Archivio per Febbraio, 2008

Juventus-Torino / Anteprima

Febbraio 26, 2008

Inizio col dire che ho preferito non proferir parola su Reggina-Juventus, evitando così di finire in galera per eccessiva quantità di parolacce scritte su un blog. Tra l’altro, la maggior parte contro persone che Italiane dimostrano di esserlo fino in fondo (ogni riferimento a paolillo+moratti+branca+piagnisteo mancini E’ VOLUTO!).

E così si riparte, e ancora una volta mi rifiuto di guardare una classifica talmente bugiarda…
Si riparte da un derby accesissimo, si riparte dopo l’ennesima protesta della Juve per i trattamenti ricevuti ed è bene sottolineare PROTESTA e non ESPULSIONE-DAL-CALCIO-ITALIANO-DELLA-SOCIETA’-INTER(cettazione) – come più giusto sarebbe!
Si riparte con un match da brividi, perchè il nervosismo in casa Juve è lapalissiano e giustificatissimo, perchè il Torino ha capito di giocare già in vantaggio (psicologico, nei confronti di una Juve che a questo punto sa che quanto fa non è mai abbastanza per vincere, in seno alle decisioni di moratti), perchè rialzare ogni volta la testa è comunque difficile. Perchè, oltre tutto, partiamo ancora con un pò di handicap: su tutti le assenze di Zanetti (totalmente inventata) e di Trezeguet (maledetta influenza). E forse pure di Zebina che su quel binario di destra aveva fatto sfaville da due settimane a questa parte.

Si riparte però con un Buffon in porta, con la cerniera di difesa, con Iaquinta che finalmente ritorna. L’uomo in più della Juve è senza dubbio Vincenzone: troppo importante il suo fisico, il suo gioco, la sua velocità. Troppo importanti i gol che firmerà da qui fino a fine campionato. Farà coppia con Alex Del Piero, tentando di mettere fine ad una striscia positiva del Toro che porta in cuore bianconero un pò di timore. Si riparte, ancora, da uno stato d’animo piuttosto indecifrabile: i ragazzi sono davvero amareggiati e quindi sconfortati? Se sì, allora si rischia il tracollo. Se no, allora stasera ci sarà da divertirsi, indipendentemente dal risultato. Già perchè, come molti a volte dimenticano, quello che la Juve sta facendo quest’anno va al di là di posizioni in classifica, di punti e quanto altro. Ed è la base mentale e di uomini per il futuro, che sembra davvero importante.

Veniamo alla tattica. Il 4-4-2 è scontato, con l’assenza di Re Davide. A meno che… Ranieri non presenti una formazione spregiudicata con Palladino largo a destra, Alex a sinistra e Iaquinta centrale. Con dietro Camoranesi, Sissoko e Nedved a scambiarsi continuamente posizione. Questo schieramento mi incuriosisce e ingolosisce parecchio ma resterà un sogno. Più probabile anzi certo il classico quattro-quattro-due. Linea di difesa praticamente ovvia: Brazzo va a destra, gli altri tre sono inamovibili. A centrocampo potrebbe esserci una sorpresa ma gli uomini sono comunque quelli: Camoranesi, Sissoko, Nocerino, Nedved. La sorpresa riguarderebbe la posizione di Camoranesi, più libero di accentrarsi, di portare palla, insomma nel vivo del gioco. Con Nocerino più largo sulla destra, ottimo per aggredire la fascia del Toro, molto pericolosa e dinamica (ecco dove Camoranesi potrebbe andare in difficoltà).

Pericolo giallo: le bandierine-di-diffida le portano Chiellini e Legrottaglie, oltre Zebina. E in una gara simile e con un’atmosfera simile credo i primi due non potranno giocare la sfida contro la Fiorentina (giocherei un milione di euro alla SNAI). Già al secondo fallo so già che Rizzoli estrarrà il giallo.

Mi consola la prestazione di Sissoko: a proposito, ho visto il voto attribuitogli dalla Cazzetta-Rosa, cioè 4,5. Ora mi chiedo: è alto, di colore, è grosso, quindi o non hanno visto la partita a Reggio, oppure semplicemente… scrivono cazzate, come di consueto. Proprio a Sissoko è delegato il compito più sporco: rompere il gioco granata, aggredire un vecchietto (e forse rimpianto) come Corini e rilanciare l’azione. Sono curioso di vederlo in azione in coppia con Nocerino: 22 anni a testa, potrebbero giocare tanti anni assieme (aspettando il ritorno dell’uomo più atteso forse, ossia Claudione Marchisio).

