Archivio per Marzo, 2008

Nessuna pena

Marzo 30, 2008

Nessuna pena: è la prima cosa che ho pensato rientrando a casa, accendendo la tv per seguire la Juve e trovare i presidenti che raccontavano quello che è accaduto. Nessuna pena e nessun motivo per fermare un match di calcio. Il calcio è passione e divertimento, se qualcun altro ci vuole marciare su per sfogare remore personali o per sfogare una settimana di lavoro pesante o qualsiasi altra cosa, è bene iniziare a ragionare con “peggio per loro, che si ammazzino tutti a vicenda e si levino presto dalle scatole.” Io non ne posso più, sul serio. Sono a Pisa da 4 anni e ogni volta che penso di andare a seguire la Juve qui in Toscana mi vengono i brividi e rinuncio, rinuncio di andare allo stadio perchè ho una paura spaventosa che mi succeda qualcosa di brutto. E ora mi sono rotto proprio le palle, fatico pure a seguire le partite e quello che succede dopo, con le moviole asfissianti, con tutti quelli che si professano onesti o con altri che accusano così facilmente e così pericolosamente.

Ma vaffanculo a tutti questi che non sanno cosa è il calcio. Ma vaffanculo a questi che non si chiamano tifosi ma solo bestie. Anzi nemmeno le bestie pensano queste cose. Ma vaffanculo a tutti.

No, no, nessuna pena: spero che questa gente si ammazzi a vicenda, meno ne rimangono meglio è!

Juventus-Parma / Anteprima

Marzo 30, 2008

E’ la partita che dirà se la Juve è grande davvero, oppure ha ancora bisogno di crescere, tanto bisogno. E’ una giornata nella quale probabilmente si delineeranno le principali mosse di mercato per l’estate che sta arrivando, inteso come budget, come uomini su cui puntare. La Juve con le grandi è stata grande: un pareggio e una vittoria contro la Roma, un pareggio e una vittoria contro l’intertriste, finora un pareggio col Milan. Ma le prestazioni nascondono un carattere e soprattutto un gioco sorprendente: benissimo con la Roma, ancora meglio con l’intertriste, sfortunata col Milan (all’andata solo Dida e il palo evitarono il tracollo rossonero). Su 15 punti nei scontri diretti la Juve ne ha portati a casa ben 9. I merdazzurri 8 punti, il Milan non lo contiamo. E proprio da queste statistiche si evince una Juve di battaglia, con due c******i incredibili. Dobbiamo migliorare contro le piccole, con le quali soffriamo nostalgia e un senso di relax naturale per chi non è abituato a stare lassù, a sopportare aria di altissima classifica e mi riferisco ai nuovi arrivati, ai giovani, a chi è al primo anno di Juve. E quindi sono due i desideri in definitiva: il primo in assoluto è che le prossime terne arbitrali non devono romperci (più che desiderio è un ordine) le scatole; mentre il secondo desiderio è che la Juve affronti ogni match con la stessa rabbia e carica agonistica e classe messi in campo contro l’intertriste. Anche se è difficile.

Arriva il Parma, in strepitoso momento di forma, mentale e fisico. Anzi no: solo mentale. A leggere il sito gialloblù, Cuper oggi deve inventarsi ruoli e nomi nuovi: Lucarelli squalificato, Budan acciaccato ma in campo ugualmente, Pisanu Parravicini e altri due giovanotti non disponibili per infortunio, Cigarini in panca per l’impegno con l’Under 21. A dirla brutalmente, la Juve è favorita anche per questo, o se preferite anche su questo. Insomma: dopo la notte di San Siro, non poteva capitare miglior giornata.

Ed allora Buffon regolarmente in campo, almeno fino a quando la matematica non ci dirà che il prossimo agosto (o preferibilmente a settembre) la Juve sarà in campo con quelle note che da vent’anni a questa parte risuonano ogni mercoledì della settimana, quelle note così particolari, quelle note europee. Solo a quel punto Buffon potrebbe prendersi un disimpegno, giusto uno però, perchè con questa rometta si può benissimo puntare alla grande beffa, secondo posto e preliminari evitati. Con questa rometta, sì, scritto minuscolo: l’ho sempre detto e ripetuto, certo ci speravo anch’io ad un certo punto, ma la verità è una e una soltanto: questa è una squadra piccola, piccola nella testa, magari grande nei piedi. Troppo timida, non adatta al campionato, piuttosto alla coppa, cioè con scontri diretti, laddove la rometta può fare davvero bene se sta bene. Ma non sta bene. Fisicamente pagano non so cosa (la Juve al contrario di Roma e Inter ha giocato sempre con gli stessi 11 eppure corre, è grintosa, scattante), mentalmente si dimostrano ogni volta piccoli a se stessi, troppo piccoli. E mercoledì c’è il Manchester, che fa paura, tanta paura. Rooney, Giggs, quel centrocampo incredibile, i baby talenti Nani e Anderson, ma soprattutto quel mostro alto e veloce, con dei piedi deliziosi, di nome Cristiano Ronaldo. E’ il più forte, in assoluto il più forte. Più forte di tutti, più bello da vedere, più divertente: lo vedi quando parte e già ti alzi dalla sedia, tanto qualcosa di geniale farà, un rientro, un dribbling in mezzo a due, un paio di finte a velocità mostruosa. E’ pure il più decisivo, il più completo. Ha pure imparato a stoppare il terzino che gli si para di fronte, è più cattivo negli scontri, ne perde pochi. Incredibile: è più forte di Messi e Kakà. Il Pallone d’Oro è suo, indipendente dagli europei che giocherà. Indipendentemente da questi ultimi due mesi: se questo calcio è simil-giusto, il Pallone d’Oro non può che essere suo.

Tornando alla Juve, oggi ci sono due novità. Marchionni rientra in panca, forse entrerà sul finale, potrebbe davvero farci comodo in questo finale di stagione, ammesso che non si fermi nuovamente per acciacchi. Martello Zanetti è in dubbio: panchina o titolare? A tempo record recupera dal fastidio e c’è pronta una casacca: ma l’impressione è che Ranieri non lo schiererà, lo lascerà un pò a riposo. Camo e Sissoko in mezzo al campo sono una sicurezza, Brazzo a destra (vista l’assenza di Palladino febbricitante) e Nedved a sinistra. Manca Zebina, fastidio alla coscia, quindi la difesa è la stessa di San Siro: cioè con Grygera a destra, Legrottaglie e Chiellini in mezzo, Molinaro a sinistra. E in attacco? Partiamo da questo ragionamento: Del Piero tocca le 553 presenze in bianconero, può dunque partire dalla panca? Certo che no: allora il favorito, l’inamovibile là davanti è Trezeguet, a caccia del 18° centro in campionato. Destinato ancora alla panchina Iaquinta, per il quale il dispiacere è di tutti i tifosi, e per primo di Ranieri. Ma come si fa a dirgli a quei due “oggi riposate?!”. Dai, è impossibile: David e Alex, o li azzoppi o sei costretto a farli giocare. Per far posto a Iaquinta dal primo minuto bisognerebbe mettere il tridente, ma Ranieri non lo farà, non oggi. Stabilità. Oggi servono i tre punti: giocherà la formazione di San Siro, in fondo è giusto così. Altra novità: non c’è Belardi, in panca Van Strattan. Buffon non può riposarsi. Assolutamente.

P.S.
Pensiero finale sul numero uno al mondo: troppo importante andare in Champions, troppo troppo importante rischiare il secondo posto. Con Buffon in porta tutto è possibile, inoltre abbiamo la possibilità di andare a -2 dalla rometta e a -8 dai merdazzurri, ma soprattutto approfittare di un Fiorentina-Udinese che promette spettacolo (magari ci scappa il pari, molto utile a noi). Inoltre il Milan potrebbe riservare delle ulteriori sorprese. Dobbiamo avvicinarci lassù, e staccare quelli di dietro. Buffon, magari, si riposerà dopo. E se saltasse gli Europei? Gigi è un patrimonio, va salvaguardato. E chi se ne frega dell’Italia se poi ce lo ritroviamo a Vinovo malconcio! Io, da dirigente Juve, da allenatore e da amico, la proposta a SuperGigi la farei. Ma mi sa, lette le recenti dichiarazioni, che ci sta pensando pure lui a questo. Che Dio ti conservi integro.

