Archivio per il 'Match di campionato'Categoria

Juventus-Catania 1-1

Maggio 12, 2008

Tre immagini stupende, assolutamente stupende, di quelle che quando le vedi ti vien voglia da tifare di più, ancora più forte:

  1. Lapo Elkan (“uno di noi”) si alza in piedi, pugni al cielo: il Siena ha pareggiato contro i merdazzurri. Scena memorabile, stupenda. Grazie, col cuore!
  2. Cobolli Gigli ride con Blanc, si mette la mano davanti al sorriso ma gli occhi lo tradiscono, prova girarsi sapendo di essere inquadrato da una delle 38 telecamere allo stadio ma immortalano lo sguardo beffardo: marco-macellazzi ha appena sbagliato il rigore. Presidente: grazie!
  3. mancano pochi secondi al termine e due simboli autentici pareggiano: Chiellini si invola sulla fascia, prepotente il suo ingresso in area dopo aver scambiato con Nedved, stupendo assist per Del Piero che si tuffa col piede a metterla dentro. Non è un semplice pareggio. Col gol numero 19 (come era la storia del Del Piero finito che girava già da quattro anni in Italia?) rimette tutto in discussione, inguaiando l’intertriste e l’intertrista-zenga. Catania ancora non salvo. Il Parma ha un’opportunità colossale domenica prossima, contro i merdazzurri. Del Piero: mille grazie per tutto!

Non c’è altro modo per raccontare questa giornata. Assolutamente non c’è altro modo. La Juve è ufficialmente in vacanza già da tre settimane (a Champions matematicamente conquistata). Non si corre più, non si lotta più. Gambe molli, contrasti leggeri. Idee di mare e di spiaggia, di ombrelloni e di cenette, di viaggi e vacanze. Perciò Camoranesi accese la luce ogni tanto. Ranieri non si arrabbia più di tanto. Sissoko rincorre meno. Gli unici a voler dire ancora qualcosa sono Trezeguet e Del Piero: stupendamente in lotta per una classifica marcatori. E poi Palladino: sta cercando in tutti i modi di mettere in difficoltà Ranieri e per poco non ci riesce definitivamente. Il ruolo di esterno sinistro (o destro) è comunque difficile. Ma a ben vedere, ieri è stato l’unico a puntare l’uomo saltandolo quasi sempre. A metter dentro qualche palla interessante. A tentare il colpo ad effetto. Io credo vada premiato e confermato come prima alternativa a Camo e Nedved per il prossimo anno. Inutile spendere tanti soldi per un esterno quando si ha Aladino in rosa.

Sabato prossimo si chiude il rientro in A della Juve. Rientro scoppiettante. Senza lo zampino di minimo-moratti la Juve poteva essere ancora più in alto (su tutti i ricordi che più bruciano si chiamano Napoli, Parma, Reggio Calabria). Ed è inevitabile che tutta l’attenzione sia concentrata sui bianconeri, a cominciare dai tifosi più veri. Che mosse? Quali acquisti?

Su questo blog, da domenica prossima, non si farà che parlare delle cento notizie giornaliere che vogliono questo o quel giocatore prossimi alla Juve. Si sognerà. E sognare non fa mai male. Per esempio, da ieri sera, più che Juve, non so perchè mi è venuta voglia di tifare Parma e Roma. Ma non ne capisco il motivo: il torneo aziendale non è di proprietà esclusiva di chi lo organizza da due anni? O si sono sbagliati pure loro?

Juventus-Lazio 5-2

Aprile 29, 2008

Chiariamo subito un punto: questa Juve è diversa da quella di tre settimane fa per almeno due motivi concreti:

  1. la squadra ha finalmente capito di essere forte, in tutti i sensi: società, uomini-società con a capo Blanc (ottimo lavoro, forse anche di più) e Cobolli Gigli (splendida persona, non me l’aspettavo, oltre che tifoso vero), uomini-giocatori (campioni, nuovi arrivati, riesumati, giovanotti in cerca di gloria);
  2. il futuro è meno grigio di quanto poteva apparire ad agosto: si prospettano dei mesi e degli anni davvero divertenti se il progetto continua ad essere portato avanti con questa tenacia e serietà.

Archiviato il ritorno in A (su cui un pò di paure erano affiorate), la Juve archivia pure la Champions League, o meglio il ritorno, ma a noi il solo qualificarci… è già una mezza vittoria.

La cosa più interessante è come questa Juve si è cambiata, già “si è cambiata”, da sola, dall’interno, aiutata da Mister Claudio Ranieri (la cui foto dovrebbe giacere nei portafogli di ogni Juventino), aiutata da uomini simboli come Del Piero Trezeguet Nedved Camoranesi e Buffon, in ordine sparso magari (e senza virgola perchè questi cinque sono una cosa sola).

E’ così la partita inizia già vinta: con Del Piero che rincorre tutti, con Trezeguet che scende giù fino alla propria metà campo, con Sissoko che è padrone assoluto di 50 metri quadri di campo, con Chiellini che al centro sembra un nuovo Ferrara, con Camoranesi che inventa le cose più incredibili, con Pavel Nedved che ha dimenticato l’età e corre e lotta come un ragazzino di 18 anni. Poi c’è Cristiano Zanetti, lo scarto dell’intertriste che alla Juve sta facendo cose meravigliose (contenti di averlo scambiato col superpacco Vieira). Poi c’è un Legrottaglie in forma strepitosa: anticipi, chiusure, ripartenze, e un pò di gol pesanti segnati in 29 partite di campionato, come ai bei vecchi tempi. Quindi Molinaro, l’autentica sorpresa di questa stagione. Quindi Grygera, con le sue difficoltà di ambientamento. E’ questa la Juve che ha strapazzato la Lazio già nei primi 32 minuti. E Ranieri non la cambierà più. Tutti in panca a riposarsi, magari dando il cambio già domenica contro il Siena, per la passerella delle tre giornate conclusive. Tutti protagonisti, nessuno escluso. Tutti, nessuno escluso. E tutti splendidamente confermati (non vorrete certo rovinare la festa al povero Tiago, che Dio lo svegli prima o poi).

