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Mercato all’attacco

Maggio 8, 2008

E’ notizia di oggi (ma si sapeva già, potremmo dire): i procuratori di Amauri incontrano i dirigenti rossoneri (gli stessi condannati e poi salvati da un misterioso uomo di nome silvio – scritto minuscolo). Uno sgarbo? Ma figuriamoci: dopo aver fatto il grande salto dal quinto posto al quarto, con relativo furto ai danni dei viola (se giustizia esiste, è Prandelli che dovrebbe disputare la Champions), e dopo aver mandato insieme al cugino minimo-moratti in Serie B la Juve, il milan cerca rinforzi.

Le parole di Zamparini (è più pazzo lui o Rino Foschi?) sembrano lasciare pochi dubbi: “Al 98% Amauri sarà della Juve!”, ma con il mitico Maurizio non c’è da star tranquilli. Vogliono Nocerino, Palladino, Giovinco e Lanzafame, e c’è pure chi giura che Foschi abbia richiesto Alena Seredova. E Secco e Blanc hanno risposto cortesemente: ma vaff…..o. Soldi, Nocerino e può andar bene così. Altrimenti non se ne fa nulla.

Altra spina: Amauri sembra volere 3,75 milioni di euri di ingaggio. Ripeto: 3,75 mln di euro di ingaggio. Ripeto ancora: 3,75 mln di euro di ingaggio. Cioè, qualche spicciolo in meno di Camoranesi e Trezeguet e Nedved. Capito il nesso? Certo che no, perchè nesso non c’è. Amauri se vuole vestire bianco e nero dovrebbe prendere a esempio Vincenzone Iaquinta: uno che quest’anno ha fatto tantissimo parlando poco. O almeno, parlando sul campo. Anzi: correndo sul campo, e segnando pure un pò di reti. Ecco allora la strategia: buono buonino vieni alla Juve, signor Amauri, segni e giochi bene, dimostri il tuo vero valore (un conto è quello con la casacca rosanero, un altro conto è quello con la casacca più prestigiosa al mondo) e poi il prossimo anno si vedrà. La Juve è ferma a 3mln di euro, che già mi sembrano tanti. Insomma: d’accordissimo con Blanc e Secco. Nessuno ci prende per la gola. Abbiamo bisogno di Amauri, ma non estremo bisogno di Amauri.

Anche perchè l’intromissione del milan apre un nuovo scenario. Anzi: rispolvera un vecchio scenario. Riportare all’ovile la pecorella smarrita, di nome Alberto Gilardino. Il più contento sarebbe il ragazzo. E molto più contento il papà: juventino da tre generazioni. Albertone da bambino e in cuor suo (lo ha ammesso al primo anno rossonero) tifa Juve. E allora potrebbe essere una bella idea portarlo a casa. Per due ragioni:

  1. intorno ai 10 milioni si potrebbe chiudere: alzi la mano infatti chi pensa che OGGI valga di più, inutilizzato com’è;
  2. è giovane, ancora qualche margine di crescita, è un alter ego di Trezeguet: potrebbe farne la controfigura in campionato così come in Champions, e potrebbe poi raccoglierne l’eredità considerato che David il prossimo anno avrà 31 anni.

Insomma: negli schemi bianconeri Albertone si integrerebbe a meraviglia. Inoltre aggiungeremmo alla rosa un autentico gioiellino: italiano, giovane, juventino. Ad un costo minore rispetto a quello di Amauri. Con Gilardino in rosa Iaquinta potrebbe trovare più spazio, che non con Amauri.

Amauri sì, Amauri no. Gilardino sì, Gilardino no. Voi che ne dite?

Consigli per gli acquisti: è quasi tempo

Aprile 29, 2008

Ci sono gli Europei e quindi i tempi si dilateranno un pò. Qualcuno vorrà aspettare, qualcun altro vorrà osservare meglio, altri semplicemente si godranno il torneo continentale. Qualcuno dovrà confermarsi, qualcuno dovrà confermare (due concetti differenti).

E la Juve che farà? Si parla di Flamini e la possibilità che la Juve se lo sia fatto scappare: vedremo. Si parla già di Amauri con addosso la casacca bianconera: più che vedremo, mi sento di dire che “lo vedremo”. Si parla di un’altra decina di campioni e nomi vari e sparsi.

O ragioniamo sui nomi, e il discorso si fa difficile. O ragioniamo sui fatti, e allora la logica prende il sopravvento.

La Juve deve prima vendere, o forse svendere. Almiron e Tiago non rimarranno a Torino. Nocerino cambierà aria per motivi fisiologici: rientra Marchisio per giocare, Sissoko è intoccabile, Zanetti sarà beatificato, un altro centrale di grande livello verrà acquistato. Caso difesa: Legrottaglie si merita altri due anni di contratto, Chiellini da lì non si muoverà di certo. Da lì intendo la posizione di centrale difensivo, forse il più forte di questo campionato, considerando molti fattori. A Molinaro serve rifiatare: o scommettiamo su De Ceglie o si acquista Grosso (esperienza e continuità di rendimento). O si cerca un terzino forte, forte, forte: Philipp Lahm, del Bayern Monaco. Se con Zebina non ci sono problemi di spogliatoio (in particolare mi mette paura il fatto che non giochi quando in forma, come ieri e l’altra domenica, sarà successo qualcosa?), lui e Grygera garantiscono una buona accoppiata per la Champions e il campionato. L’uomo in più di quest’anno porta il nome di Salihamidzic: lo metti dove vuoi e gioca in modo splendido comunque. Esterno di destra o di sinistra, terzino, addirittura interno di centrocampo (in emergenza, può stare anche lì). Dubbio Marchionni: verrà sacrificato per Amauri? E le condizioni fisiche? Se sta bene potrebbe essere una pedina importante per far rifiatare Camoranesi, altrimenti meglio cercare un altro obiettivo. Palladino dovrebbe far l’erede di Nedved, e quindi col ceco una staffetta lunga lunga, con Pavel che probabilmente sarà inamovibile solo in Champions (ma chi ci crede?). Se Giovinco rientra, ecco che la rosa della Juve è completa, considerando l’acquisto di Mellberg in difesa, e il rientro (forse, chissà, come, su quali basi) di Andrade. Capitolo Criscito: altra chance? Io sarei tentato per il sì, accanto a Chiellini o Mellberg, ma Ranieri credo abbia bocciato il giovane virgulto. Manca di personalità? Certo che no: manca, fortissimamente manca di esperienza. E allora un altro anno al Genoa potrebbe fargli bene.

Quali acquisti dunque? Amauri è certo. Probabilmente c’è da prendere un forte, fortissimo centrale ma in giro c’è penuria. Chi ce li ha se li tiene stretti. Il sogno Lampard è sempre più acceso. Difficile realizzarlo. Flamini sarebbe un buon colpo: si integra alla grande sia con Sissoko sia con Zanetti. Come esterni i nomi più gettonati sono Capel e Mancini della Roma, ma io rischierei di non comprare nessuno in quella zona per far crescere Giovinco e Palladino. E poi c’è il nodo Iaquinta: che sia in discussione mi fa ridere. Che sia sul mercato è impensabile. Se però un pò di voci lo vogliono lontano da Torino qualche verità dovrà pur esserci. Iaquinta è prezioso: non rompe le scatole, entra, segna, è duttile sul piano tattico.
Ultima considerazione: che Juve ci dobbiamo aspettare? Tutta avanti, magari col tridente impiegato sempre più spesso? (Amauri, Del Piero, Trezeguet, Giovinco, Iaquinta: 3 in campo e due in panchina). O il solito 4-4-2 con la variante dell’esterno sinistro che potrebbe essere Palladino o Giovinco?