Movimenti di mercato

Marzo 26, 2008

Siamo alla fine di marzo, nulla è ancora deciso ma i nomi fioccano, sono tanti, alcuni verosimili, altri veritieri, altri ancora del tutto inventati o inaccostabili alla formazione bianconera. Tuttavia, alcune certezze sono lampanti, inutile dire il contrario, anzi sarebbe grossolano e dannoso per la società dire il contrario. Infatti, nessuno sta dicendo che “non servono acquisti”, ma è pur vero che sarebbe stupido fare dei nomi. Da Buffon a Del Piero, da Camoranesi a Chiellini, passando per Ranieri, Secco, Blanc e Cobolli Gigli: servono almeno due grandi acquisti, forse tre o quattro se si riuscisse a finire il campionato in una certa maniera (per esempio acciuffando il secondo posto, o arrivando ad 1 punto da questo traguardo, magari battendo pure il Milan e inanellando un paio di vittorie consecutive). Siamo a marzo – dicevo – ma alcune conclusioni sono state già tratte, molto ben delineate:

  1. Tiago e Almiron: mai più esperienze simili, hanno sfoderato l’inimmaginabile, sorprendendo pure me, soprattutto il primo, poco il secondo. Andranno via, si spera in Tottenham e Monaco, e si spera di recuperare il più possibile dai soldi spesi a luglio. Fuori due centrocampisti dunque, rimpiazzati entrambi da un Sissoko in veste di “manna dal cielo” e da un Nocerino sorprendente. Ma serve più qualità, molta qualità e un paio di rimpiazzi sulle fasce. E allora salta a mente il nome di Palladino: bisogna convertirlo definitivamente ad esterno d’attacco oppure bisogna prendere un nome forte per la fascia, visto e considerato che un vice-Nedved serve come il pane? Un nome su tutti: Diego Capel. Un rimpianto: Marchionni. Sulla destra, Marcuccio potrebbe fare sfracelli. Alcune buonissime prestazioni quest’anno, alcune meno buone, ma tanti troppi infortuni. E’ il cruccio: destra o sinistra per Marchionni va bene, è un ragazzo anche molto ben disposto ad aspettare il turno (detto in altro modo non accade il finimondo se si accomoda in panca). Vanno valutate le sue condizioni. Il centrocampo è comunque un settore da puntellare: Lampard è il sogno, il massimo cui possiamo aspirare, viste le condizioni e le prestazioni di Sissoko… mamma mia che coppia, con Marchisio e Zanetti e Nocerino ad attendere il proprio turno. Altri obiettivi: Flamini (a costo zero, sarebbe un altro colpo incredibile). Per il futuro: Marchisio e Cigarini (è un ragazzo che Ranieri conosce benissimo e sta dimostrando in Serie A ma soprattutto con l’Under 21 di essere già pronto per la cabina di regia di qualche grande squadra).
  2. Legrottaglie e Andrade, ossia chi ci sta salvando (letteralmente) e chi ha abbandonato la barca per un clamoroso flashback-della-sfortuna: Nick si è guadagnato un altro anno con la Juve, anche se con tutta probabilità da protagonista part-time; Andrade dovrà riprendersi, curarsi, e dimostrare (visto che in tre partite è ingiudicabile) di poter meritare una chance. Proprio stasera guarderò il match Brasile-Svezia e con attenzione scruterò le mosse di Olof, il gigante svedese che abbiamo acquistato a parametro zero, ossia Mellberg. Barba, sguardo da duro, piedi discreti, esperienza discreta. Ci tornerà utile, molto utile in coppia con Chiellini (e chi lo sposta dal centro Giorgione, uno che se non va agli Europei insieme a Del Piero mi costringerà a tifare Francia o Inghilterra ques’estate, senza rimorso alcuno). Ma anche in questo reparto servono nomi, rinforzi, freschi e di qualità. Obiettivo principale: esterno sinistro da affiancare a Molinaro. Cristian ha pienamente meritato l’essere titolare indiscusso, con tanta tanta corsa e margini di miglioramento. Con Ranieri ha già eseguito dei buoni passi in avanti, per esempio dal punto di vista della disciplina tattica (mantiene la posizione, spinge quando deve spingere, copre quando deve coprire) e dal punto di vista della fase difensiva (lo ricordate ad inizio torneo? adesso è praticamente quasi insuperabile, sì insomma lo si incoraggia con queste parole). Serve un ricambio: secondo la mia filosofia, dovremmo riportare alla casa madre De Ceglie che col Siena e anche con l’Under si sta dimostrando un giocatore di grande prospettiva. Oltre tutto riesce a coprire più ruoli, praticamente tutta la fascia, in difesa o a centrocampo non è un problema per Paolone. Insieme potranno non pestarsi i piedi più di tanto e crescere. Considerando pure che Molinaro potrebbe essere il titolare a metà settimana, e De Ceglie potrebbe far pratica in campionato, ottenendo la domenica più spazio. Quesito: e Criscito? Non merita un chance importante, adesso che con Chiellini e Mellberg il reparto appare più quadrato? Io la chance la darei volentieri, basta mettersi d’accordo con Mimmo sul “non puoi giocare novanta minuti ogni domenica, ma certamente avrai le tue opportunità” (tra squalifiche, Champions e campionato, Coppa Italia). Perchè no? Altri nomi in lista: a me non ne viene nessuno in mente, e chiaramente obiettivi importanti richiedono importanti esborsi. Consideriamo pure la crescita di Grygera, o forse il suo definitivo inserimento nella rosa e in Serie A: destra o sinistra non fa differenza, è importante avere uno come lui. Con la conferma di Zebina, il reparto richiede al massimo un grande nome, ma grande. Altrimenti può bastare così (tanto per vincere serve un altro anno di pausa, in tal senso, Buffon docet).
  3. Trezeguet, Del Piero, Iaquinta: questi sono i cannonieri Juve al momento. E che nomi: un vice-campione del mondo, primo cannoniere straniero della storia bianconera. Il più grande in assoluto della storia bianconera, e uno che è campione-del-mondo, un gran bel ragazzo (mai una parola fuori posto, sempre grande cuore e attaccamento alla maglia) e un autentico carrarmato per ogni evenienza. C’è pure Palladino da inserire nella lista degli attaccanti, ma qui il discorso si fa più complicato: come seconda punta è stato quasi mai impiegato (Juve-Reggina, Empoli-Juve). Ha segnato poco anche se ha offerto buone prestazioni sulla destra o sulla sinistra. Da questo punto di vista merita la riconferma: la sua duttilità tattica è impressionante, certo un pò di dubbi nascono sulla sua continuità. Ha steccato un paio di match, partendo dall’inizio però dobbiamo pure ammettere che non è facile: al primo anno di vera Juve e di vero calcio, con tre mostri sacri davanti a te in attacco, e due giganti come Nedved e Camoranesi, è difficile giocare con tranquillità. Ranieri però pare deciso: vice-Nedved per la prossima stagione, in un ruolo che ad Aladino pare comunque piacere, magari può essere riproposto il tridente e quindi Palladinho può giocare venti metri avanti al centrocampo. In ogni caso il quarto grande attaccante serve per almeno due motivi: c’è la Champions e bisogna far respirare i tre davanti; Alex non può portare la croce una domenica sì e pure l’altra. Quale idea? Alle spalle di Alex DEVE ESSERCI la Formica Atomica: diverte, è un assoluto gigante, ha personalità da vendere, ha piedi delicati e una sfacciataggine incredibile. Se cresciuto a dovere (e qui Del Piero e Ranieri entrano in scena) può davvero diventare l’erede perfetto del nostro capitano. Dobbiamo portarlo alla casa madre e inserirlo pian piano nella formazione. E’ troppo importante, una scommessa su cui puntare assolutamente, e forse se ne stanno rendendo conto pure in società. Giovinco a tutti i costi. E il quarto attaccante? I nomi sui giornali sono principalmente tre: Amauri, Elmander, Huntelaar. Il primo ha già una buona esperienza di Serie A, è molto forte, tecnicamente dotato, può fare la prima punta (vice-Trezeguet), la seconda punta (accanto a Trezeguet). In realtà sembra essere quello più completo in un ipotetico quartetto Del Piero-Trezeguet-Iaquinta-Amauri. Aggiungerebbe peso e brio alla Juve là davanti. C’è la Champions: potrebbe sicuramente farci comodo, ma costa tanto. Prova a ragionare con Maurizio-Pazzo-Zamparini. Elmander è il gemello di Ibra in nazionale, ma chi segue lo sport estero sa bene che ogni giorno si cerca il gemello di Pelè e Maradona e fin qui si è trovato poco in giro. Non ha nozioni di Juve e Serie A, poca esperienza in Champions e se volete anche poca esperienza internazionale. Why? Perchè acquistarlo, visto che comunque non ce lo danno gratis, tutt’altro. Se Amauri costa tanto e serve un corazziere, allora è bene andarci a prendere quello che era già nostro (se Trezeguet avesse abbandonato a Luglio), ossia Klaas Jan Huntelaar, detto The Hunter. Non ho mai nascosto il mio desiderio di vederlo con la maglia bianconera. Mi fa letteralmente impazzire. Brutto a vedersi (intendo il suo gioco), assomiglia a Trezeguet per il modo di segnare (qualunque, e dico qualunque, maniera), per la quantità di reti (in ogni competizione cui ha partecipato… ha vinto la classifica cannonieri, dalle giovanili, all’Olanda, con l’Ajax, con l’Under 21 agli europei, meritandosi di diritto il posto di titolare agli ordini di Van Basten). E’ la classica prima punta, sarebbe il vice David e comunque una pedina preziosissima visto che può entrare a partita in corso e risolverla. Gli bastano pochi palloni, proprio come David. Ah dimenticavo: lo ricordate in Champions? Certo che sì.
  4. Discorso affascinante, discorso a parte. Il 4-4-2 di Ranieri è il più classico che ci sia: due esterni che spingono, due centrali di centrocampo tosti, due fasce di geni, un Del Piero e un attaccante forte. Alludo chiaramente al possibile inserimento di Diego in questo modulo: potrebbe reggere il trequartista con Sissoko alle spalle, ma a questo punto si deve rinunciare a Lampard (ammesso che siamo in corsa per Frankie, ma buttiamola così). Se lo acquisti non puoi certo pensare di vederlo come vice Del Piero, sarebbe ironico nei confronti del talento (indiscutibile) e del pubblico che a quel punto vorrebbe vederli sempre in campo. Acquistare Diego, trequartista per eccellenza, sarebbe come tornare al primo Lippi (analogia che mi stuzzica tantissimo), quando vide arrivare dal Bordeaux un giocatore bizzarro di nome Zidane. Lo posizionò al centro con accanto un mastino (Davids o Conte o Tacchinardi, per intenderci). Quella Juve funzionò, eccome se funzionò. Ranieri dovrebbe riproporre quello schema, variando il suo attuale assetto tattico prediletto. Anche qui servono tanti soldi, e per questo la scelta va ponderata. Fantastichiamo ancora: Diego sarebbe perfetto, aggiungerebbe qualità al centrocampo, è un giocatore che serve le punte come nessun altro, può fare il playmaker, l’inventore. Salta l’uomo e in germania sta dimostrando un feeling particolare col gol (una montagna di reti, per il suo ruolo). Ma se arriva, Giovinco dove lo mettiamo? E’ chiaro che con Diego e Del Piero, Sebastian sarebbe ancora più chiuso. Due ipotesi: la Juve prende Diego e Giovinco si fa un altro annetto in provincia, a farsi ancor più le ossa per rientrare definitivamente come il nuovo Del Piero (a quel punto Alex avrà 34 anni, un bel peso); seconda ipotesi, Diego trequartista e Giovinco a giocare al posto ora di Camoranesi ora di Nedved (un pò come viene utilizzato ora con l’Empoli). Come detto, discorsi affascinanti.