Il match vede la Juve in vantaggio al 32° per quattro reti a zero, a firma di Chiellini, Camoranesi, Del Piero e Trezeguet. Tutti a casa. Lo pensano molti tifosi laziali che abbandonano davvero lo stadio. Lo avrà pure pensato Lotito, seduto accanto al Presidente Bianconero che con difficoltà smorza la gioia per vedere una Juve così forte, anche nel primo tempo. Poi è buoi totale. La Juve controlla, non ha più voglia di affondare i colpi. La Lazio riemerge un pò nel secondo tempo, trova due gol strani e belli allo stesso tempo. Chiellini prova a mettere la firma su un altro evento: dopo aver segnato una doppietta contro l’Arezzo appena un anno fa decretando il ritorno in A della Juve, domenica firma la doppietta che vale la Champions. Chissà il prossimo anno dove piazzerà il tris!

Conclusioni: miglior attacco del campionato, seconda miglior difesa. Secondo posto molto difficile da raggiungere, un terzo posto in cassaforte. A leggere la classifica bomber c’è da aver paura: Trezeguet a quota 19 (con Borriello), Del Piero a quota 18. Giù c’è Vincenzo Iaquinta con 9 centri. E se proprio vogliamo fare i bambini: a 16 reti c’è Mutu e un gradino sotto Ibrahimovic. Come a voler dire: che Juve era quella di due anni fa? Ah già… truccavamo anche i giocatori, dimenticavo!

Atalanta-Juventus 0-4

Aprile 21, 2008

Che partita, che Del Piero, che Juve! Tutto qui, semplicemente qui!

Che la Juve mentalmente fosse in crescita lo si sapeva e lo si era visto, ma a tratti. Il repentino cambio di rotta è proprio questo: Juve padrona anche dei primi tempi. Non solo sprint finale, rabbia agonistica che distrugge gli avversari solo nel finale. Anche nel primo tempo. Manovra impeccabile. Ispirazione massima per Del Piero e Camoranesi. Il ritorno di Pavel Nedved. Nocerino ritrovato. Uno Stendardo sorprendente, sicuro e padrone di tutti i palloni alti.

E’ una Juve pazzesca, fisicamente brillante per tutti i novanta minuti. Le vittorie contro le cosidette grandi hanno portato morale e consapevolezza: quella di avere uomini seri prima che dei professionisti. Un organico che adesso deve essere ritoccato, rinforzato nei numeri di una rosa che manca di alternative (tipo terzino-sinistro, centrale-difensivo di alto livello, esterno-sinistro, punta). Il merito, anzi i meriti di questa stagione fuori dal comune sono tutti di Claudio Ranieri, che già mercoledì sera a Parma aveva raccolto e risposto ai cori e agli applausi dei tifosi, di tutti i tifosi. E’ l’uomo nuovo, è l’uomo che potrebbe davvero riportare la Juve ai suoi livelli, peraltro già sfiorati quest’anno.

La partita non ha storia: dopo 48 secondi Legrottaglie mette la firma più pesante sulla stagione. E’ stato lui l’uomo della Provvidenza, a coprire i buchi, a dare al reparto arretrato una solidità difficilmente ipotizzabile ad agosto. Di testa, con rabbia, con classe. Nicola si è guadagnato l’affetto di tutti i tifosi dopo averlo clamorosamente perso in più occasioni nel passato. I 30 anni sembrano aver giovato al difensore ex-Chievo. Guida insieme a Chiellini la seconda difesa del campionato. Il resto della partita ha un protagonista, forse il vero protagonista di tutta la stagione, e se volete anche della scorsa Serie B. Si chiama Alex Del Piero. Forse è la sua migliore annata in maglia bianconera per continuità, per prestazioni, per voti e per media realizzativa. Corre come se avesse 20 anni, combatte, commette e riceve tanti falli. Nasconde il pallone quando c’è bisogno di far rifiatare i compagni, accelera e fa male, serve assist, conclude con una cattiveria figlia di un Calciopoli mai digerito. A suggellare e a confermare – semmai ce ne fosse bisogno – che tutte le vittorie da 13 anni a questa parte sono sue, soprattutto sue, anche sue. E sono meritate, strameritate. Adesso per Donadoni la scelta è ardua: non lo convoca e mezza Italia lo fischierà, compresa una Europa calcistica che implora la presenza di Alex, la sua immagine di campione vero e pulito. Oppure lo convoca e lo utilizza così come Ranieri lo sta utilizzando: a tutto campo là davanti, senza limiti nè confini. Insieme magari a Toni. Del Piero porta in dote una condizione psicofisica incredibile, un bottino da 17 reti (per adesso) con un solo calcio di rigore all’attivo (per intenderci ibrahimovic dei perdazzurri ne ha tirati 9 segnandone 8). Intanto Alex lo coccola il popolo bianconero, e se lo coccola pure Ranieri. All’uscita, standing ovation da parte di tutto lo stadio: niente maglia a fare differenza, niente colori. Un monumento vivente e Claudio, avvicinandosi all’uomo gli sussurra: “Grazie Capita’!”.

Grazie Capita’, che Dio ti conservi integro!

Juventus-Milan / Anteprima 3

Aprile 12, 2008

Stupore? Un pò sì, mi aspettavo il tridente e fino a questo pomeriggio era la soluzione più accreditata. Invece, tutto cambiato ancora.

4-4-2 classico, con Camoranesi e Brazzo sulle fasce e Sissoko e Tiago in mezzo. Serve la qualità del portoghese, serve la sagacia tattica di Brazzo e la sua personalità.

Palermo-Juventus 3-2

Aprile 9, 2008

E’ inutile chiedersi perchè sia andata così: se la palla non vuole entrare (Del Piero su punizione = palo; Trezeguet da due metri = paratona; Trezeguet di testa = paratona; Sissoko botta da fuori = paratona; e altre 7 palle gol sprecate) non entra nemmeno con le cannonate. Il viceversa funziona bene, fin troppo bene: 4 tiri in porta, 3 gol e un fuori-porta.