Sia chiaro: non mi aspetto nulla di positivo sotto il profilo del risultato, solo una gran bella partita dal punto di vista della prestazione. E dalla Juve non sono mai stato tradito.

P.S.
Ho letto di Collina: vuole chiudere qui alla fine della stagione. Come mai? Altro incarico à là Guido Rossi? Cioè, vado, spezzo la Juve e mi ritiro (tra l’altro ha intascato per un anno così fallimentare ben 1 miliardo di vecchie lire, rendiamoci conto che mio padre si fa un culo grande grande dalla mattina alla sera per prendere poco più di mille euro al mese, cerchiamo almeno in tal senso di essere più equilibrati e giusti!).

Juventus-Roma 1-0

Febbraio 17, 2008

Che Juve, pazzesca! Alex Il Grande firma e sigilla una prestazione maiuscola: abbattuta la Roma per mole di gioco, per sagacia tattica, per uno-a-zero, tanto vale pure la sfida Del Piero contro Totti. Uno che fa la differenza sempre e comunque, e uno che si limita a qualche bella giocata l’anno. Uno che fatica, corre, si sacrifica, prende palla e calci, segna. E uno che che la differenza non l’ha mai fatta, specialmente nei big match, sempre bui, sempre prestazioni mediocri, da uno senza personalità, specialmente fuori casa: senza Roma-città, nessuno.

Partita vinta già a tavolino – intendiamoci, non come l’intertriste – con Ranieri abile stratega e mago della pretattica: “Non escludo il tridente”, invece è più che tridente. Nedved a sinistra e Camoranesi a destra con il solo Martello Zanetti in mezzo. Due false ali che però lo diventano, che però si accentrano, che però corrono e ripiegano. Impressionante il lavoro di Trezeguet senza palla: chiude a sinistra, chiude a destra, rincula e inizia il pressing su Mexes o Ferrari. Incredibile quantità di Iaquinta, abile pure spalle alla porta, abile a congelare palloni e addirittura buon incontrista nella propria metà campo. Una Juve così non si vedeva da 12 anni, praticamente dal trio delle meraviglie Vialli-Ravanelli-Del Piero. Il terzo c’è ancora, lassù dove nessuno può più arrivare: quota 545 partite (a 552 c’è solo Scirea, ormai ad un passo), quota 230 gol! Il rientro di Chiellini ha dato una chiusura netta alla difesa: chiusura in tutti i sensi, palle alte calamitate manco fosse il magico Kobe dell’NBA, palle basse lottate e acciuffate ora su Totti (impalpabile) ora su Perrotta, ora su Taddei. Ne beneficia Legrottaglie, che ogni tanto concede qualche sbavatura, così per ricordarci di quanto siamo labili e proprio per questo ancora più forti.

Abbiamo venduto Zambrotta azzeccandoci ancora una volta: Molinaro corre per tre sulla sinistra, annullando Taddei (mai sul fondo, mai vincente sull’uno-contro-uno) e offrendo la solita sovrapposizione ad un Nedved stratosferico. C’è molto da migliorare in fase di cross, mentre la novità è la solidità difensiva acquisita dal 23enne prodotto Juve. Sta offrendo una serie di prestazioni incredibili, e proprio per queste sue caratteristiche ricorda molto il primo Zambrotta-Juve. C’è da sperarci.

Camoranesi-Nedved è un discorso a parte: oltre i 30 anni per tutti e due, per Pavel sono quasi quasi 37 ma le gambe girano a mille. Dribbla, chiude, riparte, affonda, tira, abbatte De Rossi con una fucilata che ha incuriosito mezzo stadio (chissà dove andava a finire?!), recupera palloni e guadagna la punizione decisiva. Esce stremato ma tra gli applausi generali durati oltre un minuto. Nemmeno Asimov avrebbe potuto scrivere di un robot simile. Il genio italo-argentino è il crocevia di ogni manovra bianconera. Attira su di sè Tonetto e Mancini e De Rossi, saltandoli costantemente. Si accentra, nasconde palla e serve ottimi filtranti per Del Piero e Iaquinta. Va al tiro, serve un buon assist: esce per problemi alla schiena e la sua assenza nella ripresa si sentirà… eccome si sentirà.

