troppo nei primi minuti di gioco.
Intanto le notizie negative. Non ci sarà Pavel Nedved: troppo rischioso farlo scendere in campo. La testa fa ancora un pò male, dovrebbe giocare senza particolare agonismo, quindi meglio lasciarlo fuori. Altra notizia negativa: Zebina non è stato convocato, risente di un dolore al polpaccio o alla coscia.
E veniamo alle buone notizie. Galliani è scandalizzato dal fatto che Nesta non sarà del match: il ricorso per una squalifica più che giusta non è stato accolto. E francamente non capisco il ricorso. Non sarà nemmeno del match Kaladze, e questo è un peccato: visto il suo stato di forma, meglio averlo in campo a fare cazzate piuttosto che fuori.
Totoformazione praticamente azzerato. Grygera a destra, Legrottaglie e Chiellini al centro, Molinaro a sinistra. A centrocampo potrerebbero esserci delle sorprese. Numero uno: potrebbe giocare dal primo minuto Tiago a fianco di Sissoko, con Camoranesi a destra e Palladino a sinistra. Oppure Camoranesi e Sissoko centrali, con Salihamidzic a destra e Palladino a sinistra. Ulteriore sorpresa: Salihamidzic a sinistra con Nocerino e Sissoko centrali e Camoranesi a destra. Ultima sorpresa: l’impiego di Marchionni a destra, con Camoranesi a centro insieme a Sissoko e ballottaggio Salihamidzic-Palladino sulla sinistra. Davanti Del Piero e Trezeguet. E se Ranieri schierasse il tridente? Quest’ultima soluzione è la mia preferita: Nocerino - Sissoko - Camoranesi, con Del Piero dietro a Iaquinta e Trezeguet.
Dobbiamo assolutamente vincere per due motivi: è uno scontro diretto per andare in Champions, questi tre punti sarebbe fondamentali per andare a giocarci il recupero contro il Parma. Soprattutto: i tre punti contro il Milan ci darebbero una base solida su cui costruire il prossimo campionato. Abbiamo battuto Roma e inter, manca solo il Milan. Avanti ragazzi!