Piuttosto c’è da chiedersi il perchè Buffon prende pochi gol, ma quelli che prende finiscono nella galleria dei gollassi: il primo di Amauri e il jolly di Cassani (uno che in allenamento… lasciamo perdere va!). Piuttosto c’è da chiedersi perchè la Juve rinunci a giocare nei primi tempi, sbagliando totalmente approccio al match, entrando con le gambe scariche, con la testa chissà dove. E questo Ranieri lo deve aver capito. E questo Ranieri deve risolverlo in fretta.

Statistiche strane: la Juve dei primi tempi naviga a metà classifica. La Juve dei secondi tempi è saldamente prima in testa. Con un numero di gol segnati che sfiora il 90% del totale: un’anomalia proprio da Juve, almeno questa nuova Juve.

Altra annotazione: la Juve col tridente diverte di più ed è molto più produttiva, specie se dietro le punte c’è un tipo di nome Del Piero (inventore goleador) e ancora più dietro Tiago (che con Sissoko e il centrocampo più folto pare trovarsi benissimo). Ranieri: allora che facciamo?

Va così, con la speranza che il trend venga rispettato: flop con le piccole, boom con le grandi. Già, e sabato sera c’è il Milan, reduce da un pò di partite che definire opache sarebbe riduttivo. E sabato c’è il Milan con un pò di acciaccati e un pò di squalificati. E sabato rientra Nedved. E chissà se sabato il tridente verrà schierato dall’inizio…

inter-Juventus 1-2

Marzo 23, 2008

Leggendo i giornali, ascoltando i tg non capisco una cosa: dove sta la sorpresa? O meglio, qual è la straordinaria impresa di questa Juve? Riepilogo brevemente: negli ultimi venti anni gli scudetti non si contano più, 1 Champions vinta ai rigori, 3 finali di Champions consecutive (2 perse nel risultato ma non nel campo), 1 Champions persa ai rigori, un paio di Coppe Italia, altrettanto SuperCoppe Italiane, 1 SuperCoppa Europea (quando aveva un suo valore), 1 InterContinentale. Baggio, Zidane (2 volte), Nedved, Cannavaro premiati col Pallone d’Oro. Blocco nazionale campione del Mondo nel 2006 col miglior portiere al mondo (4 anni consecutivi), capitano, miglior esterno destro (Zambrotta) e ultimo grande oriundo (Camo). Tutto questa è stata la Juve degli ultimi vent’anni. E proprio questa vittoria, schiacciante nel carattere e nel gioco, ripropone un mio vecchio quesito: che senso ha Calciopoli? Quale mistisco obiettivo si celava dietro le scelte di moratti e guido rossi? Perchè siamo qui nuovamente a celebrare una Juve superiore e l’ennesima figura di merda dell’intertriste sempre più triste. Una Juve superiore in fatto di squadra e non di organico, superiore in fatto di gruppo e non di singoli. Ma siamo sicuri di questo? Cioè: il colosso Del Piero e il bomber Trezeguet, il genio Camoranesi e l’irriducibile Nedved, il santo Buffon e la roccia Chiellini valgono meno di checca-sanetti ibra cruz suazo chivu macellazzi maicon (uno che già nel nome nasce errato, sapete la storia no?)? Certo che no, e parlano i fatti, anzi proprio nei fatti si trova già la dimostrazione. Del Piero sale definitivamente al primo posto degli juventini, per presenze, già per reti messe a segno, per personalità, per carriera, per numero di vittorie, per una figura sempre e solo positiva, divertente, entusiasmante. Trezeguet non ha eguali: brutto tecnicamente, molto assente nelle partite, sempre in gol, in qualunque modo. Trezeguet è nato soltanto per spingerla dentro: solo sostanza, esclusivamente sostanza. Tanta, tantissima, più di Borel II ad esempio. Buffon propone ai più piccoli il dilemma: sognare da attaccante o da portiere? Nedved mette in discussione il sistema anagrafico della Repubblica Ceca: ammettiamolo tranquillamente, questa persona non può avere 37 anni. Corre, prende botte, le dà pure, si rialza, corre, rincorre, tira, serve palloni, li smista e li tiene con la sicurezza di uno che con quella palla può fare quello che vuole. La cosa più sorprendente è la sua scelta, in ogni minuto di gioco: è sempre quella giusta. Appoggiarla dietro per rilassare la manovra, o accelerare, o proporsi sulla fascia, o accentrarsi per ricevere e scaricare. Incredibile. Camoranesi è un italo-argentino che dell’Italia ha la caparbietà e la fisicità, dell’Argentina il genio assoluto in un piede destro delizioso, leggero, calibrato. Classe pura al servizio di una coda che sventola al centro, a destra e pure a sinistra. Dribbla, recupera palloni, vince contrasti ora contro Cruz scaraventandolo a terra, ora con Ibrahimovic. E’ lui la chiave dell’intera vittoria, la sua posizione e la sua maestria nel mantenere la manovra fluida e tranquilla. Chiellini è una rivelazione, unica. Abbiamo trovato un nuovo centrale, ancora una volta lo avevamo già in casa. Alto, grosso, forte, spigoloso, cattivo, sfrontatamente tranquillo con la palla al piede. Non soffre mai Ibra, meno che meno Cruz. Non perde un contrasto uno, li vince tutti. Di testa è migliorato tantissimo. Mantiene la posizione splendidamente, sembra già un veterano, eppure Chiellini vive al centro da appena 7 mesi. Donadoni non lo convoca e dimostra tutta la sua classe: la quinta elementare, una classe che abbraccia tutti i bambini che ancora devono crescere, tanto tanto tanto. E qui il dubbio che la federazione ci stia mettendo del suo, non solo mi sfiora ma mi colpisce in pieno viso. Fuori Del Piero per qualche mistica ragione di sadomasochismo e di voler ancora una volta dimostrare di quanta pochezza di pensiero e idee stia investendo l’Italia negli ultimi anni, nel calcio e nella vita in generale.
inter merda!