Giovinco entra, Giovinco risolve ma…

Aprile 6, 2008

Entra Giovinco e occupa la fascia sinistra. Poi si accentra, si porta dietro almeno due avversari, saltandoli costantemente. Ottimo scambio con Vannucchi, Giovinco lo mette davanti il portiere, gol e Empoli che vede la salvezza.

Il “ma” del titolo è riferito al fatto che la Formica Atomica è costretto alla panchina per 70 minuti e passa ma per quale motivo? Perchè torna Cagni e lo deposita in panca? E’ il valore aggiunto di questo Empoli, assieme a Vannucchi: perchè tenerlo fuori? Dall’ingresso di Giovinco il Torino è andato costantemente in difficoltà: non l’hanno mai visto nè preso. Almeno due numeri di alta scuola sulla sinistra. Ha dimostrato nei minuti finali una personalità mostruosa andando a calamitare ogni pallone, affrontando fisicamente gli avversari nel tentativo di addormentare la manovra. E ci è pure riuscito. Ho osservato una seconda cosa, molto triste: a Giovinco fischiano a favore soltanto la metà dei falli che riceve. Non significa nulla se è piccolino, se è magrolino: se riceve fallo, è fallo punto e basta.

Il prossimo anno lo vogliamo vedere a fianco di Alex e David. Juve: riportacelo a casa!

Nessuna pena

Marzo 30, 2008

Nessuna pena: è la prima cosa che ho pensato rientrando a casa, accendendo la tv per seguire la Juve e trovare i presidenti che raccontavano quello che è accaduto. Nessuna pena e nessun motivo per fermare un match di calcio. Il calcio è passione e divertimento, se qualcun altro ci vuole marciare su per sfogare remore personali o per sfogare una settimana di lavoro pesante o qualsiasi altra cosa, è bene iniziare a ragionare con “peggio per loro, che si ammazzino tutti a vicenda e si levino presto dalle scatole.” Io non ne posso più, sul serio. Sono a Pisa da 4 anni e ogni volta che penso di andare a seguire la Juve qui in Toscana mi vengono i brividi e rinuncio, rinuncio di andare allo stadio perchè ho una paura spaventosa che mi succeda qualcosa di brutto. E ora mi sono rotto proprio le palle, fatico pure a seguire le partite e quello che succede dopo, con le moviole asfissianti, con tutti quelli che si professano onesti o con altri che accusano così facilmente e così pericolosamente.

Ma vaffanculo a tutti questi che non sanno cosa è il calcio. Ma vaffanculo a questi che non si chiamano tifosi ma solo bestie. Anzi nemmeno le bestie pensano queste cose. Ma vaffanculo a tutti.

No, no, nessuna pena: spero che questa gente si ammazzi a vicenda, meno ne rimangono meglio è!

Movimenti di mercato

Marzo 26, 2008

Siamo alla fine di marzo, nulla è ancora deciso ma i nomi fioccano, sono tanti, alcuni verosimili, altri veritieri, altri ancora del tutto inventati o inaccostabili alla formazione bianconera. Tuttavia, alcune certezze sono lampanti, inutile dire il contrario, anzi sarebbe grossolano e dannoso per la società dire il contrario. Infatti, nessuno sta dicendo che “non servono acquisti”, ma è pur vero che sarebbe stupido fare dei nomi. Da Buffon a Del Piero, da Camoranesi a Chiellini, passando per Ranieri, Secco, Blanc e Cobolli Gigli: servono almeno due grandi acquisti, forse tre o quattro se si riuscisse a finire il campionato in una certa maniera (per esempio acciuffando il secondo posto, o arrivando ad 1 punto da questo traguardo, magari battendo pure il Milan e inanellando un paio di vittorie consecutive). Siamo a marzo – dicevo – ma alcune conclusioni sono state già tratte, molto ben delineate:

  1. Tiago e Almiron: mai più esperienze simili, hanno sfoderato l’inimmaginabile, sorprendendo pure me, soprattutto il primo, poco il secondo. Andranno via, si spera in Tottenham e Monaco, e si spera di recuperare il più possibile dai soldi spesi a luglio. Fuori due centrocampisti dunque, rimpiazzati entrambi da un Sissoko in veste di “manna dal cielo” e da un Nocerino sorprendente. Ma serve più qualità, molta qualità e un paio di rimpiazzi sulle fasce. E allora salta a mente il nome di Palladino: bisogna convertirlo definitivamente ad esterno d’attacco oppure bisogna prendere un nome forte per la fascia, visto e considerato che un vice-Nedved serve come il pane? Un nome su tutti: Diego Capel. Un rimpianto: Marchionni. Sulla destra, Marcuccio potrebbe fare sfracelli. Alcune buonissime prestazioni quest’anno, alcune meno buone, ma tanti troppi infortuni. E’ il cruccio: destra o sinistra per Marchionni va bene, è un ragazzo anche molto ben disposto ad aspettare il turno (detto in altro modo non accade il finimondo se si accomoda in panca). Vanno valutate le sue condizioni. Il centrocampo è comunque un settore da puntellare: Lampard è il sogno, il massimo cui possiamo aspirare, viste le condizioni e le prestazioni di Sissoko… mamma mia che coppia, con Marchisio e Zanetti e Nocerino ad attendere il proprio turno. Altri obiettivi: Flamini (a costo zero, sarebbe un altro colpo incredibile). Per il futuro: Marchisio e Cigarini (è un ragazzo che Ranieri conosce benissimo e sta dimostrando in Serie A ma soprattutto con l’Under 21 di essere già pronto per la cabina di regia di qualche grande squadra).
  2. Legrottaglie e Andrade, ossia chi ci sta salvando (letteralmente) e chi ha abbandonato la barca per un clamoroso flashback-della-sfortuna: Nick si è guadagnato un altro anno con la Juve, anche se con tutta probabilità da protagonista part-time; Andrade dovrà riprendersi, curarsi, e dimostrare (visto che in tre partite è ingiudicabile) di poter meritare una chance. Proprio stasera guarderò il match Brasile-Svezia e con attenzione scruterò le mosse di Olof, il gigante svedese che abbiamo acquistato a parametro zero, ossia Mellberg. Barba, sguardo da duro, piedi discreti, esperienza discreta. Ci tornerà utile, molto utile in coppia con Chiellini (e chi lo sposta dal centro Giorgione, uno che se non va agli Europei insieme a Del Piero mi costringerà a tifare Francia o Inghilterra ques’estate, senza rimorso alcuno). Ma anche in questo reparto servono nomi, rinforzi, freschi e di qualità. Obiettivo principale: esterno sinistro da affiancare a Molinaro. Cristian ha pienamente meritato l’essere titolare indiscusso, con tanta tanta corsa e margini di miglioramento. Con Ranieri ha già eseguito dei buoni passi in avanti, per esempio dal punto di vista della disciplina tattica (mantiene la posizione, spinge quando deve spingere, copre quando deve coprire) e dal punto di vista della fase difensiva (lo ricordate ad inizio torneo? adesso è praticamente quasi insuperabile, sì insomma lo si incoraggia con queste parole). Serve un ricambio: secondo la mia filosofia, dovremmo riportare alla casa madre De Ceglie che col Siena e anche con l’Under si sta dimostrando un giocatore di grande prospettiva. Oltre tutto riesce a coprire più ruoli, praticamente tutta la fascia, in difesa o a centrocampo non è un problema per Paolone. Insieme potranno non pestarsi i piedi più di tanto e crescere. Considerando pure che Molinaro potrebbe essere il titolare a metà settimana, e De Ceglie potrebbe far pratica in campionato, ottenendo la domenica più spazio. Quesito: e Criscito? Non merita un chance importante, adesso che con Chiellini e Mellberg il reparto appare più quadrato? Io la chance la darei volentieri, basta mettersi d’accordo con Mimmo sul “non puoi giocare novanta minuti ogni domenica, ma certamente avrai le tue opportunità” (tra squalifiche, Champions e campionato, Coppa Italia). Perchè no? Altri nomi in lista: a me non ne viene nessuno in mente, e chiaramente obiettivi importanti richiedono importanti esborsi. Consideriamo pure la crescita di Grygera, o forse il suo definitivo inserimento nella rosa e in Serie A: destra o sinistra non fa differenza, è importante avere uno come lui. Con la conferma di Zebina, il reparto richiede al massimo un grande nome, ma grande. Altrimenti può bastare così (tanto per vincere serve un altro anno di pausa, in tal senso, Buffon docet).
  3. Trezeguet, Del Piero, Iaquinta: questi sono i cannonieri Juve al momento. E che nomi: un vice-campione del mondo, primo cannoniere straniero della storia bianconera. Il più grande in assoluto della storia bianconera, e uno che è campione-del-mondo, un gran bel ragazzo (mai una parola fuori posto, sempre grande cuore e attaccamento alla maglia) e un autentico carrarmato per ogni evenienza. C’è pure Palladino da inserire nella lista degli attaccanti, ma qui il discorso si fa più complicato: come seconda punta è stato quasi mai impiegato (Juve-Reggina, Empoli-Juve). Ha segnato poco anche se ha offerto buone prestazioni sulla destra o sulla sinistra. Da questo punto di vista merita la riconferma: la sua duttilità tattica è impressionante, certo un pò di dubbi nascono sulla sua continuità. Ha steccato un paio di match, partendo dall’inizio però dobbiamo pure ammettere che non è facile: al primo anno di vera Juve e di vero calcio, con tre mostri sacri davanti a te in attacco, e due giganti come Nedved e Camoranesi, è difficile giocare con tranquillità. Ranieri però pare deciso: vice-Nedved per la prossima stagione, in un ruolo che ad Aladino pare comunque piacere, magari può essere riproposto il tridente e quindi Palladinho può giocare venti metri avanti al centrocampo. In ogni caso il quarto grande attaccante serve per almeno due motivi: c’è la Champions e bisogna far respirare i tre davanti; Alex non può portare la croce una domenica sì e pure l’altra. Quale idea? Alle spalle di Alex DEVE ESSERCI la Formica Atomica: diverte, è un assoluto gigante, ha personalità da vendere, ha piedi delicati e una sfacciataggine incredibile. Se cresciuto a dovere (e qui Del Piero e Ranieri entrano in scena) può davvero diventare l’erede perfetto del nostro capitano. Dobbiamo portarlo alla casa madre e inserirlo pian piano nella formazione. E’ troppo importante, una scommessa su cui puntare assolutamente, e forse se ne stanno rendendo conto pure in società. Giovinco a tutti i costi. E il quarto attaccante? I nomi sui giornali sono principalmente tre: Amauri, Elmander, Huntelaar. Il primo ha già una buona esperienza di Serie A, è molto forte, tecnicamente dotato, può fare la prima punta (vice-Trezeguet), la seconda punta (accanto a Trezeguet). In realtà sembra essere quello più completo in un ipotetico quartetto Del Piero-Trezeguet-Iaquinta-Amauri. Aggiungerebbe peso e brio alla Juve là davanti. C’è la Champions: potrebbe sicuramente farci comodo, ma costa tanto. Prova a ragionare con Maurizio-Pazzo-Zamparini. Elmander è il gemello di Ibra in nazionale, ma chi segue lo sport estero sa bene che ogni giorno si cerca il gemello di Pelè e Maradona e fin qui si è trovato poco in giro. Non ha nozioni di Juve e Serie A, poca esperienza in Champions e se volete anche poca esperienza internazionale. Why? Perchè acquistarlo, visto che comunque non ce lo danno gratis, tutt’altro. Se Amauri costa tanto e serve un corazziere, allora è bene andarci a prendere quello che era già nostro (se Trezeguet avesse abbandonato a Luglio), ossia Klaas Jan Huntelaar, detto The Hunter. Non ho mai nascosto il mio desiderio di vederlo con la maglia bianconera. Mi fa letteralmente impazzire. Brutto a vedersi (intendo il suo gioco), assomiglia a Trezeguet per il modo di segnare (qualunque, e dico qualunque, maniera), per la quantità di reti (in ogni competizione cui ha partecipato… ha vinto la classifica cannonieri, dalle giovanili, all’Olanda, con l’Ajax, con l’Under 21 agli europei, meritandosi di diritto il posto di titolare agli ordini di Van Basten). E’ la classica prima punta, sarebbe il vice David e comunque una pedina preziosissima visto che può entrare a partita in corso e risolverla. Gli bastano pochi palloni, proprio come David. Ah dimenticavo: lo ricordate in Champions? Certo che sì.
  4. Discorso affascinante, discorso a parte. Il 4-4-2 di Ranieri è il più classico che ci sia: due esterni che spingono, due centrali di centrocampo tosti, due fasce di geni, un Del Piero e un attaccante forte. Alludo chiaramente al possibile inserimento di Diego in questo modulo: potrebbe reggere il trequartista con Sissoko alle spalle, ma a questo punto si deve rinunciare a Lampard (ammesso che siamo in corsa per Frankie, ma buttiamola così). Se lo acquisti non puoi certo pensare di vederlo come vice Del Piero, sarebbe ironico nei confronti del talento (indiscutibile) e del pubblico che a quel punto vorrebbe vederli sempre in campo. Acquistare Diego, trequartista per eccellenza, sarebbe come tornare al primo Lippi (analogia che mi stuzzica tantissimo), quando vide arrivare dal Bordeaux un giocatore bizzarro di nome Zidane. Lo posizionò al centro con accanto un mastino (Davids o Conte o Tacchinardi, per intenderci). Quella Juve funzionò, eccome se funzionò. Ranieri dovrebbe riproporre quello schema, variando il suo attuale assetto tattico prediletto. Anche qui servono tanti soldi, e per questo la scelta va ponderata. Fantastichiamo ancora: Diego sarebbe perfetto, aggiungerebbe qualità al centrocampo, è un giocatore che serve le punte come nessun altro, può fare il playmaker, l’inventore. Salta l’uomo e in germania sta dimostrando un feeling particolare col gol (una montagna di reti, per il suo ruolo). Ma se arriva, Giovinco dove lo mettiamo? E’ chiaro che con Diego e Del Piero, Sebastian sarebbe ancora più chiuso. Due ipotesi: la Juve prende Diego e Giovinco si fa un altro annetto in provincia, a farsi ancor più le ossa per rientrare definitivamente come il nuovo Del Piero (a quel punto Alex avrà 34 anni, un bel peso); seconda ipotesi, Diego trequartista e Giovinco a giocare al posto ora di Camoranesi ora di Nedved (un pò come viene utilizzato ora con l’Empoli). Come detto, discorsi affascinanti.