In concreto, la Juve ha bisogno di tre uomini subito, cioè tre mosse da portare a termine prima del ritiro estivo: un centrocampista à là Lampard o Flamini e un esterno di centrocampo, un vice Camoranesi o Nedved. Serve poi un esterno sinistro di grande avvenire e di grande affidabilità (in questo senso pare che De Ceglie sia un pò meno favorito a tornare a Torino, ma di nomi seri non se ne vedono in giro). Quindi, c’è da guardarsi in giro e fare la lotta per un uomo là davanti (la trattativa per Amauri pare intavolata, ma le contropartite tecniche sono oltraggiose, si parla di una richiesta rosanero per Giovinco e Palladino, oltre che di Criscito). Mentre in difesa serve un colpo, un grande colpo. Tutto ruota attorno – credo – ai due nomi più grossi che la Juve intende acquistare. Da lì, scartando il budget, i nomi successivi verranno da soli. Certo è che sarebbe davvero un errore non puntare sui giovani, Marchisio e Giovinco su tutti. La Champions che incombe è una grande vetrina per i big, il campionato potrebbe essere una buona palestra per allevare il futuro. Si deve partire da lì: Buffon insegna, in due/tre anni si vincerà qualcosa, che male c’è ad aspettare un altro annetto, nel tentativo di far crescere nuove leve?

inter-Juventus 1-2

Marzo 23, 2008

Leggendo i giornali, ascoltando i tg non capisco una cosa: dove sta la sorpresa? O meglio, qual è la straordinaria impresa di questa Juve? Riepilogo brevemente: negli ultimi venti anni gli scudetti non si contano più, 1 Champions vinta ai rigori, 3 finali di Champions consecutive (2 perse nel risultato ma non nel campo), 1 Champions persa ai rigori, un paio di Coppe Italia, altrettanto SuperCoppe Italiane, 1 SuperCoppa Europea (quando aveva un suo valore), 1 InterContinentale. Baggio, Zidane (2 volte), Nedved, Cannavaro premiati col Pallone d’Oro. Blocco nazionale campione del Mondo nel 2006 col miglior portiere al mondo (4 anni consecutivi), capitano, miglior esterno destro (Zambrotta) e ultimo grande oriundo (Camo). Tutto questa è stata la Juve degli ultimi vent’anni. E proprio questa vittoria, schiacciante nel carattere e nel gioco, ripropone un mio vecchio quesito: che senso ha Calciopoli? Quale mistisco obiettivo si celava dietro le scelte di moratti e guido rossi? Perchè siamo qui nuovamente a celebrare una Juve superiore e l’ennesima figura di merda dell’intertriste sempre più triste. Una Juve superiore in fatto di squadra e non di organico, superiore in fatto di gruppo e non di singoli. Ma siamo sicuri di questo? Cioè: il colosso Del Piero e il bomber Trezeguet, il genio Camoranesi e l’irriducibile Nedved, il santo Buffon e la roccia Chiellini valgono meno di checca-sanetti ibra cruz suazo chivu macellazzi maicon (uno che già nel nome nasce errato, sapete la storia no?)? Certo che no, e parlano i fatti, anzi proprio nei fatti si trova già la dimostrazione. Del Piero sale definitivamente al primo posto degli juventini, per presenze, già per reti messe a segno, per personalità, per carriera, per numero di vittorie, per una figura sempre e solo positiva, divertente, entusiasmante. Trezeguet non ha eguali: brutto tecnicamente, molto assente nelle partite, sempre in gol, in qualunque modo. Trezeguet è nato soltanto per spingerla dentro: solo sostanza, esclusivamente sostanza. Tanta, tantissima, più di Borel II ad esempio. Buffon propone ai più piccoli il dilemma: sognare da attaccante o da portiere? Nedved mette in discussione il sistema anagrafico della Repubblica Ceca: ammettiamolo tranquillamente, questa persona non può avere 37 anni. Corre, prende botte, le dà pure, si rialza, corre, rincorre, tira, serve palloni, li smista e li tiene con la sicurezza di uno che con quella palla può fare quello che vuole. La cosa più sorprendente è la sua scelta, in ogni minuto di gioco: è sempre quella giusta. Appoggiarla dietro per rilassare la manovra, o accelerare, o proporsi sulla fascia, o accentrarsi per ricevere e scaricare. Incredibile. Camoranesi è un italo-argentino che dell’Italia ha la caparbietà e la fisicità, dell’Argentina il genio assoluto in un piede destro delizioso, leggero, calibrato. Classe pura al servizio di una coda che sventola al centro, a destra e pure a sinistra. Dribbla, recupera palloni, vince contrasti ora contro Cruz scaraventandolo a terra, ora con Ibrahimovic. E’ lui la chiave dell’intera vittoria, la sua posizione e la sua maestria nel mantenere la manovra fluida e tranquilla. Chiellini è una rivelazione, unica. Abbiamo trovato un nuovo centrale, ancora una volta lo avevamo già in casa. Alto, grosso, forte, spigoloso, cattivo, sfrontatamente tranquillo con la palla al piede. Non soffre mai Ibra, meno che meno Cruz. Non perde un contrasto uno, li vince tutti. Di testa è migliorato tantissimo. Mantiene la posizione splendidamente, sembra già un veterano, eppure Chiellini vive al centro da appena 7 mesi. Donadoni non lo convoca e dimostra tutta la sua classe: la quinta elementare, una classe che abbraccia tutti i bambini che ancora devono crescere, tanto tanto tanto. E qui il dubbio che la federazione ci stia mettendo del suo, non solo mi sfiora ma mi colpisce in pieno viso. Fuori Del Piero per qualche mistica ragione di sadomasochismo e di voler ancora una volta dimostrare di quanta pochezza di pensiero e idee stia investendo l’Italia negli ultimi anni, nel calcio e nella vita in generale.
inter merda!