Ma passiamo al match. Non c’è storia. Dopo 17 secondi Maicon firma la sua unica vera discesa in quella fascia molto ben controllata da Molinaro, tranne nel gol di Maniche. Ma poi, il primo quarto d’ora è di marca juventina. Trezeguet e Del Piero fanno girare la capoccia ai difensori merdazzurri, soprattutto Del Piero sceglie macellazzi come suo nemico: lo salta ripetutamente, lo umilia continuamente. Sissoko in mezzo è una manna: corre, rincorre, recupera e contro di lui sbattono avversari e palle rimbalzate verso la metà campo nerazzurra. L’intertriste è pericolosa solo su punizioni gentilmente concesse da Farina, che ha il merito di rimanere fuori dal progetto di moratti e arbitra finalmente una buona partita. Al settimo minuto Molinaro serve Nedved che mette al centro un delizioso pallone. Del Piero ci arriva e colpisce male, anche e soprattutto per colpa di Maxwell (se non avesse tirato, qualcosa da recriminare c’era). Camoranesi alza una palla per Brazzo ma ci arriva Alex che mette dentro ma Re Davide è lontano. Secondo coccolone per i merdazzurri. Un paio di punizioni alte di Alex che sembra aver smarrito la concezione dei nuovi palloni: troppo leggeri. Lo ha capito Chivu ma in porta c’è Buffon al quale si può segnare soltanto da 50 centimetri, non più lontano di così. Unico brivido un cross di Jimenez ciccato da Burdisso e parte alta della traversa di Stankovic, molto stanko(vic). Brazzo e Grygera spingono regolarmente sulla destra, Molinaro è più timido, Nedved si accenta spesso. La chiave, fin dalle prime battute è evidentemente Camoranesi. In dribbling insuperabile, occhio di lince riesce a smistare con tranquillità. Ha le spalle coperte da un Sissoko in forma strepitosa. Quanto è importante Momò per la Juve!!! Dietro, la Juve non rischia nulla. Intanto fioccano i gialli: Molinaro per fallo tattico (giusto), Chivu da tergo e in ritardo su Camo (diciamo arancione), Materazzi su Alex (uno dei dieci interventi pericolosi del macellaio dell’inter, poi graziato da Farina).

Il secondo tempo è un legittimare la presenza costante della Juve nella metà campo merdazzurra. Alex e David fanno quello che vogliono. Dopo 23 secondi Nedved potrebbe aprire i giochi ma il suo tiro su cross di Grygera è parato da Julio Cesar. Calcio d’angolo pericolosissimo ma l’intertriste si salva. Ennesimo calcio d’angolo, l’intetriste rinvia (come tutta la partita), Molinaro poco dietro la linea di metà campo imbecca David che non ci arriva, la palla filtra e c’è Camoranesi che guarda in faccia Julio Cesar e infila sotto le sue gambe. Apoteosi bianconera, ancora lui, sempre lui a firmare la prima rete. Juve in vantaggio, come due anni fa, come negli ultimi 110 anni. Juve sull’1-0 meritatamente. E la cosa che più piace ai milanesi juventini è che la Juve ha solo iniziato a macinare palle gol. Del Piero potrebbe raddoppiare ma tira alto. Legrottaglie sbaglia mira su corner. L’intertriste non reagisce. Sissoko e Camo al centro sono insuperabili. Grygera e Brazzo chiudono ogni spazio e ripartono con velocità. Del Piero continua ad umiliare macellazzi con dribbling cui il-marco-macellaio risponde con falli, solo falli. Al 63′ Camo è sulla sinistra, si accentra e trasmette in verticale ad Alex che viene incontro e con un tocco che solo il genio della lampada di Aladino può immaginarsi mette Re Davide davanti a Julio Cesar: secondo acuto. Uno schiaffo incredibile. La telecamera e Caressa sono in visibilio, mentre Trezeguet mostra i suoi occhioni e il suo sorriso a tutto San Siro che si ammutolisce: troppo forte lo schiaffo, troppo forte l’ennesima delusione. La Juve è avanti nel risultato ma soprattutto nel gioco. Comanda, rischia quasi nulla e sembra non volersi fermare. Piagnisteo è un mago della panchina: come indovina lui le cazzate, nemmeno Candido-Cannavò sulla Cazzetta-Rosa. Toglie Jimenez per Suazo consegnando alla Juve definitivamente le chiavi del centrocampo e offrendo ai bianconeri le ripartenze più belle di questo campionato, e dimostrando al contempo un progetto che non è mai esistito. Si va a braccio, con al disperazione di cambi mai ragionati e fatti come dice Lino Banfi a chezzo-di-chene. Altro cambio: Maniche per Cruz (perchè? quale senso? metti le tre punte e le togli subito dopo quando il risultato è ancora più pesante?). E poi l’assoluta genialata: Balotelli dentro, largo sulla destra. Cioè: un centravanti puro schierato largo. Cioè ancora: non Crespo che è un’animale di area di rigore (visto e considerato che gli ultimi minuti è inevitabile l’arrembaggio dello squadretta di moratti, in visto molto sciupato ieri sera) ma Balotelli (il giovane più sopravvalutato che si è macchiato di una dichiarazione da urlo in settimana “se fossi al Milan….”). Grande Piagnisteo, sei un grande: non andartene mai da quella panchina, l’italia perderebbe un motivo per ridere ogni domenica. Ma torniamo alla gara. Contropiede magistrale che fotografa la partita intera: Trezeguet scambia per quattro volte consecutive con Del Piero avvicinandosi all’area avversaria, mentre Burdisso soffre di mal di testa a furia di rincorrere un pallone che non toccherà mai, ora su David, ora su Alex, di nuovo su David, di nuovo su Alex. I due centravanti sembrano non decidere ancora chi dei due firmerà il tre-a-zero, poi Alex sciupa tutto buttando la palla sulle mani di Julio Cesar. Poco prima aveva ubriacato ancora macellazzi sulla destra presentandosi a tu-per-tu col portiere merdazzurro sciupando ancora. Ci aveva provato addirittura pure Sissoko, replicando alla grande bordata del primo tempo col risultato simile: palla che si schianta sui difensori. La Juve è padrona assoluta, la formazione è azzeccatissima e Ranieri cambierà soltanto al 74° con l’ingresso di Iaquinta per un Trezeguet stanco (che partita di vero cuore, a rincorrere e a proporsi) e poi con Nocerino al posto di Nedved (fischiato da San Siro, che goduria!). C’è il tempo per l’unico errore di Molinaro sulla fascia con gol da 30 centimetri di Maniche. Ed è la beffa più atroce, perchè San Siro ci crede davvero alla rimonta. Così come per questi 110 anni, così come contro il Liverpool. Ma il risultato è sempre lo stesso: delusione, delusione, profonda delusione. Quella che si legge negli occhi di un presidente che mastica molto amaro. Quella di tifosi che si chiedono cosa hanno fatto di male per meritarsi tutto questo.