In concreto, la Juve ha bisogno di tre uomini subito, cioè tre mosse da portare a termine prima del ritiro estivo: un centrocampista à là Lampard o Flamini e un esterno di centrocampo, un vice Camoranesi o Nedved. Serve poi un esterno sinistro di grande avvenire e di grande affidabilità (in questo senso pare che De Ceglie sia un pò meno favorito a tornare a Torino, ma di nomi seri non se ne vedono in giro). Quindi, c’è da guardarsi in giro e fare la lotta per un uomo là davanti (la trattativa per Amauri pare intavolata, ma le contropartite tecniche sono oltraggiose, si parla di una richiesta rosanero per Giovinco e Palladino, oltre che di Criscito). Mentre in difesa serve un colpo, un grande colpo. Tutto ruota attorno – credo – ai due nomi più grossi che la Juve intende acquistare. Da lì, scartando il budget, i nomi successivi verranno da soli. Certo è che sarebbe davvero un errore non puntare sui giovani, Marchisio e Giovinco su tutti. La Champions che incombe è una grande vetrina per i big, il campionato potrebbe essere una buona palestra per allevare il futuro. Si deve partire da lì: Buffon insegna, in due/tre anni si vincerà qualcosa, che male c’è ad aspettare un altro annetto, nel tentativo di far crescere nuove leve?

inter-Juventus 1-2

Marzo 23, 2008

Leggendo i giornali, ascoltando i tg non capisco una cosa: dove sta la sorpresa? O meglio, qual è la straordinaria impresa di questa Juve? Riepilogo brevemente: negli ultimi venti anni gli scudetti non si contano più, 1 Champions vinta ai rigori, 3 finali di Champions consecutive (2 perse nel risultato ma non nel campo), 1 Champions persa ai rigori, un paio di Coppe Italia, altrettanto SuperCoppe Italiane, 1 SuperCoppa Europea (quando aveva un suo valore), 1 InterContinentale. Baggio, Zidane (2 volte), Nedved, Cannavaro premiati col Pallone d’Oro. Blocco nazionale campione del Mondo nel 2006 col miglior portiere al mondo (4 anni consecutivi), capitano, miglior esterno destro (Zambrotta) e ultimo grande oriundo (Camo). Tutto questa è stata la Juve degli ultimi vent’anni. E proprio questa vittoria, schiacciante nel carattere e nel gioco, ripropone un mio vecchio quesito: che senso ha Calciopoli? Quale mistisco obiettivo si celava dietro le scelte di moratti e guido rossi? Perchè siamo qui nuovamente a celebrare una Juve superiore e l’ennesima figura di merda dell’intertriste sempre più triste. Una Juve superiore in fatto di squadra e non di organico, superiore in fatto di gruppo e non di singoli. Ma siamo sicuri di questo? Cioè: il colosso Del Piero e il bomber Trezeguet, il genio Camoranesi e l’irriducibile Nedved, il santo Buffon e la roccia Chiellini valgono meno di checca-sanetti ibra cruz suazo chivu macellazzi maicon (uno che già nel nome nasce errato, sapete la storia no?)? Certo che no, e parlano i fatti, anzi proprio nei fatti si trova già la dimostrazione. Del Piero sale definitivamente al primo posto degli juventini, per presenze, già per reti messe a segno, per personalità, per carriera, per numero di vittorie, per una figura sempre e solo positiva, divertente, entusiasmante. Trezeguet non ha eguali: brutto tecnicamente, molto assente nelle partite, sempre in gol, in qualunque modo. Trezeguet è nato soltanto per spingerla dentro: solo sostanza, esclusivamente sostanza. Tanta, tantissima, più di Borel II ad esempio. Buffon propone ai più piccoli il dilemma: sognare da attaccante o da portiere? Nedved mette in discussione il sistema anagrafico della Repubblica Ceca: ammettiamolo tranquillamente, questa persona non può avere 37 anni. Corre, prende botte, le dà pure, si rialza, corre, rincorre, tira, serve palloni, li smista e li tiene con la sicurezza di uno che con quella palla può fare quello che vuole. La cosa più sorprendente è la sua scelta, in ogni minuto di gioco: è sempre quella giusta. Appoggiarla dietro per rilassare la manovra, o accelerare, o proporsi sulla fascia, o accentrarsi per ricevere e scaricare. Incredibile. Camoranesi è un italo-argentino che dell’Italia ha la caparbietà e la fisicità, dell’Argentina il genio assoluto in un piede destro delizioso, leggero, calibrato. Classe pura al servizio di una coda che sventola al centro, a destra e pure a sinistra. Dribbla, recupera palloni, vince contrasti ora contro Cruz scaraventandolo a terra, ora con Ibrahimovic. E’ lui la chiave dell’intera vittoria, la sua posizione e la sua maestria nel mantenere la manovra fluida e tranquilla. Chiellini è una rivelazione, unica. Abbiamo trovato un nuovo centrale, ancora una volta lo avevamo già in casa. Alto, grosso, forte, spigoloso, cattivo, sfrontatamente tranquillo con la palla al piede. Non soffre mai Ibra, meno che meno Cruz. Non perde un contrasto uno, li vince tutti. Di testa è migliorato tantissimo. Mantiene la posizione splendidamente, sembra già un veterano, eppure Chiellini vive al centro da appena 7 mesi. Donadoni non lo convoca e dimostra tutta la sua classe: la quinta elementare, una classe che abbraccia tutti i bambini che ancora devono crescere, tanto tanto tanto. E qui il dubbio che la federazione ci stia mettendo del suo, non solo mi sfiora ma mi colpisce in pieno viso. Fuori Del Piero per qualche mistica ragione di sadomasochismo e di voler ancora una volta dimostrare di quanta pochezza di pensiero e idee stia investendo l’Italia negli ultimi anni, nel calcio e nella vita in generale.
inter merda!