Ma passiamo al match. Non c’è storia. Dopo 17 secondi Maicon firma la sua unica vera discesa in quella fascia molto ben controllata da Molinaro, tranne nel gol di Maniche. Ma poi, il primo quarto d’ora è di marca juventina. Trezeguet e Del Piero fanno girare la capoccia ai difensori merdazzurri, soprattutto Del Piero sceglie macellazzi come suo nemico: lo salta ripetutamente, lo umilia continuamente. Sissoko in mezzo è una manna: corre, rincorre, recupera e contro di lui sbattono avversari e palle rimbalzate verso la metà campo nerazzurra. L’intertriste è pericolosa solo su punizioni gentilmente concesse da Farina, che ha il merito di rimanere fuori dal progetto di moratti e arbitra finalmente una buona partita. Al settimo minuto Molinaro serve Nedved che mette al centro un delizioso pallone. Del Piero ci arriva e colpisce male, anche e soprattutto per colpa di Maxwell (se non avesse tirato, qualcosa da recriminare c’era). Camoranesi alza una palla per Brazzo ma ci arriva Alex che mette dentro ma Re Davide è lontano. Secondo coccolone per i merdazzurri. Un paio di punizioni alte di Alex che sembra aver smarrito la concezione dei nuovi palloni: troppo leggeri. Lo ha capito Chivu ma in porta c’è Buffon al quale si può segnare soltanto da 50 centimetri, non più lontano di così. Unico brivido un cross di Jimenez ciccato da Burdisso e parte alta della traversa di Stankovic, molto stanko(vic). Brazzo e Grygera spingono regolarmente sulla destra, Molinaro è più timido, Nedved si accenta spesso. La chiave, fin dalle prime battute è evidentemente Camoranesi. In dribbling insuperabile, occhio di lince riesce a smistare con tranquillità. Ha le spalle coperte da un Sissoko in forma strepitosa. Quanto è importante Momò per la Juve!!! Dietro, la Juve non rischia nulla. Intanto fioccano i gialli: Molinaro per fallo tattico (giusto), Chivu da tergo e in ritardo su Camo (diciamo arancione), Materazzi su Alex (uno dei dieci interventi pericolosi del macellaio dell’inter, poi graziato da Farina).

Il secondo tempo è un legittimare la presenza costante della Juve nella metà campo merdazzurra. Alex e David fanno quello che vogliono. Dopo 23 secondi Nedved potrebbe aprire i giochi ma il suo tiro su cross di Grygera è parato da Julio Cesar. Calcio d’angolo pericolosissimo ma l’intertriste si salva. Ennesimo calcio d’angolo, l’intetriste rinvia (come tutta la partita), Molinaro poco dietro la linea di metà campo imbecca David che non ci arriva, la palla filtra e c’è Camoranesi che guarda in faccia Julio Cesar e infila sotto le sue gambe. Apoteosi bianconera, ancora lui, sempre lui a firmare la prima rete. Juve in vantaggio, come due anni fa, come negli ultimi 110 anni. Juve sull’1-0 meritatamente. E la cosa che più piace ai milanesi juventini è che la Juve ha solo iniziato a macinare palle gol. Del Piero potrebbe raddoppiare ma tira alto. Legrottaglie sbaglia mira su corner. L’intertriste non reagisce. Sissoko e Camo al centro sono insuperabili. Grygera e Brazzo chiudono ogni spazio e ripartono con velocità. Del Piero continua ad umiliare macellazzi con dribbling cui il-marco-macellaio risponde con falli, solo falli. Al 63′ Camo è sulla sinistra, si accentra e trasmette in verticale ad Alex che viene incontro e con un tocco che solo il genio della lampada di Aladino può immaginarsi mette Re Davide davanti a Julio Cesar: secondo acuto. Uno schiaffo incredibile. La telecamera e Caressa sono in visibilio, mentre Trezeguet mostra i suoi occhioni e il suo sorriso a tutto San Siro che si ammutolisce: troppo forte lo schiaffo, troppo forte l’ennesima delusione. La Juve è avanti nel risultato ma soprattutto nel gioco. Comanda, rischia quasi nulla e sembra non volersi fermare. Piagnisteo è un mago della panchina: come indovina lui le cazzate, nemmeno Candido-Cannavò sulla Cazzetta-Rosa. Toglie Jimenez per Suazo consegnando alla Juve definitivamente le chiavi del centrocampo e offrendo ai bianconeri le ripartenze più belle di questo campionato, e dimostrando al contempo un progetto che non è mai esistito. Si va a braccio, con al disperazione di cambi mai ragionati e fatti come dice Lino Banfi a chezzo-di-chene. Altro cambio: Maniche per Cruz (perchè? quale senso? metti le tre punte e le togli subito dopo quando il risultato è ancora più pesante?). E poi l’assoluta genialata: Balotelli dentro, largo sulla destra. Cioè: un centravanti puro schierato largo. Cioè ancora: non Crespo che è un’animale di area di rigore (visto e considerato che gli ultimi minuti è inevitabile l’arrembaggio dello squadretta di moratti, in visto molto sciupato ieri sera) ma Balotelli (il giovane più sopravvalutato che si è macchiato di una dichiarazione da urlo in settimana “se fossi al Milan….”). Grande Piagnisteo, sei un grande: non andartene mai da quella panchina, l’italia perderebbe un motivo per ridere ogni domenica. Ma torniamo alla gara. Contropiede magistrale che fotografa la partita intera: Trezeguet scambia per quattro volte consecutive con Del Piero avvicinandosi all’area avversaria, mentre Burdisso soffre di mal di testa a furia di rincorrere un pallone che non toccherà mai, ora su David, ora su Alex, di nuovo su David, di nuovo su Alex. I due centravanti sembrano non decidere ancora chi dei due firmerà il tre-a-zero, poi Alex sciupa tutto buttando la palla sulle mani di Julio Cesar. Poco prima aveva ubriacato ancora macellazzi sulla destra presentandosi a tu-per-tu col portiere merdazzurro sciupando ancora. Ci aveva provato addirittura pure Sissoko, replicando alla grande bordata del primo tempo col risultato simile: palla che si schianta sui difensori. La Juve è padrona assoluta, la formazione è azzeccatissima e Ranieri cambierà soltanto al 74° con l’ingresso di Iaquinta per un Trezeguet stanco (che partita di vero cuore, a rincorrere e a proporsi) e poi con Nocerino al posto di Nedved (fischiato da San Siro, che goduria!). C’è il tempo per l’unico errore di Molinaro sulla fascia con gol da 30 centimetri di Maniche. Ed è la beffa più atroce, perchè San Siro ci crede davvero alla rimonta. Così come per questi 110 anni, così come contro il Liverpool. Ma il risultato è sempre lo stesso: delusione, delusione, profonda delusione. Quella che si legge negli occhi di un presidente che mastica molto amaro. Quella di tifosi che si chiedono cosa hanno fatto di male per meritarsi tutto questo.