Ma la serata non è finita: strepitosa la prestazione di Piagnisteo-Mancini durante le interviste. Esordisce così: “Beh il gol in fuorigioco netto ha condizionato la partita!”. Poi replica “Si, la Juve dopo il gol irregolare ci ha schiacciati”. E Ibra domanda “Hanno segnato in fuori gioco?”. La risposta è una: “Sì, abbiamo segnato in fuorigioco con Camoranesi. Abbiamo replicato con Trezeguet e sfiorato almeno altre tre volte la rete. Abbiamo dominato in ogni parte del campo e concesso solo qualche punizione. Abbiamo continuamente saltato l’uomo. E soprattutto: è stato più facile di quanto previsto.!”

Empoli-Juventus 0-0

Marzo 20, 2008

Molto molto molto arrabbbbiato (sì, con quattro “b”!): partita molto molto molto bbbrutta (sì, con tre “b”!). Chiariamo subito una cosa: se non si vuole vincere basta dirlo, alla stampa, ai tifosi, e non succede nulla, tanto si è già visto abbastanza con minimo-moratti, guido-rossi e lo splendido berlusconi e il suo stellare milan. Basta dirlo perchè da Empoli si deve tornare con tre facili – ripeto FACILI – punti. Perchè si deve tornare convinti di un posto in Champions, viste le cadute rovinose di Fiorentina e Milan (appunto!). Perchè sabato c’è una sfida complicata contro chi ha comprato i diritti-del-torneo-aziendale (mi pare che molti continuano a chiamarlo scudetto, mi pare!). Questo zero-a-zero mi fa molto riflettere: per carità, si può pure pareggiare ma non in questo modo.

Punto primo: la principale colpa è dei ragazzi scesi in campo, tranne al più un Alex Del Piero da incorniciare. Camminavano, non hanno lottato, troppa sufficienza, troppo poco spirito Juve. Il turno di sabato è un falso pensiero: con i risultati maturati già nel primo tempo, la Juve doveva correre, segnare e segnare e portare a casa praticamente la qualificazione in Champions (perchè 7 punti sui viola e 11 sui rossoneri a 9 giornate dal termine… bèh è chiaro, no?). Invece dobbiamo ancora sudare e il calendario è molto difficile: c’è l’inter-cettazione, poi i rossoneri, quindi le peggiori squadre che lottano per non retrocedere (Parma e Catania), ancora la Samp alla 38°. E in mezzo una Lazio gasatissima che sembra aver ritrovato ossigeno e i suoi interpreti migliori (Rocchi, Pandev, Behrami, Ledesma e uno scatenatissimo Rolando Bianchi). E’ dura ragazzi.

Punto due: san-siro o non-san-siro, Mr. Ranieri sballa completamente di capoccia. In quel Castellani dove avevamo timbrato forse la peggior partita dell’anno, Claudione schiera una formazione sperimentale a centrocampo e paga carissime queste scelte. Poco azzeccate. Poco poco. Tiago non può giocare con Nocerino: si pestano i piedi e questo lo si è già visto in passato. Hanno lo stesso passo (parlo con la palla al piede) e insieme poca fisicità. In più il portoghese ce la sta mettendo tutta per farsi cacciare già ad Aprile: svogliato, non corre, sbaglia stop e passaggi, mai incisivo. Peccato perchè col Napoli si era meritato quasi un 7. Camoranesi torna decaparecido, almeno per un tempo. Bocciato. Come bocciato è Molinaro: se stava male non doveva giocare, peggio se stava bene (e qui Ranieri spreca un cambio già nel primo tempo). E bocciato è pure Iaquinta: dopo Napoli doveva giocare a mille per trascinare la Juve alla vittoria, invece gioca col freno a mano tirato. Solo Del Piero si salva, solo lui lotta, solo lui sa cosa vuol dire indossare la maglia della Juve ma è troppo solo. Perchè Palladino in panca? Perchè Trezeguet non schierato (visto che è l’arma in più della Juve sempre e comunque)? Perchè non l’inserimento di Momò al posto di Nocerino, per dare più libertà a Tiago? Perchè Nedved solo al minuto 82 (e sì che da lì la Juve ha iniziato a macinare le uniche azioni pericolose del match)? Ranieri, per la prima volta, nell’occhio del ciclone.

C’è un solo modo per giustificare questa brutta prestazione: vincere a San Siro, o pareggiare ma giocando benissimo (non bene). A quel punto potremmo dire che la Juve si era risparmiata. Ma se non arriva la vittoria… c’è molto da riflettere, proprio in chiave futura. Il prossimo anno ci saranno partite importanti da giocare: domenica, poi mercoledì, quindi di nuovo domenica. E la Juve non può permettersi di correre a corrente alternata. Signor Ranieri: ha la mia massima stima e fiducia, però a questo punto da qui fino a maggio servono risposte concrete, altrimenti – forse è la rabbia che passerà, ma una puntina di verità c’è e c’è sempre stata – un pensierino al Prof. Marcello Lippi, oltre che i tifosi, lo farà pure la società.