Ma passiamo al match. Non c’è storia. Dopo 17 secondi Maicon firma la sua unica vera discesa in quella fascia molto ben controllata da Molinaro, tranne nel gol di Maniche. Ma poi, il primo quarto d’ora è di marca juventina. Trezeguet e Del Piero fanno girare la capoccia ai difensori merdazzurri, soprattutto Del Piero sceglie macellazzi come suo nemico: lo salta ripetutamente, lo umilia continuamente. Sissoko in mezzo è una manna: corre, rincorre, recupera e contro di lui sbattono avversari e palle rimbalzate verso la metà campo nerazzurra. L’intertriste è pericolosa solo su punizioni gentilmente concesse da Farina, che ha il merito di rimanere fuori dal progetto di moratti e arbitra finalmente una buona partita. Al settimo minuto Molinaro serve Nedved che mette al centro un delizioso pallone. Del Piero ci arriva e colpisce male, anche e soprattutto per colpa di Maxwell (se non avesse tirato, qualcosa da recriminare c’era). Camoranesi alza una palla per Brazzo ma ci arriva Alex che mette dentro ma Re Davide è lontano. Secondo coccolone per i merdazzurri. Un paio di punizioni alte di Alex che sembra aver smarrito la concezione dei nuovi palloni: troppo leggeri. Lo ha capito Chivu ma in porta c’è Buffon al quale si può segnare soltanto da 50 centimetri, non più lontano di così. Unico brivido un cross di Jimenez ciccato da Burdisso e parte alta della traversa di Stankovic, molto stanko(vic). Brazzo e Grygera spingono regolarmente sulla destra, Molinaro è più timido, Nedved si accenta spesso. La chiave, fin dalle prime battute è evidentemente Camoranesi. In dribbling insuperabile, occhio di lince riesce a smistare con tranquillità. Ha le spalle coperte da un Sissoko in forma strepitosa. Quanto è importante Momò per la Juve!!! Dietro, la Juve non rischia nulla. Intanto fioccano i gialli: Molinaro per fallo tattico (giusto), Chivu da tergo e in ritardo su Camo (diciamo arancione), Materazzi su Alex (uno dei dieci interventi pericolosi del macellaio dell’inter, poi graziato da Farina).

Il secondo tempo è un legittimare la presenza costante della Juve nella metà campo merdazzurra. Alex e David fanno quello che vogliono. Dopo 23 secondi Nedved potrebbe aprire i giochi ma il suo tiro su cross di Grygera è parato da Julio Cesar. Calcio d’angolo pericolosissimo ma l’intertriste si salva. Ennesimo calcio d’angolo, l’intetriste rinvia (come tutta la partita), Molinaro poco dietro la linea di metà campo imbecca David che non ci arriva, la palla filtra e c’è Camoranesi che guarda in faccia Julio Cesar e infila sotto le sue gambe. Apoteosi bianconera, ancora lui, sempre lui a firmare la prima rete. Juve in vantaggio, come due anni fa, come negli ultimi 110 anni. Juve sull’1-0 meritatamente. E la cosa che più piace ai milanesi juventini è che la Juve ha solo iniziato a macinare palle gol. Del Piero potrebbe raddoppiare ma tira alto. Legrottaglie sbaglia mira su corner. L’intertriste non reagisce. Sissoko e Camo al centro sono insuperabili. Grygera e Brazzo chiudono ogni spazio e ripartono con velocità. Del Piero continua ad umiliare macellazzi con dribbling cui il-marco-macellaio risponde con falli, solo falli. Al 63′ Camo è sulla sinistra, si accentra e trasmette in verticale ad Alex che viene incontro e con un tocco che solo il genio della lampada di Aladino può immaginarsi mette Re Davide davanti a Julio Cesar: secondo acuto. Uno schiaffo incredibile. La telecamera e Caressa sono in visibilio, mentre Trezeguet mostra i suoi occhioni e il suo sorriso a tutto San Siro che si ammutolisce: troppo forte lo schiaffo, troppo forte l’ennesima delusione. La Juve è avanti nel risultato ma soprattutto nel gioco. Comanda, rischia quasi nulla e sembra non volersi fermare. Piagnisteo è un mago della panchina: come indovina lui le cazzate, nemmeno Candido-Cannavò sulla Cazzetta-Rosa. Toglie Jimenez per Suazo consegnando alla Juve definitivamente le chiavi del centrocampo e offrendo ai bianconeri le ripartenze più belle di questo campionato, e dimostrando al contempo un progetto che non è mai esistito. Si va a braccio, con al disperazione di cambi mai ragionati e fatti come dice Lino Banfi a chezzo-di-chene. Altro cambio: Maniche per Cruz (perchè? quale senso? metti le tre punte e le togli subito dopo quando il risultato è ancora più pesante?). E poi l’assoluta genialata: Balotelli dentro, largo sulla destra. Cioè: un centravanti puro schierato largo. Cioè ancora: non Crespo che è un’animale di area di rigore (visto e considerato che gli ultimi minuti è inevitabile l’arrembaggio dello squadretta di moratti, in visto molto sciupato ieri sera) ma Balotelli (il giovane più sopravvalutato che si è macchiato di una dichiarazione da urlo in settimana “se fossi al Milan….”). Grande Piagnisteo, sei un grande: non andartene mai da quella panchina, l’italia perderebbe un motivo per ridere ogni domenica. Ma torniamo alla gara. Contropiede magistrale che fotografa la partita intera: Trezeguet scambia per quattro volte consecutive con Del Piero avvicinandosi all’area avversaria, mentre Burdisso soffre di mal di testa a furia di rincorrere un pallone che non toccherà mai, ora su David, ora su Alex, di nuovo su David, di nuovo su Alex. I due centravanti sembrano non decidere ancora chi dei due firmerà il tre-a-zero, poi Alex sciupa tutto buttando la palla sulle mani di Julio Cesar. Poco prima aveva ubriacato ancora macellazzi sulla destra presentandosi a tu-per-tu col portiere merdazzurro sciupando ancora. Ci aveva provato addirittura pure Sissoko, replicando alla grande bordata del primo tempo col risultato simile: palla che si schianta sui difensori. La Juve è padrona assoluta, la formazione è azzeccatissima e Ranieri cambierà soltanto al 74° con l’ingresso di Iaquinta per un Trezeguet stanco (che partita di vero cuore, a rincorrere e a proporsi) e poi con Nocerino al posto di Nedved (fischiato da San Siro, che goduria!). C’è il tempo per l’unico errore di Molinaro sulla fascia con gol da 30 centimetri di Maniche. Ed è la beffa più atroce, perchè San Siro ci crede davvero alla rimonta. Così come per questi 110 anni, così come contro il Liverpool. Ma il risultato è sempre lo stesso: delusione, delusione, profonda delusione. Quella che si legge negli occhi di un presidente che mastica molto amaro. Quella di tifosi che si chiedono cosa hanno fatto di male per meritarsi tutto questo.

Ma la serata non è finita: strepitosa la prestazione di Piagnisteo-Mancini durante le interviste. Esordisce così: “Beh il gol in fuorigioco netto ha condizionato la partita!”. Poi replica “Si, la Juve dopo il gol irregolare ci ha schiacciati”. E Ibra domanda “Hanno segnato in fuori gioco?”. La risposta è una: “Sì, abbiamo segnato in fuorigioco con Camoranesi. Abbiamo replicato con Trezeguet e sfiorato almeno altre tre volte la rete. Abbiamo dominato in ogni parte del campo e concesso solo qualche punizione. Abbiamo continuamente saltato l’uomo. E soprattutto: è stato più facile di quanto previsto.!”