Ma la serata non è finita: strepitosa la prestazione di Piagnisteo-Mancini durante le interviste. Esordisce così: “Beh il gol in fuorigioco netto ha condizionato la partita!”. Poi replica “Si, la Juve dopo il gol irregolare ci ha schiacciati”. E Ibra domanda “Hanno segnato in fuori gioco?”. La risposta è una: “Sì, abbiamo segnato in fuorigioco con Camoranesi. Abbiamo replicato con Trezeguet e sfiorato almeno altre tre volte la rete. Abbiamo dominato in ogni parte del campo e concesso solo qualche punizione. Abbiamo continuamente saltato l’uomo. E soprattutto: è stato più facile di quanto previsto.!”

Inter-Juve / Anteprima

Marzo 22, 2008

E ci risiamo, quarto scontro stagionale ufficiale. Il bilancio vede due pareggi e quella famosa sconfitta in Coppa Italia che però non fa testo (quella era una Juve molto molto strana, ma sconfitta rimane!).

Intanto apprezzo le parole di Piagnisteo: “Non è decisiva, loro possono segnare!”. Che tradotto significa “guarda se questi dopo essersi riposati devono venire a prenderci per il culo!”. Perchè è vero che veniamo da un match, il più deludente della stagione, ma è pur vero che presumibilmente (che stona col “è pur vero”, ma quest’anno per noi bianconeri va così, un pò stonato) quella Juve lì si stava riposando per stasera. Per esempio si è totalmente riposato Nedved, quindi anche Sissoko. Anche Palladino che stasera tornerà in campo nella ripresa (al posto di un Camoranesi oppure, se si mette male, al posto di Brazzo largo sulla destra). Si è riposato abbastanza Trezeguet. Stasera tocca a loro e anche Cannavaro esalta la Juve a Milano e da grande capitano della Nazionale quale rimane dice alla Cazzetta-Rosa “Se la Juve ferma Ibra ha più possibilità e soluzioni con Del Piero, Trezeguet, Nedved e Camoranesi”. Parole sante, parole sante. Il pericolo è Farina, il dodicesimo uomo nerazzurro in campo: che combinerà stasera? Ne abbiamo già viste molte, moltissime, e ne manca qualcuna: tipo espulsione nei primi dieci minuti del match, gol annullati, rigori generosi. Stasera una di queste magagne si vedrà sicuramente.

L’arma in più della Juve è l’andata di campionato: abbiamo pressato e costretto alla difensiva l’inter-cettazione (ma non accadeva già da una ventina d’anni?) e abbiamo tirato molto più che loro, correndo di più, creando di più. L’intertriste rinviava soltanto, con Cordoba suo migliore interprete. A San Siro si ricorda una punizione di Del Piero. Si ricorda un gol di Alex. Si ricorda un gran gol di capitan Del Piero quando risolse uno dei suoi otto scudetti in maglia bianconera. E stasera è ancora lì, davanti, a guidare la marcia, con le sue 552 presenze e i suoi 200 e passa gol. A proposito: la Cazzetta-Rosa si dimentica spudoratamente di questi dati inneggiando ai due bomber in campo questa sera, cioè Cruz e Trezeguet. Ora, passi Trezeguet a quota 163 ma Cruz? Oppure Del Piero era fuori gara? Ah, Piagnisteo poi offre una delle scene più belle, ormai un suo marchio di fabbrica: gli mancherà forse Maxwell sulla sinistra, è indeciso se rischiare Vieira (graziato a Palermo e a Genoa da espulsione e ammonizione), è fiducioso su Stankovic (per la cronaca fanno coppia al torneo di calcio a 5 cui Piagnisteo tiene moltissimo, è un torneo interno all’inter-cettazione, non si sa mai, se minimo moratto un giorno decidesse di inquinare anche questo calcio…). In attacco, Piagnisteo dovrebbe farci un grosso favore schierando Ibra e tendendo fuori Suazo e Crespo. Il primo è l’unico a poter mettere in difficoltà Legrottaglie sul piano della velocità, il secondo è la nostra bestia nera, già ai tempi del Parma. Ma la perla è questa: “Mi mancherà Pelè!”, e lì alcuni giornalisti iniziano a chiedersi “ma non ha 60 anni e si è ritirato in Brasile da un decennio e più?”. Poi scoprono che il Mancio-Belli-Capelli parla del portoghese ventenne sempre preferito a quel Maniche che doveva “garantire copertura e fantasia al centrocampo” (parole di Branca e Oriali). Grazie Inter.

L’unica squadra che può perdere questo match è chiaramente la Juve: troppo alte le motivazioni, troppi i motivi per non steccare. Ci può stare pure la sconfitta (ammettendo di avere una rosa da cui abbiamo estratto con processi biotecnologici il 300% da ogni componente umana) ma non la figura di merda, dolcemente detto. Chiamasi figura di merda…beh…vediamo che esempio fare…ah sì… ricordate Liverpool-InterCettazione? O meglio il ritorno, quello in cui 80mila persone furono clamorosamente ingannate dal piano diabolico di minimo-moratti? Il piano diabolico consisteva nel prendere per il culo la Cazzetta-Rosa per due settimane due inneggiando all’impresa (poi un giornalista ha scoperto che moratti parlava della sua impresa, cioè della sua azienda petrolifera), alla grande partita cui ogni intertrista doveva assolutamente assistere. E in 80mila si presentarono a San Siro col solo risultato di cantare-per-dimenticare, o di fischiare-Vieira-e-Ibra al momento della loro uscita. E oltre 50milioni di italiani poi hanno riso, quanto hanno riso, quella stessa sera davanti a Belli-Capelli che il martedì-sera disse “Me ne vado!”, e il giorno dopo replicò “No, resto!”, e il giorno dopo ancora “Ma non volevo dire quello!”. Con moratti che al contempo sentenziò che “Mourinho è senza dubbio un grande allenatore, lo vedrei bene sulla panchina dei merdazzurri” per poi replicare che “Mancini ha fatto bene, c’è un altro scudetto da vincere!”. E Ambrosini che grida “Lo scudetto mettetevelo nel…” mostrando una Champions altrettanta falsa.

Va da sè che la Juve stasera può legittimare una stagione assolutamente sorprendente. Stasera, la Juve, può tornare a comportarsi da Juve, come in questi ultimi 111 anni!

Empoli-Juventus 0-0

Marzo 20, 2008

Molto molto molto arrabbbbiato (sì, con quattro “b”!): partita molto molto molto bbbrutta (sì, con tre “b”!). Chiariamo subito una cosa: se non si vuole vincere basta dirlo, alla stampa, ai tifosi, e non succede nulla, tanto si è già visto abbastanza con minimo-moratti, guido-rossi e lo splendido berlusconi e il suo stellare milan. Basta dirlo perchè da Empoli si deve tornare con tre facili – ripeto FACILI – punti. Perchè si deve tornare convinti di un posto in Champions, viste le cadute rovinose di Fiorentina e Milan (appunto!). Perchè sabato c’è una sfida complicata contro chi ha comprato i diritti-del-torneo-aziendale (mi pare che molti continuano a chiamarlo scudetto, mi pare!). Questo zero-a-zero mi fa molto riflettere: per carità, si può pure pareggiare ma non in questo modo.

Punto primo: la principale colpa è dei ragazzi scesi in campo, tranne al più un Alex Del Piero da incorniciare. Camminavano, non hanno lottato, troppa sufficienza, troppo poco spirito Juve. Il turno di sabato è un falso pensiero: con i risultati maturati già nel primo tempo, la Juve doveva correre, segnare e segnare e portare a casa praticamente la qualificazione in Champions (perchè 7 punti sui viola e 11 sui rossoneri a 9 giornate dal termine… bèh è chiaro, no?). Invece dobbiamo ancora sudare e il calendario è molto difficile: c’è l’inter-cettazione, poi i rossoneri, quindi le peggiori squadre che lottano per non retrocedere (Parma e Catania), ancora la Samp alla 38°. E in mezzo una Lazio gasatissima che sembra aver ritrovato ossigeno e i suoi interpreti migliori (Rocchi, Pandev, Behrami, Ledesma e uno scatenatissimo Rolando Bianchi). E’ dura ragazzi.