P.S.
A volte però queste partite e queste bruttissime figure servono, eccome se servono. Dopo la Coppa Italia si decise il futuro di Almiron. Dopo questa partita si è scritto definitivamente il futuro di Tiago (mancano 9 giornate, poco per convincere società e tifosi che può tornare utile). E si è pure capito che quel Marchisio (migliore in campo insieme ad Abate) è già da Juve (proprio al posto di Tiago). Nota positiva: entra Giovinco e fa venire due coccoloni alla retroguardia bianconera con due accelerazioni e una invenzione spaventosa. Anche la Formica Atomica la vogliamo a Torino a giugno, senza discussioni. Claudio e Sebastian: vi stiamo aspettando.

Genoa-Juventus 0-2

Marzo 11, 2008

Partita semplicemente fantastica: viva, dura, cattiva per certi versi, così come la Juve doveva essere, così come la Juve dovrà essere d’ora in avanti. Non si può sbagliare: siamo la Juve. Non si può perdere: siamo la Juve. Si deve solo vincere, e se si può anche convincere: siamo la Juve. Semplicemente: siamo la Juve. Questa è una frase molto ricorrente in 108 anni di storia gloriosa che nessuno minimo-moratti o guido-rossi potranno mai scalfire. E la Juve dopo un capitombolo (piuttosto veritiero, al contrario delle cadute contro Udinese, Napoli e Reggina) si rialza, più forte di prima, più arrabbiata di prima, più convinta di prima.

Innanzitutto sono andato a leggermi pagelle e commenti della Cazzetta-Rosa: appena sufficienti, ciò vuol dire grande gara dei bianconeri. Ha ancora una volta Ranieri: per spirito, per come ha spronato in silenzio la squadra, per scelte sempre (ancora di più) azzeccate. Iniziamo dall’uomo partita: Grygera, il ceco costato zero euro, acquistato già in quel gennaio dove la Juve riempiva gli stadi di una serie cadetta che aveva tutta l’aria di essere la vera Serie A. Piazzato a sinistra (bella la battura di Mr. Ranieri “ci ho messo 8 mesi per capire che era un terzino sinistro!”) firma una gara da 8: copre e spinge, crossa, segna e serve un assist magistrale a David (c’erano dubbi che tornasse al gol?). A sinistra, dove forse si trova meglio: sulle corsie può giocare con più tranquillità e dosare le proprie forze, non è tagliato per giocare centrale. L’altro desaparecido di giornata è David Trezeguet: a furia di rigori Ibra rischia di vincere la classifica cannonieri, mentre lui la scala come soltanto i grandi maestri del gol sanno fare. Con zampate, di destro, di sinistro, di testa, di rapina, di rovesciata (remember Juve-Palermo?), di mezza girata: ogni modo è buono per poi andare ad esultare. La cosa più stupefacente è il gioco di Trezeguet: rincorre i difensori, scala sulla fascia (a metà del secondo tempo è addirittura scalato sulla bandierina per coprire la posizione di Camoranesi mezzo-infortunato). Incredibile: quando ritrova la condizione, automaticamente firma la rete e una prestazione importante. L’importanza di questo giocatore la si sente quando non è tra gli undici in campo: bentornato, ma c’erano davvero pochi dubbi in merito.

Dopo un pò di partite, altra scommessa già vinta da Ranieri è Momo Sissoko, quel coso lungo, alto e grosso di pelle scura che gioca ovunque: lo vedi al centro che svetta di testa, poi insegue il centrocampista, poi chiude a sinistra, subito dopo a destra vicino la bandierina a contrastare l’avversario. E’ l’unico in grado di pressare due giocatori contemporaneamente: capacità polmonare spaventosa. E’ ancora acerbo, si vede, ma la materia prima c’è tutta: troppo irruento alle volte (pare la brutta copia di Davids, che è un bel complimento), tecnicamente apprezzabile, con una grinta ed una personalità che fanno sperare per il futuro. Momo oggi è praticamente insostituibile per tanti motivi, a farne le spese (almeno in questo periodo) è stato Nocerino ma la loro staffetta in mezzo al campo è salutare per la Juve. Altra nota positiva: la difesa Juve è compatta purchè siano presenti Legrottaglie e Chiellini al centro. Questi due insieme a Buffon sono la tripla meno battuta del campionato (non difesa complessiva, ma tripla): altra stregoneria di Ranieri.

E passiamo alle note negative: Zebina, Legrottaglie e Camoranesi non ci saranno col Napoli perchè squalificati. Mancherà pure Zanetti e pare per un periodo che va dalle tre settimane alle cinque (speriamo sia solo un brutto spavento): i suoi dolci e deboli muscoli hanno ceduto ancora una volta, peccato!

E passiamo alle cazzate: in sede di commento, la Cazzetta-Rosa ha sottolineato come la Juve sia stata aiutata dagli arbitri, non specificando in quale maniera però. Gol di Trezeguet regolare, ammonizione inesistente per Legrottaglie (l’avrebbe meritata forse in seguito), cartellini gialli giusti per i grifoni e i bianconeri. Nessuna protesta da casa Genoa, nemmeno dal vulcanico presidente che ha ammesso “la superiorità in fatto di rabbia da parte dei bianconeri, e la maggiore classe presente in campo a favore di questi ultimi!”. Ma la Cazzetta-Rosa insiste: Juve aiutata! Non solo: adesso pure la Roma rischia, e pesantemente. De Rossi verrà multato e deferito per aver detto la verità, come già successo a Totti. Abete si affretta a dire ogni volta (vedi tu chi glielo chiede) che “il campionato è assolutamente regolare” (ma il senso è forse da attribuire alla regolarità con cui si stanno giocando le partite, cioè domenica dopo domenica, non certo in fatto di episodi tutti a favore dell’intertriste, almeno credo e spero!). E intanto ogni pagina della Cazzetta-Rosa reca un annuncio di protezione in stile WWF per moratti, per i centro anni dei merdazzurri, per il povero Facchetti (colui che telefonava piangendo per un posto in Champions ai danni del Parma di Prandelli, per essere chiari; o quello stesso Facchetti che patteggiò per i passaporti falsi di Recoba e Veron; o quello stesso Facchetti che insabbiò tutte le malefatte di bilanci, venute a galla la scorsa estate!). Triste realtà. Meno male che c’è la Juve: mentre le milanesi tentano di contendersi il primo posto cittadino, l’unico posto indiscutibile è quello della Juve a livello nazionale.