Che centenario di merda!

Marzo 12, 2008

Chiariamoci subito le idee:

  • perchè permettere di festeggiare proprio a ridosso di una partita di campionato? Era già chiaro come andava a finire tutto, come peraltro poi ribadito dal presidente Lillo Foti: “c’era una festa e anche l’arbitro ha portato i suoi regali!”. Regali peraltro che si sommano agli infiniti aiutoni degli ultimi due anni;
  • perchè festeggiare con frasi che proprio il presidente merdazzuro minimo-moratti sa essere totalmente false, ingiuriose e totalmente fuori luogo del tipo “La Prima squadra di Milano!”, “Non abbiamo mai avuto problemi di giustizia!”, “La squadra degli onesti!”: mancanza di stile e presa per il culo per chi sa (chiedetelo proprio a Ibra e Vieira) di aver vinto tre patacche (compresa questa di quest’anno e probabilmente le prossime 2 patacche);
  • perchè, soprattutto, prendere per il culo i tifosi che per quella maglia soffrono e inneggiano col cuore: “Faremo l’impresa!”: ma impresa di che genere, SRL o SPA?

Pensiamoci bene: centenario festeggiato con la Reggina (cioè partita modesta per una squadra, quella merdazzurra, modesta) ed ennesima figura di merda in Europa col Liverpool. Come a ribadire quella che è la reale dimensione di una squadra che avrà i piedi ma manca totalmente di testa, di mentalità vincente difficile da allenare o da comprare. Pensiamoci bene: senza gli arbitri italiani l’intertriste ritorna a vecchi lamenti, ormai troppo vecchi e che stanno rivelandosi nella loro piena verità: infondati, inutili, a coprire i propri limiti: l’arbitro ci ha danneggiati! In che senso, scusi signor (si fa per dire, signor!) moratti e piagnisteo-mancini: nel senso che ad Anfill non avete mai superato il centrocampo? Nel senso che avete tirato in porta rarissimamente? Nel senso che le percentuali del possesso palla fanno vergognare il calcio italiano dopo l’impresa della Roma? Nel senso che Ibra senza rigori non la tira dentro nemmeno a forza (leggere regalo di Reina) o che il centrocampo maestoso di cui parla la Cazzetta-Rosa viene messo in ridicolo ogni volta che incontra una grande? E vogliamo parlare delle strategie di Piagnisteo Mancini? Devi vincere la partita e tieni fuori Figo. All’andata, sapendo di difenderti non metti dentro un cavallo come Suazo che in contropiede può far male. Escludi Solari, l’unico esterno che può aiutarti a contenere le avanzate sulla fascia del Liverpool. Insisti su Pelè togliendo un Vieira che sulla fascia proprio non può giocare. Non metti Crespo che al Liverpool ha saputo far male con la maglia dell’altra squadra (a detta degli intertristi) meno prestigiosa. E il nervosismo? Una squadra che si scopre incapace, che scopre che la forza attribuitagli per contratto dalla Cazzetta-Rosa, dalle trasmissioni finanziate da moratti non è così come si scrive, anzi come scrivono. Una squadra campione (si fa per dire) d’Italia costretta a inventarsi un italiano di colore di 17 anni per inserire in rosa appunto un italiano (ammesso di accettare come nostro connazionale una bestia di nome materazzi!).

Eppure questa squadra va capita, aiutata: fanno ridere più loro che Zelig e Colorado messi assieme. Allietano ogni mia domenica, ogni mia Champions. E questa mia felicità si riflette nella rabbia di 80mila intertristi costretti a fischiare Ibra, Vieira e tutti al 70° minuto di gioco, quando si accorgono che i titoloni faciloni della Cazzetta-Rosa non rispecchiano il campo, non rispecchiano la verità. Eppure io sto con loro: ma chi ti ha mai fatto ridere per più di 20 anni, chi se non l’intertriste. Costretta a intercettare e scrivere sceneggiature da Oscar pur di appicicarsi al petto una patacca tricolore mai vinto veramente. Costretta a ricorrere al proprio consigliere uscente Guido Rossi per mandare la Juve in B per poi rivedersela subito dietro al primo anno di A e vanificare il proprio progetto di distruzione. Chi se non l’intertriste ha saputo farci divertire: ricordate l’anno scorso, contro la Roma a San Siro? Tutti pronti a festeggiare lo scudetto e in un colpo solo arriva la prima sconfitta in campionato, perdono l’imbattibilità in casa e tutti gli illustri tifosi arrivati da ogni parte d’Italia costretti ad essere presi ancora per il culo dai romanisti e dall’Italia intera.

Ora: pensiamoci bene! Ma chi ancora può attribuire a questa formazione una forza che non ha. Perchè dedicare pagine e pagine sui quotidiani sportivi a nascondere una verità talmente evidente che nemmeno i tifosi riescono a nascondere. Perchè continuare con la vecchia storia del lupo cattivo vestito da bianconero che cerca di mangiare la vittima merdazzurra? Ma chi può ancora crederci. A pensarci bene, è proprio l’Italia ad essere privata di una forza nazionale ormai persa, anche e soprattutto dopo la vittoria di un Mondiale talmente strano… da sembrare che quell’Italia era davvero la più forte (per inciso quell’Italia era composta da Lippi, Ferrara, prep.atletico e portieri juventini, Buffon, Zambrotta, Cannavaro capitano, Camoranesi, Del Piero, e nella Francia finalista Vieira, Zebina e Zidane)! Adesso verrà un’altra coppetta, quella dei falliti storicamente (cioè le formazioni tipo Roma e appunto Inter costrette a fallire tutti gli obiettivi e concentrarsi laddove altre formazioni snobbano), e un altro tricolore che tutto è tranne che scudetto, nel senso vero del termine (perchè se come dice De Rossi, Totti e l’Italia col QI non negativo, togliete tutte le partite moleste a favore dell’Inter… bèh la storia la sapete!). Arriverà un altro festeggiamento di moratti (che non so cosa festeggi poi, ma comunque beato lui che è felice).

A proposito di festeggiamenti: rischi un’altra figura di merda, il martedì subito dopo il centenario e anzicchè rimanere concentrato, che fai? Ristorante a mezzanotte, feste fino alla mattina, champagne e pizzette per tutti. Ah già, dimenticavo: non ci credevano nemmeno loro!