Punto due: san-siro o non-san-siro, Mr. Ranieri sballa completamente di capoccia. In quel Castellani dove avevamo timbrato forse la peggior partita dell’anno, Claudione schiera una formazione sperimentale a centrocampo e paga carissime queste scelte. Poco azzeccate. Poco poco. Tiago non può giocare con Nocerino: si pestano i piedi e questo lo si è già visto in passato. Hanno lo stesso passo (parlo con la palla al piede) e insieme poca fisicità. In più il portoghese ce la sta mettendo tutta per farsi cacciare già ad Aprile: svogliato, non corre, sbaglia stop e passaggi, mai incisivo. Peccato perchè col Napoli si era meritato quasi un 7. Camoranesi torna decaparecido, almeno per un tempo. Bocciato. Come bocciato è Molinaro: se stava male non doveva giocare, peggio se stava bene (e qui Ranieri spreca un cambio già nel primo tempo). E bocciato è pure Iaquinta: dopo Napoli doveva giocare a mille per trascinare la Juve alla vittoria, invece gioca col freno a mano tirato. Solo Del Piero si salva, solo lui lotta, solo lui sa cosa vuol dire indossare la maglia della Juve ma è troppo solo. Perchè Palladino in panca? Perchè Trezeguet non schierato (visto che è l’arma in più della Juve sempre e comunque)? Perchè non l’inserimento di Momò al posto di Nocerino, per dare più libertà a Tiago? Perchè Nedved solo al minuto 82 (e sì che da lì la Juve ha iniziato a macinare le uniche azioni pericolose del match)? Ranieri, per la prima volta, nell’occhio del ciclone.

C’è un solo modo per giustificare questa brutta prestazione: vincere a San Siro, o pareggiare ma giocando benissimo (non bene). A quel punto potremmo dire che la Juve si era risparmiata. Ma se non arriva la vittoria… c’è molto da riflettere, proprio in chiave futura. Il prossimo anno ci saranno partite importanti da giocare: domenica, poi mercoledì, quindi di nuovo domenica. E la Juve non può permettersi di correre a corrente alternata. Signor Ranieri: ha la mia massima stima e fiducia, però a questo punto da qui fino a maggio servono risposte concrete, altrimenti – forse è la rabbia che passerà, ma una puntina di verità c’è e c’è sempre stata – un pensierino al Prof. Marcello Lippi, oltre che i tifosi, lo farà pure la società.

P.S.
A volte però queste partite e queste bruttissime figure servono, eccome se servono. Dopo la Coppa Italia si decise il futuro di Almiron. Dopo questa partita si è scritto definitivamente il futuro di Tiago (mancano 9 giornate, poco per convincere società e tifosi che può tornare utile). E si è pure capito che quel Marchisio (migliore in campo insieme ad Abate) è già da Juve (proprio al posto di Tiago). Nota positiva: entra Giovinco e fa venire due coccoloni alla retroguardia bianconera con due accelerazioni e una invenzione spaventosa. Anche la Formica Atomica la vogliamo a Torino a giugno, senza discussioni. Claudio e Sebastian: vi stiamo aspettando.

Empoli-Juventus / Anteprima

Marzo 19, 2008

Non c’è tempo per commentare o per esultare che la Juve è già in campo, al Castellani, tentando di non ripetere la brutta figura registrata in Coppa Italia. In vista di un sabato particolare, a San Siro, contro l’inter-cettazione. E proprio in vista del big-match di sabato, Ranieri dovrebbe far riposare qualcuno o quanto meno non rischiarlo. Ad esempio Trezeguet, non in perfettissima forma e addirittura diffidato. Ma anche Palladino (che stasera comunque giocherà nel secondo tempo) è diffidato, come Nocerino.

Le belle notizie giungono dal rientro di Legrottaglie in difesa, in coppia con Chiellini, Zebina (probabilmente) a destra e Camoranesi. Quindi la formazione dovrebbe essere questa:

Buffon
Zebina, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro
Camoranesi, Sissoko, Tiago, Nedved
Iaquinta Del Piero

Se Zebina non ce la farà, è pronto Grygera, mentre il ballottaggio Del Piero-Trezeguet è chiaramente appannaggio del capitano, il quale verrà sicuramente risparmiato nel secondo tempo. Per Vincenzone Iaquinta un’occasione d’oro: 90 minuti per dimostrare di poter guadagnare tutto l’affetto dei tifosi, peraltro già elevatissimo. Si attende una conferma da Tiago (ha fatto benissimo contro il Napoli) e da Sissoko (una sicurezza, ormai). Le scelte del tecnico saranno vincolate da un fattore preciso: condizione dei big (Camoranesi, Nedved, Del Piero, Trezeguet) e come-va-la-partita. Se “vinceressimo” 3-0 già nel primo tempo, Ranieri potrebbe davvero far riposare i big richiamando in panca Alex, Camo e Nedved puntando su Palladino, Brazzo e Nocerino (a questo punto il mio sogno è vedere un centrocampo Brazzo Sissoko Nocerino, con Tiago dietro le due punte, chissà!). Ma si tratta comunque di un Empoli in formissima, nonostante le due sconfitte rimediate con Milan e Atalanta. In più, c’è la curiosità di vedere all’opera i due prossimi juventini, quelli che più di ogni altro piccolo biaconero in giro per l’Italia sono destinati a rientrare alla base già a giugno: si tratta di Marchisio (già pronto per il centrocampo bianconero, qualora Nocerino dovesse realmente approdare a Napoli) e Giovinco (il vero erede di Alex, un talento cristallino che dobbiamo trattenere e far crescere proprio insieme al capitano).

Un passo per volta: prima battiamo l’Empoli, poi andremo a giocarcela con la F.C. (Federazione Coglionistica) Inter(triste sempre più triste). Sia chiaro: siamo nuovi in Serie A, vogliamo imparare.

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Juventus-Napoli / Anteprima

Marzo 16, 2008

Sì sì, è proprio quella famosa, famosissima partita in cui la Juve subì una pesante sconfitta: non sul campo, rammentiamolo, ma a livello federale, con la banda-degli-onesti di minimo-moratti ha scippare la Juve, a torturarla. E da lì la Juve spiccò ancor più il volo. Allora finì tre reti ad uno per il Napoli: dopo il gol iniziale di Del Piero (da allora il capitano non si è più fermato) e dopo il pareggio di Uragano-Gargano la scena venne calamitata dall’arbitro (o presunto tale) che inventò due dei rigori più assurdi della storia del calcio, dopo quelli assegnati in questo torneo all’intertriste! Domizzi fece doppietta, la Juve subì oltre al danno la beffa con squalificati e un mare di polemiche. Speriamo di non dire “ci risiamo”.

La Juve arriva a questo incontro molto carica, con tanto da sistemare, da riordinare e ancora da dimostrare. Innanzitutto bisogna dimostrare di avere i co*****i, quelli tosti, quelli da grande club: servono i tre punti e non importa come. E chi meglio di Tiago può interpretare questa parte? Platini impiegò 7 mesi, Zidane solo (si fa per dire) 6: speriamo siano le giornate di Tiago. Il portoghese deve approfittarne e già contro il Genoa ha dato l’impressione di esserci. Abbiamo bisogno della sua geometria, della sua maestria con palla tra i piedi: il suo compito può essere facilitato dalla presenza al fianco di Sissoko. Momò è senza dubbio quello che sta stupendo di più: alto e forte, cattivo e con qualche barlume di classe. Tanta tanta tanta quantità e abbastanza qualità per uno che ha 22 anni, che viene dal Mali e che è alla Juve soltanto da un mesetto. Certo le assenze sono pesanti: Legrottaglie, Zebina, Camoranesi e Zanetti. Ma proprio per questo serve la grande prestazione. Tiago – torniamo al punto cruciale – ha a disposizione tre partite per giocare tranquillo e firmare un “rinnovo” che al momento appare improbabile (visto e constatato quello che sta facendo Claudione Marchisio con l’Empoli).