Juventus-Fiorentina 2-3

Marzo 3, 2008

Risultato bugiardo? No, risultato strano. Tutti i meriti possibili ai viola e soprattutto a Cesare Prandelli: grande stratega, sta dimostrando di meritare una squadra di altissimo livello (livello al quale sta portando dal nulla i viola). Però la Juve ha offerto il fianco, l’altra guancia, tutto quello che c’era da offrire. Poteva già chiudere il match a 4 minuti dall’inizio della partita, poi con Palladino, poi ancora con Trezeguet. Invece è andata diversamente.

Le maggiori colpe sono chiaramente di Ranieri: abbiamo pagato 400 mila euro il prestito di Stendardo, professione difensore centrale per lasciarlo in panchina e mandare in campo uno spentissimo Grygera. Il ceco non può giocare centrale, non ne ha la stoffa, non ne ha l’attenzione e la giusta caparbietà fisica. Sua la colpa del primo gol (salito in ritardo), sue altre mille colpe su palloni persi o giocati male. Grygera in campo significa insicurezza totale per la formazione bianconera. Chissà come sarebbe andata con Stendardo. Il primo ad andare in perenne difficoltà è stato Legrottaglie, costretto a giocare un doppio ruolo: il suo e coprire i buchi di Grygera. Ranieri dovrebbe ammettere l’errore e non riproporlo più, per esempio già domenica contro un Genoa lanciatissimo (a parte la sconfitta di ieri).

Per il resto i bianconeri dimostrano due cosette: la prima è una preoccupante assenza degli attaccanti alla manovra e quindi alla finalizzazione; la seconda è un centrocampo ritrovato, ritrovatissimo. David Trezeguet soffre fisicamente e lo si vede, in più è raramente messo in condizione di battere in porta. Iaquinta soffre del problema alla schiena e in campo non è il solito Vincenzone. Del Piero non può portare la croce ogni santissima partita e allora bisognerebbe cambiare qualcosina. Per esempio dando fiducia a Palladino seconda punta, vice Del Piero: ne ha i piedi, ne ha la giusta personalità. In coppia con Iaquinta o Trezeguet. Oppure, vista l’astinenza, mandare in campo tre attaccanti: Trezeguet boa centrale, Iaquinta e Palladino più larghi. Un vero 4-3-3 con una cerniera di centrocampo composta da Zanetti, Sissoko e Camoranesi. Questa possibilità non è remota, anzi concretissima. Sissoko gioca per tre pressando due avversari per volta, recuperando o interrompendo una quantità industriale di palloni e azioni, persino rilanciando la manovra. Mai acquisto fu più azzeccato, e siamo solo all’inizio. Ha addirittura trovato il gol. Senza dimenticare che in panchina c’era lo Sceriffo Nocerino, uno che di corsa e quantità ne sa qualcosa. Perchè insistere con esperimenti il 2 di marzo? Va bene all’inizio, ma adesso è ridicolo. Stupisce questa testardaggine di Ranieri. E peccato perchè la sconfitta è frutto di queste scelte poco azzeccate. Adesso c’è un tour de force incredibile: Genoa, Napoli, Empoli e Inter. Non possiamo più permetterci di perdere punti, ne servono tre per ogni match altrimenti rischiamo di perdere pure il treno UEFA. Ok sognare, ma la Juve ha sempre dimostrato concretezza e solidità. Bisogna ritrovare queste doti. Una giornata favorevole l’abbiamo trasformata in un disastro: rimonta e rimontati a 1 minuto dalla fine. Che peccato.

Comunque, anche questa giornata ci lascia in eredità una verità: SERVONO ALMENO DUE DIFENSORI, uno di valore assoluto al posto di Legrottaglie, un altro che possa andare in panchina ma dimostrarsi altrettanto importante (c’è già ed è Mellberg). Serve uno da affiancare a Chiellini (inamovibile lì al centro). Serve pure un terzino sinistro in grado di dare il cambio a Molinaro. Secco deve muoversi in fretta, altrimenti il prossimo anno…

Juventus-Roma 1-0

Febbraio 17, 2008

Che Juve, pazzesca! Alex Il Grande firma e sigilla una prestazione maiuscola: abbattuta la Roma per mole di gioco, per sagacia tattica, per uno-a-zero, tanto vale pure la sfida Del Piero contro Totti. Uno che fa la differenza sempre e comunque, e uno che si limita a qualche bella giocata l’anno. Uno che fatica, corre, si sacrifica, prende palla e calci, segna. E uno che che la differenza non l’ha mai fatta, specialmente nei big match, sempre bui, sempre prestazioni mediocri, da uno senza personalità, specialmente fuori casa: senza Roma-città, nessuno.

Partita vinta già a tavolino – intendiamoci, non come l’intertriste – con Ranieri abile stratega e mago della pretattica: “Non escludo il tridente”, invece è più che tridente. Nedved a sinistra e Camoranesi a destra con il solo Martello Zanetti in mezzo. Due false ali che però lo diventano, che però si accentrano, che però corrono e ripiegano. Impressionante il lavoro di Trezeguet senza palla: chiude a sinistra, chiude a destra, rincula e inizia il pressing su Mexes o Ferrari. Incredibile quantità di Iaquinta, abile pure spalle alla porta, abile a congelare palloni e addirittura buon incontrista nella propria metà campo. Una Juve così non si vedeva da 12 anni, praticamente dal trio delle meraviglie Vialli-Ravanelli-Del Piero. Il terzo c’è ancora, lassù dove nessuno può più arrivare: quota 545 partite (a 552 c’è solo Scirea, ormai ad un passo), quota 230 gol! Il rientro di Chiellini ha dato una chiusura netta alla difesa: chiusura in tutti i sensi, palle alte calamitate manco fosse il magico Kobe dell’NBA, palle basse lottate e acciuffate ora su Totti (impalpabile) ora su Perrotta, ora su Taddei. Ne beneficia Legrottaglie, che ogni tanto concede qualche sbavatura, così per ricordarci di quanto siamo labili e proprio per questo ancora più forti.