E alla conferenza stampa, dopo aver rotto di pianti le interviste (però Burdisso, però Skrtel, però Babel, però l’arbitro dell’andata, però questo arbitro, però mancava Suarez, però non potevo schierare Jair e Corso e Aldo Serena, però mi mancava Oriali a centrocampo) dichiara: “Me ne vado, a fine stagione!”. Ma scusa: ma non state stravincendo tutto? Non capisco la logica: stravinci, ci sono le basi per vincere i prossimi otto tornei aziendali e le prossime 16 coppette-italia e te ne vai? Ma come: hai diretto stupendamente il mercato ottendendo dalla Juve l’ennesimo pacco di nome Vieira e te ne vai? Ma come: hai la superformazione dagli anni 1764 ad oggi e molli tutto? Non capisco: quale sarà mai il motivo? Intendiamoci: Capello non è disponibile, Lippi non penso proprio torni in nerazzurro (potrebbe capitare di nuovo l’Helsinborg in Champions), Mourinho sarebbe la mia scelta ideale (un coglione per allenare i coglioni, il massimo della vita). Perchè Piagnisteo dovrebbe mollare? Proprio ora che Cassano potrebbe diventare nerazzurro? A proposito: ieri in tribuna, assieme c’erano Cassano, Valentino Rossi e Macellazzi: di tre, nonostante i progressi della bioinformatica, non si riuscirebbe a cavare un persona simil-normale, mamma mia che immagine, roba da censura del tipo “no figlio mio, non guardare, potresti rimanere turbato!”. Non so se per sfottò, ma l’unico a rimanere contento di ieri era Moggi che aveva detto: “Mancini sbaglia tutte le formazioni e cambi, non riesce a motivare la squadra: sembra un altro 5 maggio. Ancora non si accorgono di quanto finta è la loro forza!”. Dopo Nostradamus… un altra persona che guarda in faccia la realtà. E noi: noi ce la godiamo. Grazie inter, grazie!

Juventus-Fiorentina 2-3

Marzo 3, 2008

Risultato bugiardo? No, risultato strano. Tutti i meriti possibili ai viola e soprattutto a Cesare Prandelli: grande stratega, sta dimostrando di meritare una squadra di altissimo livello (livello al quale sta portando dal nulla i viola). Però la Juve ha offerto il fianco, l’altra guancia, tutto quello che c’era da offrire. Poteva già chiudere il match a 4 minuti dall’inizio della partita, poi con Palladino, poi ancora con Trezeguet. Invece è andata diversamente.

Le maggiori colpe sono chiaramente di Ranieri: abbiamo pagato 400 mila euro il prestito di Stendardo, professione difensore centrale per lasciarlo in panchina e mandare in campo uno spentissimo Grygera. Il ceco non può giocare centrale, non ne ha la stoffa, non ne ha l’attenzione e la giusta caparbietà fisica. Sua la colpa del primo gol (salito in ritardo), sue altre mille colpe su palloni persi o giocati male. Grygera in campo significa insicurezza totale per la formazione bianconera. Chissà come sarebbe andata con Stendardo. Il primo ad andare in perenne difficoltà è stato Legrottaglie, costretto a giocare un doppio ruolo: il suo e coprire i buchi di Grygera. Ranieri dovrebbe ammettere l’errore e non riproporlo più, per esempio già domenica contro un Genoa lanciatissimo (a parte la sconfitta di ieri).

Per il resto i bianconeri dimostrano due cosette: la prima è una preoccupante assenza degli attaccanti alla manovra e quindi alla finalizzazione; la seconda è un centrocampo ritrovato, ritrovatissimo. David Trezeguet soffre fisicamente e lo si vede, in più è raramente messo in condizione di battere in porta. Iaquinta soffre del problema alla schiena e in campo non è il solito Vincenzone. Del Piero non può portare la croce ogni santissima partita e allora bisognerebbe cambiare qualcosina. Per esempio dando fiducia a Palladino seconda punta, vice Del Piero: ne ha i piedi, ne ha la giusta personalità. In coppia con Iaquinta o Trezeguet. Oppure, vista l’astinenza, mandare in campo tre attaccanti: Trezeguet boa centrale, Iaquinta e Palladino più larghi. Un vero 4-3-3 con una cerniera di centrocampo composta da Zanetti, Sissoko e Camoranesi. Questa possibilità non è remota, anzi concretissima. Sissoko gioca per tre pressando due avversari per volta, recuperando o interrompendo una quantità industriale di palloni e azioni, persino rilanciando la manovra. Mai acquisto fu più azzeccato, e siamo solo all’inizio. Ha addirittura trovato il gol. Senza dimenticare che in panchina c’era lo Sceriffo Nocerino, uno che di corsa e quantità ne sa qualcosa. Perchè insistere con esperimenti il 2 di marzo? Va bene all’inizio, ma adesso è ridicolo. Stupisce questa testardaggine di Ranieri. E peccato perchè la sconfitta è frutto di queste scelte poco azzeccate. Adesso c’è un tour de force incredibile: Genoa, Napoli, Empoli e Inter. Non possiamo più permetterci di perdere punti, ne servono tre per ogni match altrimenti rischiamo di perdere pure il treno UEFA. Ok sognare, ma la Juve ha sempre dimostrato concretezza e solidità. Bisogna ritrovare queste doti. Una giornata favorevole l’abbiamo trasformata in un disastro: rimonta e rimontati a 1 minuto dalla fine. Che peccato.

Comunque, anche questa giornata ci lascia in eredità una verità: SERVONO ALMENO DUE DIFENSORI, uno di valore assoluto al posto di Legrottaglie, un altro che possa andare in panchina ma dimostrarsi altrettanto importante (c’è già ed è Mellberg). Serve uno da affiancare a Chiellini (inamovibile lì al centro). Serve pure un terzino sinistro in grado di dare il cambio a Molinaro. Secco deve muoversi in fretta, altrimenti il prossimo anno…

Juventus-Torino / Anteprima

Febbraio 26, 2008

Inizio col dire che ho preferito non proferir parola su Reggina-Juventus, evitando così di finire in galera per eccessiva quantità di parolacce scritte su un blog. Tra l’altro, la maggior parte contro persone che Italiane dimostrano di esserlo fino in fondo (ogni riferimento a paolillo+moratti+branca+piagnisteo mancini E’ VOLUTO!).

E così si riparte, e ancora una volta mi rifiuto di guardare una classifica talmente bugiarda…
Si riparte da un derby accesissimo, si riparte dopo l’ennesima protesta della Juve per i trattamenti ricevuti ed è bene sottolineare PROTESTA e non ESPULSIONE-DAL-CALCIO-ITALIANO-DELLA-SOCIETA’-INTER(cettazione) – come più giusto sarebbe!
Si riparte con un match da brividi, perchè il nervosismo in casa Juve è lapalissiano e giustificatissimo, perchè il Torino ha capito di giocare già in vantaggio (psicologico, nei confronti di una Juve che a questo punto sa che quanto fa non è mai abbastanza per vincere, in seno alle decisioni di moratti), perchè rialzare ogni volta la testa è comunque difficile. Perchè, oltre tutto, partiamo ancora con un pò di handicap: su tutti le assenze di Zanetti (totalmente inventata) e di Trezeguet (maledetta influenza). E forse pure di Zebina che su quel binario di destra aveva fatto sfaville da due settimane a questa parte.