Il Totoformazione stavolta sembra meno misterioso delle altre volte: Grygera a destra, Chiellini con Stendardo al centro e il rientrante Molinaro a sinistra (sperando abbia visto la prestazione di Grygera contro il Genoa). A centrocampo Ranieri può optare su diversi schemi e strategie: il biondo Pavel si sistemerà a sinistra (a proposito, seguendo le statistiche dovrebbe andare in goal stasera!), al centro praticamente certo l’impiego di Tiago con Sissoko a fianco, a destra dovrebbe essere riproposta la premiata ditta Grygera – Brazzo Salihamidzic (che tanto bene ha fatto contro i grifoni). Però c’è un Palladino scalpitante: probabilmente troverà spazio nella ripresa, al posto di Brazzo quasi sicuramente. In attacco la coppia d’oro Trezeguet e Del Piero, con Iaquinta ancora ai box ma pronto a subentrare (si dovrebbe giocare in dodici, ma chi levereste voi per far spazio a Vincenzone).

Capitolo Ranieri: mai la Cazzetta-Rosa le aveva sparate così grosse. Innanzitutto Del Piero non ha mai detto quelle frasi, anzi se possibile la sua intervista era tutta pro Ranieri, a intendere il fatto che il buon Claudio ha fatto e sta facendo un magnifico lavoro: sul gruppo, sulla rosa, sui risultati. Ma destabilizzare l’ambiente bianconero è sempre molto difficile. E Ranieri sta dimostrandosi uomo molto ironico oltre che un grande allenatore: prima risponde ad una domanda idiota di Controcampo “Ma chi è che tiene unito il gruppo?” dicendo “La colla!”. Poi saluta tutti in conferenza stampa chiosando “Ah: avete il numero del procuratore di Buffon?” (per la cronaca, Martina è riuscito a far firmare a Gigi un contratto a vita con la Juve).

Ma la cosa che più mi fa felice questa sera è leggere la panchina: Ariaudo e Castiglia convocati. A partita chiusa, facciamoli entrare sti ragazzi, soprattutto al primo va data la possibilità di giocare qualche spezzone qua e là perchè di lui si dice un gran bene (gran fisico, gran visione di gioco: è un difensore molto tosto con le qualità del leader!).

Concludendo: manca Zalayeta ed è un peccato. Mancherà pure Blasi: mi sarebbe piaciuto vedere all’opera Manuele contro la sua ex squadra con la quale vinse il primo scudetto targato Capello. Però ci sarà Lavezzi, però ci sarà De Laurentis: ecco, proprio a questo signore con la barba vorrei Cobolli dicesse a fine partita “mi scusi, stavolta l’arbitro ha potuto poco!”.

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Che centenario di merda!

Marzo 12, 2008

Chiariamoci subito le idee:

  • perchè permettere di festeggiare proprio a ridosso di una partita di campionato? Era già chiaro come andava a finire tutto, come peraltro poi ribadito dal presidente Lillo Foti: “c’era una festa e anche l’arbitro ha portato i suoi regali!”. Regali peraltro che si sommano agli infiniti aiutoni degli ultimi due anni;
  • perchè festeggiare con frasi che proprio il presidente merdazzuro minimo-moratti sa essere totalmente false, ingiuriose e totalmente fuori luogo del tipo “La Prima squadra di Milano!”, “Non abbiamo mai avuto problemi di giustizia!”, “La squadra degli onesti!”: mancanza di stile e presa per il culo per chi sa (chiedetelo proprio a Ibra e Vieira) di aver vinto tre patacche (compresa questa di quest’anno e probabilmente le prossime 2 patacche);
  • perchè, soprattutto, prendere per il culo i tifosi che per quella maglia soffrono e inneggiano col cuore: “Faremo l’impresa!”: ma impresa di che genere, SRL o SPA?

Pensiamoci bene: centenario festeggiato con la Reggina (cioè partita modesta per una squadra, quella merdazzurra, modesta) ed ennesima figura di merda in Europa col Liverpool. Come a ribadire quella che è la reale dimensione di una squadra che avrà i piedi ma manca totalmente di testa, di mentalità vincente difficile da allenare o da comprare. Pensiamoci bene: senza gli arbitri italiani l’intertriste ritorna a vecchi lamenti, ormai troppo vecchi e che stanno rivelandosi nella loro piena verità: infondati, inutili, a coprire i propri limiti: l’arbitro ci ha danneggiati! In che senso, scusi signor (si fa per dire, signor!) moratti e piagnisteo-mancini: nel senso che ad Anfill non avete mai superato il centrocampo? Nel senso che avete tirato in porta rarissimamente? Nel senso che le percentuali del possesso palla fanno vergognare il calcio italiano dopo l’impresa della Roma? Nel senso che Ibra senza rigori non la tira dentro nemmeno a forza (leggere regalo di Reina) o che il centrocampo maestoso di cui parla la Cazzetta-Rosa viene messo in ridicolo ogni volta che incontra una grande? E vogliamo parlare delle strategie di Piagnisteo Mancini? Devi vincere la partita e tieni fuori Figo. All’andata, sapendo di difenderti non metti dentro un cavallo come Suazo che in contropiede può far male. Escludi Solari, l’unico esterno che può aiutarti a contenere le avanzate sulla fascia del Liverpool. Insisti su Pelè togliendo un Vieira che sulla fascia proprio non può giocare. Non metti Crespo che al Liverpool ha saputo far male con la maglia dell’altra squadra (a detta degli intertristi) meno prestigiosa. E il nervosismo? Una squadra che si scopre incapace, che scopre che la forza attribuitagli per contratto dalla Cazzetta-Rosa, dalle trasmissioni finanziate da moratti non è così come si scrive, anzi come scrivono. Una squadra campione (si fa per dire) d’Italia costretta a inventarsi un italiano di colore di 17 anni per inserire in rosa appunto un italiano (ammesso di accettare come nostro connazionale una bestia di nome materazzi!).

Eppure questa squadra va capita, aiutata: fanno ridere più loro che Zelig e Colorado messi assieme. Allietano ogni mia domenica, ogni mia Champions. E questa mia felicità si riflette nella rabbia di 80mila intertristi costretti a fischiare Ibra, Vieira e tutti al 70° minuto di gioco, quando si accorgono che i titoloni faciloni della Cazzetta-Rosa non rispecchiano il campo, non rispecchiano la verità. Eppure io sto con loro: ma chi ti ha mai fatto ridere per più di 20 anni, chi se non l’intertriste. Costretta a intercettare e scrivere sceneggiature da Oscar pur di appicicarsi al petto una patacca tricolore mai vinto veramente. Costretta a ricorrere al proprio consigliere uscente Guido Rossi per mandare la Juve in B per poi rivedersela subito dietro al primo anno di A e vanificare il proprio progetto di distruzione. Chi se non l’intertriste ha saputo farci divertire: ricordate l’anno scorso, contro la Roma a San Siro? Tutti pronti a festeggiare lo scudetto e in un colpo solo arriva la prima sconfitta in campionato, perdono l’imbattibilità in casa e tutti gli illustri tifosi arrivati da ogni parte d’Italia costretti ad essere presi ancora per il culo dai romanisti e dall’Italia intera.

Ora: pensiamoci bene! Ma chi ancora può attribuire a questa formazione una forza che non ha. Perchè dedicare pagine e pagine sui quotidiani sportivi a nascondere una verità talmente evidente che nemmeno i tifosi riescono a nascondere. Perchè continuare con la vecchia storia del lupo cattivo vestito da bianconero che cerca di mangiare la vittima merdazzurra? Ma chi può ancora crederci. A pensarci bene, è proprio l’Italia ad essere privata di una forza nazionale ormai persa, anche e soprattutto dopo la vittoria di un Mondiale talmente strano… da sembrare che quell’Italia era davvero la più forte (per inciso quell’Italia era composta da Lippi, Ferrara, prep.atletico e portieri juventini, Buffon, Zambrotta, Cannavaro capitano, Camoranesi, Del Piero, e nella Francia finalista Vieira, Zebina e Zidane)! Adesso verrà un’altra coppetta, quella dei falliti storicamente (cioè le formazioni tipo Roma e appunto Inter costrette a fallire tutti gli obiettivi e concentrarsi laddove altre formazioni snobbano), e un altro tricolore che tutto è tranne che scudetto, nel senso vero del termine (perchè se come dice De Rossi, Totti e l’Italia col QI non negativo, togliete tutte le partite moleste a favore dell’Inter… bèh la storia la sapete!). Arriverà un altro festeggiamento di moratti (che non so cosa festeggi poi, ma comunque beato lui che è felice).