Il discorso tre punte è un discorso lungo, laborioso: a tratti spettacolare, a tratti sembra giocare col 5-5-5 di Oronzo Canà, perchè Iaquinta te lo ritrovi largo o addirittura interno di centrocampo, perchè Trezeguet rincula sul terzino, perchè Del Piero si abbassa fin quasi a fianco di Zanetti. Perchè poi, appena rubata palla, Nedved e Iaquinta, Del Piero e Camoranesi ripartono a velocità NASA, con Trezeguet in area pronto a raccogliere un cross che non c’è da anni (purtroppo per lui!). David sta attraversando un periodo no, manca il gol, forse troppo affaticato dal lavoro in copertura che è costretto a svolgere. Semplicemente – io mi auguro – sta tenendo buoni buoni i gol che servono, quelli pesanti, quelli firmati da David Trezeguet contro le grandi. Intanto ci pensa Del Piero. Ha una occasione, dalla zolla preferita: ogni uomo in questa terra ha pensato “ecco, adesso scavalca la barriera, a giro, lento, morbido come solo lui sa fare!”. Ma osservando bene le direttive di Alex a Camo e Iaquinta, una intuizione era venuta pure a me: che vuole tirare forte basso. Errore: alto e fortissimo, una fucilata, una sassata che rade al suolo Doni che si ritroverà i guanti sporchi di polvere da sparo. La rete si gonfia, quasi si spacca, mentre attorno a quel prato verde è l’apoteosi: c’è il coro “Juve Juve” che impazza, c’è il salto di Cobolli Gigli, l’urlo e il sorriso di Ezio Greggio con il figlio, ci sono le braccia al cielo del Mike nazionale, ma soprattutto la linguaccia del numero 10 per antonomasia, Alex Il Grande, Alex il Magnifico… o se preferite Pinturicchio. Semplicemente Alex, semplicemente stupendo. E’ la decima linguaccia già… già perchè segna sempre, risulta sempre decisivo. Fascia gialla onorata fino al 94′ quando prende ancora calci, quando sorride per decisioni… vabbè lasciamo perdere.

Ma non è finita qui. Che la Juve sia in crescita dal punto di vista mentale lo si capisce da Nocerino: in ombra nelle ultime settimane, ha ritrovato immediatamente continuità e semplicità, dirottato in una posizione non propriamente da centrale (dove soffre un pò) ma da cagnaccio a tutto campo. Morde Tonetto e Mancini, non si lascia mai sfuggire Pizarro. Chiude e riparte sulla destra con forza, grinta. E anche un pò di qualità: stavolta spreca pochi palloni. E attenzione ai cambi di Ranieri: Sissoko e Palladino. Come dire: la Juve d’ora in avanti sarà principalmente questa. In particolare Momò potrebbe davvero essere utilissimo. Macina palloni, li rompe quasi per la foga con cui gioca. Aggredisce al limite del codice penale gli avversari, con la gamba lunga 1,5 metri affonda tackle e recupera quantità industriali di palloni, manco lavorasse a bordo campo. I rinvii di Buffon sono ormai una sicurezza: di testa è imbattibile e di fisico Perrotta davanti e De Rossi dietro non riescono mai a spostarlo. Lo trovi in mezzo contro Aquilani, poi in difesa contro De Rossi, poi contro Mancini sulla destra e quindi a sinistra per guadagnarsi un fallo. Lavoro sporco, insomma, lavoro da Momò Sissoko. Si capisce al contempo il fatto che non ha capito ancora dov’è, dove si trova. Ci vuole tempo, qualche settimana ancora. Già contro la Reggina (Nocerino squalificato) potrebbe andare al centro, debuttare dal primo minuto e iniziare ad entrare ancor più nei meccanismi di un centrocampo che a 3 o a 4 dà ampie garanzie di tenuta.

Ah, dimenticavo: tutto questo… DA NEOPROMOSSA!

Juventus-Roma / prepartita

Febbraio 16, 2008

Che sia tridente o due-punte, certo è che oggi la Fidanzata d’Italia ha una occasione d’oro: avvicinare ad un solo punto i giallorossi, proprio alla soglia di un periodo in cui Roma e la-squadra-intercettazione giocano la Champions, insieme a quell-altra-squadra-che-non-si-può-toccare-per-via-del-fatto-che-è-dell-uomo-che-possiede-tutto, perfino forse la mia anima, a questo punto.

Scherzi a parte (ma quali scherzi, profonde e tristi verità italiane!) i bianconeri stasera possono giocare con la tranquillità di chi ha tutto da guadagnare. Il fattore campo può essere l’arma vincente, e dal punto di vista statistico e dal punto di vista ambientale, con zero tifosi romanisti presenti all’Olimpico di Torino.