Si riparte però con un Buffon in porta, con la cerniera di difesa, con Iaquinta che finalmente ritorna. L’uomo in più della Juve è senza dubbio Vincenzone: troppo importante il suo fisico, il suo gioco, la sua velocità. Troppo importanti i gol che firmerà da qui fino a fine campionato. Farà coppia con Alex Del Piero, tentando di mettere fine ad una striscia positiva del Toro che porta in cuore bianconero un pò di timore. Si riparte, ancora, da uno stato d’animo piuttosto indecifrabile: i ragazzi sono davvero amareggiati e quindi sconfortati? Se sì, allora si rischia il tracollo. Se no, allora stasera ci sarà da divertirsi, indipendentemente dal risultato. Già perchè, come molti a volte dimenticano, quello che la Juve sta facendo quest’anno va al di là di posizioni in classifica, di punti e quanto altro. Ed è la base mentale e di uomini per il futuro, che sembra davvero importante.

Veniamo alla tattica. Il 4-4-2 è scontato, con l’assenza di Re Davide. A meno che… Ranieri non presenti una formazione spregiudicata con Palladino largo a destra, Alex a sinistra e Iaquinta centrale. Con dietro Camoranesi, Sissoko e Nedved a scambiarsi continuamente posizione. Questo schieramento mi incuriosisce e ingolosisce parecchio ma resterà un sogno. Più probabile anzi certo il classico quattro-quattro-due. Linea di difesa praticamente ovvia: Brazzo va a destra, gli altri tre sono inamovibili. A centrocampo potrebbe esserci una sorpresa ma gli uomini sono comunque quelli: Camoranesi, Sissoko, Nocerino, Nedved. La sorpresa riguarderebbe la posizione di Camoranesi, più libero di accentrarsi, di portare palla, insomma nel vivo del gioco. Con Nocerino più largo sulla destra, ottimo per aggredire la fascia del Toro, molto pericolosa e dinamica (ecco dove Camoranesi potrebbe andare in difficoltà).

Pericolo giallo: le bandierine-di-diffida le portano Chiellini e Legrottaglie, oltre Zebina. E in una gara simile e con un’atmosfera simile credo i primi due non potranno giocare la sfida contro la Fiorentina (giocherei un milione di euro alla SNAI). Già al secondo fallo so già che Rizzoli estrarrà il giallo.

Mi consola la prestazione di Sissoko: a proposito, ho visto il voto attribuitogli dalla Cazzetta-Rosa, cioè 4,5. Ora mi chiedo: è alto, di colore, è grosso, quindi o non hanno visto la partita a Reggio, oppure semplicemente… scrivono cazzate, come di consueto. Proprio a Sissoko è delegato il compito più sporco: rompere il gioco granata, aggredire un vecchietto (e forse rimpianto) come Corini e rilanciare l’azione. Sono curioso di vederlo in azione in coppia con Nocerino: 22 anni a testa, potrebbero giocare tanti anni assieme (aspettando il ritorno dell’uomo più atteso forse, ossia Claudione Marchisio).

Sia chiaro: non mi aspetto nulla di positivo sotto il profilo del risultato, solo una gran bella partita dal punto di vista della prestazione. E dalla Juve non sono mai stato tradito.

P.S.
Ho letto di Collina: vuole chiudere qui alla fine della stagione. Come mai? Altro incarico à là Guido Rossi? Cioè, vado, spezzo la Juve e mi ritiro (tra l’altro ha intascato per un anno così fallimentare ben 1 miliardo di vecchie lire, rendiamoci conto che mio padre si fa un culo grande grande dalla mattina alla sera per prendere poco più di mille euro al mese, cerchiamo almeno in tal senso di essere più equilibrati e giusti!).

Non ci credo: vergognati!

Gennaio 26, 2008

Dopo circa 7 mesi torno sul sito di uno dei comici più divertenti che il giornalismo-sportivo ha consegnato alla storia, tale Paolo Ziliani, un tifoso milanista (Pellegatti al confronto è solo un simpatizzante) che non può prendersela con l’intertriste perchè gli dà da mangiare e quindi se la prende da una vita con la Juve. Pensa stupidità e, cosa grave, le dice e le scrive pure. Cosa più grave: gli permettono di parlare in tv. Cosa gravissima: lo pagano pure, per queste stronzate. Comunque: con Paolo Ziliani ho avuto un pò di problemi a livello verbale-contenutistico. Io inviavo commenti, la gente mi dava ragione e lui praticamente cancellava tutto: la famosa libertà di parola, no!?! Il problema sta in questo: se fai il giornalista di professione, devi scrivere secondo la deontologia del giornalismo di fatti reali, o supposizioni supportate da prove (le più certe e oggettive possibili!). Esempio: io non sono un giornalista, sono semplicemente un grande amatore di calcio e in particolare di Juve per cui dico “moratti fai schifo!”. Pure azzecco il fatto: è agli occhi di tutti, perfino di certi intertristi, quindi figuriamoci. Poi dico: “se macellazzi-materazzi è uno dei difensori più forti… bè o siamo a Zelig o chi dice questo è pregato di passare di ricoversarsi urgentemente alla clinica psichiatrica più vicina”. Ma resto uno stronzo qualsiasi, un qualsiasi appassionato di calcio, tifoso di una squadra. Ma tu che fai il giornalista non puoi dire certe cose, non puoi abbassarti al mio stesso livello. Perchè poi c’è da confrontarsi con una realtà, chiara, precisa, innegabile. E Ziliani Paolo continua nel suo sogno, perchè di sogno si tratta.

Punto uno: siccome il suo blog ospitava commenti solo negativi, esclusivamente negativi e critici sulle sue discutibilissime affermazioni (e si parlava di calcio, non di tifo), lui che fa: cancella tutto e non dà più la possibilità di inserire commenti! Bene: Grillo avrebbe detto: affanculo, scrivi e leggi tu stesso le tue vaccate!

Punto due: per una strana ragione che Ziliani non riesce a spiegarsi, scrive per una volta contro l’intertriste! Attento, Ziliani: questa si chiama ipocrisia, si chiama malafede. E il detto “solo gli stupidi non cambiano idea!” proprio non ti si addice. Dopo inter-Parma, Ziliani accusa l’inter di che? Di aver costruito un torneo-aziendale che solo lei può giocare e vincere? Di ricevere continui favori (favori? regali?) arbitrali che le permettono di fare 3 punti a gara? Di aver smantellato le possibilità delle avversarie (non prendete per il culo la gente con la storia di Roma e Fiorentina: in Italia lo scudetto se lo sono sempre giocati Juve Milan e inter, in questo ordine!) di lottare per il vertice? No Ziliani: certe cose non devi dirle, altrimenti fai arrabbiare i tuoi capi, che sono gli stessi che allenano e pagano Ibra, macellazzi, cordoba, quel checco di zanetti-saverio (l’altro Zanetti ce lo hanno regalato GRATIS: grazie inter, grazie!). No proprio no: dopo la guerra alla Juve vuoi farla all’inter? E le parole “mafia”, “corruzione”, “campionato truccato”, “sudditanza” dove le hai messe o lasciate?

Punto tre: Ziliani: ma vaffanculo va! E pensare che i tuoi servizi per Controcampo sono pure visti da bambini e persone stanche: io non so perchè certe gente può dire questo, e molta altra gente viene zittita!