A proposito di festeggiamenti: rischi un’altra figura di merda, il martedì subito dopo il centenario e anzicchè rimanere concentrato, che fai? Ristorante a mezzanotte, feste fino alla mattina, champagne e pizzette per tutti. Ah già, dimenticavo: non ci credevano nemmeno loro!

E alla conferenza stampa, dopo aver rotto di pianti le interviste (però Burdisso, però Skrtel, però Babel, però l’arbitro dell’andata, però questo arbitro, però mancava Suarez, però non potevo schierare Jair e Corso e Aldo Serena, però mi mancava Oriali a centrocampo) dichiara: “Me ne vado, a fine stagione!”. Ma scusa: ma non state stravincendo tutto? Non capisco la logica: stravinci, ci sono le basi per vincere i prossimi otto tornei aziendali e le prossime 16 coppette-italia e te ne vai? Ma come: hai diretto stupendamente il mercato ottendendo dalla Juve l’ennesimo pacco di nome Vieira e te ne vai? Ma come: hai la superformazione dagli anni 1764 ad oggi e molli tutto? Non capisco: quale sarà mai il motivo? Intendiamoci: Capello non è disponibile, Lippi non penso proprio torni in nerazzurro (potrebbe capitare di nuovo l’Helsinborg in Champions), Mourinho sarebbe la mia scelta ideale (un coglione per allenare i coglioni, il massimo della vita). Perchè Piagnisteo dovrebbe mollare? Proprio ora che Cassano potrebbe diventare nerazzurro? A proposito: ieri in tribuna, assieme c’erano Cassano, Valentino Rossi e Macellazzi: di tre, nonostante i progressi della bioinformatica, non si riuscirebbe a cavare un persona simil-normale, mamma mia che immagine, roba da censura del tipo “no figlio mio, non guardare, potresti rimanere turbato!”. Non so se per sfottò, ma l’unico a rimanere contento di ieri era Moggi che aveva detto: “Mancini sbaglia tutte le formazioni e cambi, non riesce a motivare la squadra: sembra un altro 5 maggio. Ancora non si accorgono di quanto finta è la loro forza!”. Dopo Nostradamus… un altra persona che guarda in faccia la realtà. E noi: noi ce la godiamo. Grazie inter, grazie!

Genoa-Juventus 0-2

Marzo 11, 2008

Partita semplicemente fantastica: viva, dura, cattiva per certi versi, così come la Juve doveva essere, così come la Juve dovrà essere d’ora in avanti. Non si può sbagliare: siamo la Juve. Non si può perdere: siamo la Juve. Si deve solo vincere, e se si può anche convincere: siamo la Juve. Semplicemente: siamo la Juve. Questa è una frase molto ricorrente in 108 anni di storia gloriosa che nessuno minimo-moratti o guido-rossi potranno mai scalfire. E la Juve dopo un capitombolo (piuttosto veritiero, al contrario delle cadute contro Udinese, Napoli e Reggina) si rialza, più forte di prima, più arrabbiata di prima, più convinta di prima.

Innanzitutto sono andato a leggermi pagelle e commenti della Cazzetta-Rosa: appena sufficienti, ciò vuol dire grande gara dei bianconeri. Ha ancora una volta Ranieri: per spirito, per come ha spronato in silenzio la squadra, per scelte sempre (ancora di più) azzeccate. Iniziamo dall’uomo partita: Grygera, il ceco costato zero euro, acquistato già in quel gennaio dove la Juve riempiva gli stadi di una serie cadetta che aveva tutta l’aria di essere la vera Serie A. Piazzato a sinistra (bella la battura di Mr. Ranieri “ci ho messo 8 mesi per capire che era un terzino sinistro!”) firma una gara da 8: copre e spinge, crossa, segna e serve un assist magistrale a David (c’erano dubbi che tornasse al gol?). A sinistra, dove forse si trova meglio: sulle corsie può giocare con più tranquillità e dosare le proprie forze, non è tagliato per giocare centrale. L’altro desaparecido di giornata è David Trezeguet: a furia di rigori Ibra rischia di vincere la classifica cannonieri, mentre lui la scala come soltanto i grandi maestri del gol sanno fare. Con zampate, di destro, di sinistro, di testa, di rapina, di rovesciata (remember Juve-Palermo?), di mezza girata: ogni modo è buono per poi andare ad esultare. La cosa più stupefacente è il gioco di Trezeguet: rincorre i difensori, scala sulla fascia (a metà del secondo tempo è addirittura scalato sulla bandierina per coprire la posizione di Camoranesi mezzo-infortunato). Incredibile: quando ritrova la condizione, automaticamente firma la rete e una prestazione importante. L’importanza di questo giocatore la si sente quando non è tra gli undici in campo: bentornato, ma c’erano davvero pochi dubbi in merito.

Dopo un pò di partite, altra scommessa già vinta da Ranieri è Momo Sissoko, quel coso lungo, alto e grosso di pelle scura che gioca ovunque: lo vedi al centro che svetta di testa, poi insegue il centrocampista, poi chiude a sinistra, subito dopo a destra vicino la bandierina a contrastare l’avversario. E’ l’unico in grado di pressare due giocatori contemporaneamente: capacità polmonare spaventosa. E’ ancora acerbo, si vede, ma la materia prima c’è tutta: troppo irruento alle volte (pare la brutta copia di Davids, che è un bel complimento), tecnicamente apprezzabile, con una grinta ed una personalità che fanno sperare per il futuro. Momo oggi è praticamente insostituibile per tanti motivi, a farne le spese (almeno in questo periodo) è stato Nocerino ma la loro staffetta in mezzo al campo è salutare per la Juve. Altra nota positiva: la difesa Juve è compatta purchè siano presenti Legrottaglie e Chiellini al centro. Questi due insieme a Buffon sono la tripla meno battuta del campionato (non difesa complessiva, ma tripla): altra stregoneria di Ranieri.

E passiamo alle note negative: Zebina, Legrottaglie e Camoranesi non ci saranno col Napoli perchè squalificati. Mancherà pure Zanetti e pare per un periodo che va dalle tre settimane alle cinque (speriamo sia solo un brutto spavento): i suoi dolci e deboli muscoli hanno ceduto ancora una volta, peccato!

E passiamo alle cazzate: in sede di commento, la Cazzetta-Rosa ha sottolineato come la Juve sia stata aiutata dagli arbitri, non specificando in quale maniera però. Gol di Trezeguet regolare, ammonizione inesistente per Legrottaglie (l’avrebbe meritata forse in seguito), cartellini gialli giusti per i grifoni e i bianconeri. Nessuna protesta da casa Genoa, nemmeno dal vulcanico presidente che ha ammesso “la superiorità in fatto di rabbia da parte dei bianconeri, e la maggiore classe presente in campo a favore di questi ultimi!”. Ma la Cazzetta-Rosa insiste: Juve aiutata! Non solo: adesso pure la Roma rischia, e pesantemente. De Rossi verrà multato e deferito per aver detto la verità, come già successo a Totti. Abete si affretta a dire ogni volta (vedi tu chi glielo chiede) che “il campionato è assolutamente regolare” (ma il senso è forse da attribuire alla regolarità con cui si stanno giocando le partite, cioè domenica dopo domenica, non certo in fatto di episodi tutti a favore dell’intertriste, almeno credo e spero!). E intanto ogni pagina della Cazzetta-Rosa reca un annuncio di protezione in stile WWF per moratti, per i centro anni dei merdazzurri, per il povero Facchetti (colui che telefonava piangendo per un posto in Champions ai danni del Parma di Prandelli, per essere chiari; o quello stesso Facchetti che patteggiò per i passaporti falsi di Recoba e Veron; o quello stesso Facchetti che insabbiò tutte le malefatte di bilanci, venute a galla la scorsa estate!). Triste realtà. Meno male che c’è la Juve: mentre le milanesi tentano di contendersi il primo posto cittadino, l’unico posto indiscutibile è quello della Juve a livello nazionale.