Abbiamo venduto Zambrotta azzeccandoci ancora una volta: Molinaro corre per tre sulla sinistra, annullando Taddei (mai sul fondo, mai vincente sull’uno-contro-uno) e offrendo la solita sovrapposizione ad un Nedved stratosferico. C’è molto da migliorare in fase di cross, mentre la novità è la solidità difensiva acquisita dal 23enne prodotto Juve. Sta offrendo una serie di prestazioni incredibili, e proprio per queste sue caratteristiche ricorda molto il primo Zambrotta-Juve. C’è da sperarci.

Camoranesi-Nedved è un discorso a parte: oltre i 30 anni per tutti e due, per Pavel sono quasi quasi 37 ma le gambe girano a mille. Dribbla, chiude, riparte, affonda, tira, abbatte De Rossi con una fucilata che ha incuriosito mezzo stadio (chissà dove andava a finire?!), recupera palloni e guadagna la punizione decisiva. Esce stremato ma tra gli applausi generali durati oltre un minuto. Nemmeno Asimov avrebbe potuto scrivere di un robot simile. Il genio italo-argentino è il crocevia di ogni manovra bianconera. Attira su di sè Tonetto e Mancini e De Rossi, saltandoli costantemente. Si accentra, nasconde palla e serve ottimi filtranti per Del Piero e Iaquinta. Va al tiro, serve un buon assist: esce per problemi alla schiena e la sua assenza nella ripresa si sentirà… eccome si sentirà.

Il discorso tre punte è un discorso lungo, laborioso: a tratti spettacolare, a tratti sembra giocare col 5-5-5 di Oronzo Canà, perchè Iaquinta te lo ritrovi largo o addirittura interno di centrocampo, perchè Trezeguet rincula sul terzino, perchè Del Piero si abbassa fin quasi a fianco di Zanetti. Perchè poi, appena rubata palla, Nedved e Iaquinta, Del Piero e Camoranesi ripartono a velocità NASA, con Trezeguet in area pronto a raccogliere un cross che non c’è da anni (purtroppo per lui!). David sta attraversando un periodo no, manca il gol, forse troppo affaticato dal lavoro in copertura che è costretto a svolgere. Semplicemente – io mi auguro – sta tenendo buoni buoni i gol che servono, quelli pesanti, quelli firmati da David Trezeguet contro le grandi. Intanto ci pensa Del Piero. Ha una occasione, dalla zolla preferita: ogni uomo in questa terra ha pensato “ecco, adesso scavalca la barriera, a giro, lento, morbido come solo lui sa fare!”. Ma osservando bene le direttive di Alex a Camo e Iaquinta, una intuizione era venuta pure a me: che vuole tirare forte basso. Errore: alto e fortissimo, una fucilata, una sassata che rade al suolo Doni che si ritroverà i guanti sporchi di polvere da sparo. La rete si gonfia, quasi si spacca, mentre attorno a quel prato verde è l’apoteosi: c’è il coro “Juve Juve” che impazza, c’è il salto di Cobolli Gigli, l’urlo e il sorriso di Ezio Greggio con il figlio, ci sono le braccia al cielo del Mike nazionale, ma soprattutto la linguaccia del numero 10 per antonomasia, Alex Il Grande, Alex il Magnifico… o se preferite Pinturicchio. Semplicemente Alex, semplicemente stupendo. E’ la decima linguaccia già… già perchè segna sempre, risulta sempre decisivo. Fascia gialla onorata fino al 94′ quando prende ancora calci, quando sorride per decisioni… vabbè lasciamo perdere.

Ma non è finita qui. Che la Juve sia in crescita dal punto di vista mentale lo si capisce da Nocerino: in ombra nelle ultime settimane, ha ritrovato immediatamente continuità e semplicità, dirottato in una posizione non propriamente da centrale (dove soffre un pò) ma da cagnaccio a tutto campo. Morde Tonetto e Mancini, non si lascia mai sfuggire Pizarro. Chiude e riparte sulla destra con forza, grinta. E anche un pò di qualità: stavolta spreca pochi palloni. E attenzione ai cambi di Ranieri: Sissoko e Palladino. Come dire: la Juve d’ora in avanti sarà principalmente questa. In particolare Momò potrebbe davvero essere utilissimo. Macina palloni, li rompe quasi per la foga con cui gioca. Aggredisce al limite del codice penale gli avversari, con la gamba lunga 1,5 metri affonda tackle e recupera quantità industriali di palloni, manco lavorasse a bordo campo. I rinvii di Buffon sono ormai una sicurezza: di testa è imbattibile e di fisico Perrotta davanti e De Rossi dietro non riescono mai a spostarlo. Lo trovi in mezzo contro Aquilani, poi in difesa contro De Rossi, poi contro Mancini sulla destra e quindi a sinistra per guadagnarsi un fallo. Lavoro sporco, insomma, lavoro da Momò Sissoko. Si capisce al contempo il fatto che non ha capito ancora dov’è, dove si trova. Ci vuole tempo, qualche settimana ancora. Già contro la Reggina (Nocerino squalificato) potrebbe andare al centro, debuttare dal primo minuto e iniziare ad entrare ancor più nei meccanismi di un centrocampo che a 3 o a 4 dà ampie garanzie di tenuta.

Ah, dimenticavo: tutto questo… DA NEOPROMOSSA!