Il totoformazione impazza ma il risultato è sempre lo stesso. A meno di genialate, Ranieri dovrebbe mettere in campo la formazione che ha battuto l’Udinese. Quindi Zebina e Molinaro sugli esterni di difesa, con la coppia d’oro Chiellini Legrottaglie. Momò si accomoderà in panca (il suo momento arriverà, ma adesso è meglio affidarsi alla sicurezza) e quindi il solito duo-diga Zanetti Nocerino verrà schierato in mezzo, nel tentativo di arginare Totti e compagni nel reparto nevralgico della Roma: da metà campo in su. Nedved intoccabile, forse di più Camoranesi e chissà se vedremo riproposto l’esperimento di un Camo a tutto campo, con licenza di accentrarsi e ispirare le punte. Già, le punte: Trezeguet e Del Piero sono chiaramente indiscutibili per mille motivi, tra cui esperienza, affidabilità e personalità. Però Vincenzone Iaquinta sembra piuttosto utile alla causa bianconera, e non dimentichiamoci l’andata. Cuore e grinta, tecnica e fisico, corsa e gol sono fin qui le sue armi migliori. In panchina andranno fra tutti Salihamidzic, Sissoko, Tiago e Palladino: due di questi quattro scenderanno sicuramente in campo nella ripresa e, in assenza di infortuni, le maggiori probabilità le hanno Palladinho e Sissoko (al posto presumibilmente di Nedved/Camoranesi e Nocerino, posta la certezza di Iaquinta al posto di Trezeguet).

Ma se… Mr Ranieri volesse risorprendere la troupe giallorossa? Se facesse fuori uno tra Camoranesi e Nocerino per dare spazio al tridente (un passo indietro lo farebbe a questo punto Del Piero)? Ipotesi che stuzzica la fantasia dei tifosi bianconeri, poco fattibile però dal punto di vista pratico. All’andata infatti mancava Camoranesi ed eravamo un laboratorio-di-ipotesi-e-test, adesso quel secondo posto appare molto più vicino di qualche giornata fa. In più dimenticavo: la banda Spalletti sembra un pò nervosa, un pò troppo. E questo, per noi, è un bene. Peccato tutti quei rigori, altrimenti, oltre che il secondo posto…

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Udinese-Juventus 1-2

Febbraio 10, 2008

Se la Juve è al completo, qualità e quantità sono a favore dei bianconeri, e alla lunga si vede, si nota, si sente. Già la sola presenza mette i brividi: Buffon in porta, Chiellini al centro di una difesa che è soltanto sua e lo sarà per tanti anni, Zebina a destra è sempre affidabile, Camoranesi sulla destra è finalmente recuperato. La nota più positiva che ho trovato oggi è stata la lettura della panchina prima dell’inizio della gara: Belardi, Salihamidzic, Grygera, Tiago, Sissoko, Iaquinta, Palladino. Finalmente la Juve al gran completo.

La partenza, a dispetto di rientri e recuperi, è uno shock: leggerezza di Legrottaglie e Udinese in vantaggio con Dossena dopo un intervento simil-goffo di Gigi Buffon. Insomma, solito schiaffo, Juve che è sembrata impreparata. E lo è stata per tutto il primo tempo, praticamente regalato. Soffre sui contropiede avversari, sulle sgroppate sulle fasce. Soffre perchè al centro Zanetti sembra tirare il fiato, Nocerino ne ha poco e poche idee, Camoranesi entra in partita soltanto nel secondo tempo. Del Piero da 4,5, Trezeguet inguardabile e poco servito (anzi, per nulla!). Si scaldano Palladino, Iaquinta, Sissoko e Salihamidzic. Occhio sempre vigile su Belardi che però resta seduto, tranquillo e inoperoso. Solo due note: Chiellini affossato ben due volte in modo netto. E poi: Quagliarella e Di Natale cercano un rigore che non c’è da anni. Da sottolineare un miracolo di Buffon su Di Natale: probabilmente è lì da ricercarsi la vittoria della Juve.

La Juve entra per ultima in campo, piuttosto cupe le facce. Esce Ranieri che si tocca la gola e appare molto rosso in viso: ha gridato? Ha sgridato? Si è incazzato? Sicuramente, infatti la Juve ha un’altra faccia e un’altra carica. Scelta azzeccatissima quella di non togliere nessuno. La Juve spinge tanto, con una strategia leggermente differente: Nocerino a mordere largo sulla destra, Camo ad inventare in mezzo assieme a Zanetti. Nedved corre e crea, forse è l’unico esterno che lavora e che merita applausi. Del Piero si sveglia ma non troppo, ma è pur sempre qualcosa. Il pareggio arriva da un corner di Alex e frustata di testa di Camo: 1-1 e si ricominicia. La Juve guarda al suo periodo d’oro: l’ultimo quarto d’ora. Trezeguet non la prende mai, Del Piero inventa poco. Fuori Nocerino e dentro Palladino e cambia la partita. Palla è in palla: salta l’uomo, dialoga magnificamente con Del Piero, serve qualche buona palla in mezzo. Serve più forza: fuori Trezeguet e dentro Iaquinta che applaude il so ex pubblico e riceve applausi dal suo ex pubblico. Palla per Nedved, gran filtrante per Vincenzone che batte in rete. Appena 17 secondi dopo il cambio, Iaquinta mette una firma grossa sul match, che consegna i tre punti alla Juve. Ci prova soltanto Inler ma Buffon è insuperabile. C’è spazio per Sissoko che in dieci minuti recupera tre palloni preziosi.

Se la Juve è al completo può comportarsi da Juve: sotto di una rete, recupera e va in vantaggio con grande determinazione. C’è da scoprire il perchè regalare un tempo agli avversari in maniera sistematica. La nota tattica di Camo in mezzo e Nocerino esterno è particolarmente interessante, specie se si pensa ad un Camoranesi più avanzato con dietro Sissoko e Zanetti: può funzionare. In attacco crescono le quotazioni di Iaquinta e Palladino a dispetto di Alex. Il capitano sta attraversando un periodo di appannamento e insistere non dà benefici alla squadra. Sabato sera ci vuole la migliore Juve per continuare a vincere e servono gli uomini più in forma: Iaquinta, Palladino, Sissoko, Chiellini e Zebina. Sono tutti abili e arruolabili e mi aspetto un turno di riposo per Del Piero, almeno Ranieri non dovrebbe farlo partire dall’inizio. Quel Camoranesi trequartista è poi un trucco da riproporre e su cui lavorare. Ben tornata, Juve!!!

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Udinese-Juventus / Prepartita

Febbraio 10, 2008

Oggi è una giornata che si preannuncia comunque serena e bella: torna Chiellini “La Roccia” in difesa (forse dal 1° minuto) e NumberOne Gigi Buffon (il solo fatto che si spogli è un ottimo stimolo per i compagni). Camoranesi è sempre più in forma. Zanetti e Iaquinta hanno scontato la squalifica. Nota negativa: Alex Del Piero potrebbe risentire della foga de “La Roccia” e addirittura essere dirottato per precauzione in panchina, contando sull’ex di turno, ossia Iaquinta. Per Trezeguet nessun, davvero nessun, problema: se contro il Cagliari l’ha sfiorato, oggi per forza di cose segnerà. Aspetto positivo: al centro del campo c’è finalmente un’ampia gamma di soluzioni. Zanetti inamovibile, accanto a lui dovrebbe partire il più collaudato Nocerino ma reduce dalle fatiche olimpiche. Così è in rampa di lancio Momo Sissoko: dopo una settimana è pronto per il debuto dal primo minuto? Visti i 20 minuti col Cagliari si direbbe di sì: di testa potrebbe essere prezioso in fase difensiva quanto in fase d’attacco, oltre che sui rinvii del portiere a centrocampo dove sembra non avere rivali. Oggi, peraltro, l’Udinese giocherà con tre uomini al centrocampo, così Nedved-Zanetti-Sissoko-Camoranesi potrebbero avere più spazi per contropiede e costruzione della manovra. Il rientro a pieno regime di Camo è fondamentale: la sua inventiva e i suoi rifornimenti sono mancati, soprattutto a Re Davide. Attenzione pure al fatto che la Juve arriva a questa sfida col morale a mille per altrettanto mille motivi: uomini importanti recuperati, voglia di puntare più seriamente al 2° posto (vista anche la Roma di ieri sera: sì 2-0, ma che faticaccia e quanti rischi!). Su tutti, il più scalpitante è Palladino: la Nazionale ce lo ha restituito piuttosto in forma e pronto a subentrare o a Nedved o più probabilmente a Camoranesi per un finale di partita interessante.  Il reparto più col sorriso sembra la difesa, per due grossi motivi: Buffon (se convocato, almeno metà partita la gioca) e Chiellini. Insomma: si torna a marciare alla grande? Io sono fiducioso.

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